Berrettini: “Tante emozioni nel mio 2025, gli do un bel dieci”
Il 2025 è stato un anno di alti e bassi per Matteo Berrettini, con un inizio incoraggiante e un prosieguo più complicato, caratterizzato da una costante della sua carriera: gli infortuni. Il ventinovenne italiano però non demorde ed è pronto per iniziare una nuova stagione, sperando di trovare quella continuità che, nel 2022, lo aveva portato al sesto posto nel ranking mondiale. In un’intervista rilasciata a Sportweek ripercorre l’ultimo periodo e apre a scenari per l’imminente futuro.
L’annata appena passata per il romano non è stata lineare, ma piuttosto movimentata da problemi di natura fisica e non: “Diciamo che è stato un anno alla Berrettini, con tante emozioni, positive e negative. Sono tornato nonostante problemi fisici e di testa. Considerando tutto quello che è successo mi do un bel dieci”. Nei periodi più complicati, l’ancora di salvezza spesso sono state le persone più care: “Ci sono stati momenti complessi, sono riuscito a superarli grazie alle persone che mi sono state vicino. Soprattutto quelle che hanno capito che il Matteo persona viene prima”.
La perseveranza è stata una qualità che nel tempo ha contraddistinto l’attuale numero 29 del ranking mondiale, ma forse a volte ha preteso troppo da sé stesso: “Il mio istinto continua a dirmi di dare di più, ma devo stare attento se voglio stare bene. La classifica è solo un numero”.
Le emozioni della Davis e il ruolo di tedoforo
Le sensazioni della seconda vittoria in Coppa Davis, per Berrettini, sono state forti, più di quanto possa essere sembrato da fuori: “Io l’ho presa come una gioia grandissima, un’opportunità per vestire ancora la maglia azzurra. È qualcosa che mi rende orgoglioso”.
Qualche tempo fa l’ex numero 6 del mondo ha avuto la possibilità di rivestire il ruolo di tedoforo, nel primo giorno di viaggio della Fiamma Olimpica. Questo ha suscitato emozioni contrastanti, in particolare riguardo la sua mancata (per ora) presenza alle Olimpiadi: “È stato bellissimo, purtroppo non sono mai riuscito a prender parte ai Giochi. Spero che aver portato la fiaccola sia di buon auspicio per il 2028”.
Rivolgendo uno sguardo al 2026, infine, il finalista di Wimbledon nel 2021 ha le idee ben chiare su come ha intenzione di affrontare le nuove sfide e qual è il suo obiettivo primario: “I trofei non sono ciò che mi fa alzare la mattina. Prima ci sono altre cose, come stare bene con me stesso”.
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