US Open, Darderi: “Contro di lui se non sei al 120% fai brutta figura. Oggi non è andata così male”
Al termine di una delle sfide più attese del terzo turno degli US Open, Luciano Darderi lascia il campo centrale dell’Arthur Ashe consapevole di aver dato tutto contro uno dei giocatori più forti al mondo, Carlos Alcaraz. La partita ha visto lo spagnolo imporsi in tre set, ma Darderi porta a casa consapevolezze preziose e obiettivi ancora vivi per il resto della stagione.
Le difficoltà del match e dell’Arthur Ashe
A caldo, Darderi analizza così la sfida: “Non sono riuscito a esprimere il mio livello al cento per cento, ero sempre un po’ teso e in difficoltà. Anche lui ti mette in questa condizione: gioca con una velocità maggiore, resta sempre sopra la palla e non ti lascia mai tempo di respiro. Questa penso sia la cosa più difficile oggi. Ero abbastanza teso con il servizio; ho servito male quasi per tutto il match, solo nel secondo set ho avuto qualche palla sul quattro pari per poter breccare. Lui comunque è a un livello superiore. Mi mancano ancora tante partite di questo tipo, sul cemento ancora di più, dove ho meno tempo. Su un centrale così è difficile, sinceramente non mi sono mai trovato a mio agio. Era la prima volta su questo campo, quindi alla fine non è andata così male, considerando che ho giocato contro uno dei più forti al mondo.”
Quando il livello sale, cambiano le percezioni
La velocità di gioco di Alcaraz e la pressione continua al servizio sono tra gli aspetti che più sorprendono Darderi: “Mi aspettavo già una partita del genere. Ho avuto qualche chance soprattutto nel secondo set, che è stato il solo momento in cui potevo fare la differenza, ma non le ho sfruttate. Ho sbagliato due o tre risposte di rovescio sul quattro pari; lì potevo cambiare qualcosa. Dopo che lui era sopra di due set ha cominciato a giocare più sciolto all’inizio del terzo, e lì non lo prendi più. Quando gioca con fiducia è ancora più difficile; quello era il momento giusto per provare a fare qualcosa di più. Altrimenti lui resta sempre sopra il livello.”
Obiettivi e ambizioni
Nonostante la sconfitta, Darderi indica chiaramente gli obiettivi stagionali: “Top 20 e giocare la Davis. Questi sono i due obiettivi, e già partecipare a tutti i tornei era un sogno. È la prima volta su questo campo, spero di poterne giocare tante altre. Ho giocato finora tutti i tornei che desideravo, tutti i miei sogni e obiettivi nel tennis da quando ho iniziato. Non lo dimenticherò mai perché è stato la prima volta qui. Spero che non sia l’ultima. Quest’anno punto alla top 20 e a giocare la Davis. Ho giocato già Olimpiadi, Slam, ATP; ora questi sono i due obiettivi che mi mancano ancora.”
Sul veloce e l’esperienza contro i big
Darderi sottolinea il valore della sua esperienza: “Mi dispiace aver trovato Carlos al terzo turno, perché oggi sono lui e Jannick gli ingiocabili: sono sopra il livello di tutti. Seconda volta che gioco qui, prima volta come testa di serie, terzo turno non è male considerando che ho trovato Carlos. Le probabilità oggi non erano altissime, si sapeva. Nulla di scontato, ho cercato di fare il massimo anche se non sono riuscito ad esprimere il mio miglior tennis, però lui ha giocato molto meglio di me. Il suo livello è ancora molto più alto del mio. Continuerò a lavorare per avvicinarmi; la prossima volta spero di arrivare a quattro o cinque set, provando a fare meglio e a non essere così teso, senza pensare troppo alle cose in campo perché in uno stadio così, tutto succede velocemente. Basta un break e sei sotto di 3-0, 4-1 e la partita può sfuggirti rapidamente con giocatori di questo livello. Bisogna essere molto concentrati: basta perdere la testa su un servizio e sei subito sotto, non te ne accorgi.”
La stagione e la condizione fisica
Guardando alle prossime settimane, Darderi si mostra cauto: “Non lo so ancora, perché difendo pochi punti da qui a fine anno e nelle settimane in cui incontri avversari di questo livello, giochi un’ora e mezza, due, e poi ti manca il ritmo. Sono stato fermo venticinque giorni, e oggi si è visto: con un giocatore di questo genere, se non sei al 120% o anche di più e non giochi bene, fai brutta figura. Oggi, per fortuna, non è andata così male.”
Alla domanda sullo stato fisico risponde: “Nel terzo set non stavo tanto bene come nei primi due; sentivo un po’ dolore alla gamba, ma niente di grave, potevo giocare qualche game in più.”
Un’esperienza importante
Il percorso allo US Open, anche se fermato da uno dei più forti, rappresenta per Darderi una tappa fondamentale: “Non lo dimenticherò mai perché è stato la prima volta su questo campo. Spero che non sia l’ultima.”
Ripartire da New York, e dal centrale dell’Arthur Ashe, sarà per Luciano Darderi un nuovo punto di partenza, con l’obiettivo di crescere e sognare ancora, inseguendo la top 20 e la convocazione in Davis, contro quei grandi avversari che oggi, almeno per questa volta, si sono dimostrati ancora irraggiungibili.