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US Open, Raducanu: “Devo lavorare per ridurre il divario con le big. Rybakina ha fatto tutto meglio di me”

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È stata una giornata difficile per Emma Raducanu che non è andata oltre i tre game contro una Elena Rybakina in stato di grazia, tanto da chiudere il match in poco più di un’ora con il punteggio di 6-1 6-2.

D. Quali sono le tue emozioni? Come ti senti? Ovviamente la tua avversaria ha giocato molto bene, come pensi di aver giocato tu?
EMMA RADUCANU:
 “Penso che Elena abbia giocato molto bene e per me è stato molto complicato trovare ritmo durante la partita. Quando avevo la possibilità di colpire una palla, era difficile riuscire a tirare un colpo di qualità perché molte erano profonde oppure non ne toccavo nemmeno tante. Era difficile capitalizzare sui pochi momenti che ho avuto. Ma merito a lei: ha giocato un’ottima partita”.

D. C’è qualcosa che pensi avresti potuto fare meglio?
EMMA RADUCANU: “Forse se avessi tenuto il servizio nel primo game del secondo set. Ero avanti 40-0, ho sbagliato un paio di colpi che di solito non sbaglio. Allo stesso tempo mi sembrava che ogni palla che ricevevo fosse molto difficile. Ero quasi sorpresa quando mi arrivava una palla più corta. È stato complicato, ma comunque ho provato a variare la mia posizione in risposta. In generale, penso che lei abbia servito, risposto e fatto tante cose bene”.

D. Come valuti il tuo Slam nel complesso? Hai perso solo contro giocatrici d’élite. Ti dà incoraggiamento o ti crea frustrazione?
EMMA RADUCANU:
 “Direi che è un obiettivo, un traguardo. Ho perso due volte con Iga, poi con Aryna e con Elena. È dura, ma allo stesso tempo con il ranking che ho posso incontrare le migliori già al primo, secondo o terzo turno. Quindi devo fare del mio meglio nei prossimi mesi fino all’Australia, continuare a lavorare per ridurre il divario. Dipende dal giorno e dagli accoppiamenti, ma penso di stare migliorando. Negli ultimi mesi sono cresciuta. Ora devo solo essere costante e lasciarmi alle spalle questa sconfitta”.

D. Puoi confermare il tuo accordo con Francisco Roig come coach e quanto sarebbe importante tenerlo a lungo termine per colmare il gap con le big?
EMMA RADUCANU: “Per ora lavoriamo fino a fine anno. Non vedo l’ora di tornare ad allenarmi. Sono solo tre settimane che lavoriamo insieme, ma credo siano state settimane di buoni progressi. Alcuni aspetti del mio gioco sono già migliorati. Oggi le mie debolezze sono venute fuori, ma in tre settimane non si possono fare miracoli. So che stiamo facendo un buon lavoro e voglio solo continuare così”.

D. Nei tornei dello Slam, qual è la differenza più grande con le top rispetto alle altre giocatrici che vincono ogni settimana?
EMMA RADUCANU:
 “Quando le top giocano davvero bene è molto difficile. Ogni volta che ho affrontato Iga o Elena hanno giocato in maniera incredibile, è complicato affrontarle. Elena ha un gran servizio, anche la seconda è veloce e alta. In risposta la palla torna velocissima, sei appena atterrata dal servizio ed è già di nuovo sulla linea di fondo. Il ritmo è altissimo e sembra non ci sia mai tempo per costruire qualcosa: è pressione costante. Quando finalmente arriva una palla più corta, quella che normalmente gestisci senza problemi, senti più pressione e magari commetti errori insoliti. Questa è la differenza principale”.

D. Ora arriva la tournée asiatica. Negli ultimi anni non l’hai potuta giocare davvero. Quanto sei entusiasta di affrontarla ora nelle condizioni in cui sei?
EMMA RADUCANU:
 “Non vedo l’ora di costruire giorno dopo giorno. Faccio alcuni passi avanti, qualcuno indietro, ma nel complesso sto lavorando verso cose positive. In gran parte sto godendomi il tennis. Oggi era difficile, ma nel quadro generale sto cercando di diventare una giocatrice migliore, più completa. Non ho mai fatto davvero una tournée asiatica, quindi spero che quest’anno ci riesca. Non manca molto e sono impaziente di ripartire“.

D. Tornando al match, hai detto che Rybakina non ti ha lasciato entrare in ritmo. Valeva più per il servizio, per la risposta o in generale?
EMMA RADUCANU:
 “In generale. Oggi non mi ha lasciato stabilizzarmi in nessun aspetto del gioco. Anche su alcuni miei buoni servizi, la palla tornava subito veloce: pressione immediata. Ti basta un break, sei sotto 3-0, e la dinamica della partita cambia, senti subito pressione. Ha fatto tutto meglio di me oggi“.

D. Cosa hai imparato quest’anno sul restare in salute ed evitare infortuni e come bilanci questa esigenza con la necessità di giocare e scalare il ranking?
EMMA RADUCANU:
 “Io voglio allenarmi tanto, passo molte ore in campo. Questo però può mettere sotto stress il corpo. Ora sto gestendo bene: sono forte, in forma, non mi sto infortunando. Ho bisogno che chi mi sta intorno mi freni un po’, che mi dica “abbiamo fatto abbastanza”. È così che gestisco i carichi, perché vorrei sempre fare di più, allenarmi e giocare di più”.

D. Hai detto che le top hanno giocato molto bene contro di te. Pensi che, per la tua storia, quando ti affrontano vogliano dimostrare di essere al vertice?
EMMA RADUCANU: “Sì, assolutamente. Penso che le migliori, quando mi affrontano, vogliano dimostrare di essere al top e ogni volta me lo hanno fatto vedere. Mentre io miglioro, cresco, guadagno rispetto, loro hanno alzato ulteriormente il livello. La prendo come un complimento: vuol dire che contro di me decidono di concentrarsi davvero. Ma allo stesso tempo mi mostra che ho ancora tanto lavoro da fare”.

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