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ATP Brisbane, Kyrgios: “C’è stato un momento nella mia vita in cui pensavo di essere imbattibile”

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Nick Kyrgios vuole ancora dire la sua nel mondo del tennis. Molto probabilmente non tornerà più a esibirsi nei più grandi palcoscenici del mondo, in una partita nei turni decisivi di uno Slam o di un 1000. L’australiano ha però fatto pace con questa nuova realtà. Dopo il tentativo (fallito) di ritornare al suo posto fisso nel circuito a inizio 2025, l’attuale numero 670 al mondo ci sta riprovando in questo 2026. Al Brisbane International presented by ANZ è però stato subito battuto in due set da Aleksandar Kovacevic. Intervenuto in conferenza stampa, Kyrgios ha dichiarato molte cose interessanti sul suo passato, sul presente e anche sul futuro. Di seguito, vi proponiamo un estratto delle sue parole.

Sensazioni

D: Come ti sei sentito a tornare in campo? Il pubblico sembrava davvero felice di rivederti.
Nick Kyrgios: “E’ stato bello. L’ultimo mese è stato molto movimentato e divertente. Ovviamente il risultato di oggi non è stato quello che speravo. Mi sembra che il mio rapporto con i media e il pubblico australiani non sia sempre stato fantastico. Ma ora, in questa fase della mia carriera, ogni volta che scendo in campo mi diverto sempre molto. Ho sicuramente sentito molto affetto là fuori, e soprattutto quando ci sono bambini che cantano e si divertono mi sento come se stessi offrendo loro un bello spettacolo. Spero che un giorno, se amano il tennis, possano giocare loro in quell’arena. È sicuramente uno dei miei posti preferiti in cui giocare”.

D: Oggi non è andata come volevi. Hai ancora gli occhi puntati sull’Australian Open come possibile wild card?
Nick Kyrgios: “Questo è un trampolino di lancio. Ho appena parlato con Medvedev negli spogliatoi e mi ha detto: ‘Senti, giochi una partita ogni tanto, non può andare sempre come vuoi tu’. Finché mi sento bene e riesco a usare questa esperienza come base su cui costruire… Questo è ovviamente il mio obiettivo, e non solo per l’AO, ma per tutto l’anno. Qualunque cosa mi riservi, voglio continuare a giocare il più possibile, poi vedremo”.

D: Puoi darci un’idea delle differenze tra il te di adesso e il te del 2022? Quando non giochi per molto tempo a tennis, cosa succede? Cosa ti impedisce di dare il meglio?
Nick Kyrgios: “Ho subito un intervento di ricostruzione al polso e due operazioni al ginocchio. Prendo Thanasi (Kokkinakis, ndr) come esempio, o me stesso, o Del Potro, o Thiem, o Nishikori: guardiamo alcune di queste persone che erano al top della loro carriera e gareggiavano per i tornei del Grande Slam, e poi ci sono parti del corpo che semplicemente cedono e non riescono a sopportare il carico che permette di stare a quel livello.

C’è stato un momento nella mia vita, nel 2022, o quando stavo vincendo più titoli in un anno, un’illusione in cui in generale pensavo di essere il miglior giocatore del mondo. Pensavo sinceramente di essere imbattibile. Dopo questi interventi chirurgici, è come se non avessi più quella convinzione. È triste, ma questa è la realtà. La finale di Wimbledon, i quarti allo US Open: ho perso pochissime partite durante tutto l’anno. Poi ci sono stati questi interventi chirurgici”.

Credo che la gente pensi che basta andare sotto i ferri, poi stare seduti sul divano fino a quando non si è guariti e infine tornare in campo e sei lo stesso giocatore di prima. Ma non è così che funziona. Non è la realtà. Ecco perché devo essere davvero grato per momenti come la partita di doppio dell’altra sera e per il fatto che ho superato tutto questo e sono pronto a giocare il doppio domani. Sono estremamente felice e orgoglioso di me stesso. A proposito, penso che sia egoista da parte mia parlare sempre e solo di me stesso. Il merito va al mio avversario di oggi. Ha giocato alla grande. È nuovo nel circuito; è concentrato, entusiasta ed è un giocatore formidabile. Sarà sicuramente uno da tenere d’occhio. L’anno scorso ha avuto una svolta e continuerà a conquistare grandi vittorie”.

Motivazione

D: Cosa ti motiva in questo momento a presentarti e a continuare a giocare in questi tornei, mettendo in secondo piano il denaro e tutte quelle cose che nella vita contano molto più del denaro?
Nick Kyrgios: “E’ una domanda interessante. È difficile andare là fuori. C’è stato un tempo in cui ho vinto questo torneo (nel 2018, ndr). Ma ora, anche solo andando là fuori, non c’è vergogna nel perdere. Penso che ora le persone abbiano paura di perdere e paura di andare là fuori e non giocare al meglio. Anche se scendo in campo e subisco un’altra sconfitta da qualcuno contro cui non dovrei perdere secondo il parere della maggior parte degli appassionati di tennis, non ho paura di farlo.

Scendere in campo oggi non è facile, perché so che forse non mi sentirò al 100%. O forse potrei anche essere incredibilmente sfavorito, dato che questo ragazzo sta vivendo la stagione migliore della sua carriera. Non lo so. Si dice che i soldi non siano tutto e non siano una motivazione. Ma considerando da dove ho iniziato la mia vita e la mia carriera tennistica, sono una grande motivazione per me. I miei genitori non erano affatto ricchi quando ero piccolo. È una grande motivazione per me continuare a giocare e guadagnare più soldi possibile. Non credo ci sia nulla di vergognoso nel dirlo“.

Penso che l’ultimo mese sia stato fantastico. Se ripenso al mese che ho trascorso, certo, non erano tornei ufficiali, ma ho dimostrato a me stesso che ero ancora in grado di scendere in campo, entusiasmare il pubblico, offrire uno spettacolo, giocare, competere e vincere incontri di doppio, come quando io e Thanasi abbiamo battuto un duo fantastico: Ebden e Ram, che sono probabilmente una delle migliori coppie di questo evento. Siamo ancora in grado di dare il nostro meglio. Se questo avverrà sui palcoscenici più importanti, non lo so. È un punto interrogativo e, essendo realistici, probabilmente non accadrà. Ma sì, penso di essere ancora in grado di fare qualcosa su un campo da tennis“.

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