US Open, Cobolli infinita resistenza: 4 ore e mezza per piegare Brooksby e affrontare Musetti
F. Cobolli b J.Brooksby 5-7 6-3 6-4 2-6 7-6(3)
New York, Campo 17. Quella che sulla carta sembrava soltanto una sfida di un normale secondo turno ad uno Slam, ammesso che ci possa essere un match definibile normale ad uno Slam, si è trasformata in un racconto da ricordare, lungo 4 ore e 32 minuti. Flavio Cobolli ha battuto Jenson Brooksby con il punteggio di 5-7 6-3 6-4 2-6 7-6(3) e si è guadagnato, al termine di una battaglia estenuante, il diritto di affrontare Lorenzo Musetti in un derby tutto italiano al terzo turno dello US Open. È la classica partita Matrioska con più match dentro il match, con set che sembravano incontri a sé stanti. Nel primo è stato l’americano a dettare legge con la sua regolarità e con la capacità di sfruttare il minimo passaggio a vuoto dell’avversario. Nel secondo, invece, Cobolli ha alzato i giri del motore: il diritto ha iniziato a produrre danni, il servizio a reggere meglio la pressione e il match si è rimesso in equilibrio.
Il terzo parziale, quello più tattico e nervoso, ha premiato ancora l’azzurro, bravo a cogliere l’unica occasione utile per allungare. Quando però sembrava vicino al traguardo, è stato Brooksby a rialzare la testa: quarto set dominato 6-2, e sensazione di inerzia tornata dalla parte americana.
Poi, il quinto set. Una girandola di emozioni: break e controbreak, palle break salvate con coraggio, il pubblico che sul campo 17 spingeva a gran voce l’idolo di casa. Sul 5-5, Cobolli ha dovuto attingere a tutte le sue risorse mentali per restare agganciato al match e arrivare al super tie-break.
E lì, come se improvvisamente avesse scrollato di dosso paure e stanchezza, ha giocato il suo miglior tennis. Subito avanti, non ha più permesso a Brooksby di rientrare. Ha chiuso 10-3, trasformando la tensione in un urlo liberatorio che lo proietta per la prima volta al terzo turno degli Us Open.
È una delle partite più sofferte della più sofferta, probabilmente anche una delle più significativa, perché porta in dote la sfida che molti attendevano: un derby tricolore con l’amico Musetti, con l’orgoglio di aver già scritto la sua piccola grande pagina a in questo Us Open, edizione 2025.
Primo set: Brooksby è solido. Cobolli ci prova, ma non basta
Vince il sorteggio Jenson Brooksby e sceglie di partire al servizio. L’avvio, però, sembra sorridere a Flavio Cobolli, subito profondo e incisivo: vola 40-0, si fa riprendere sul 40 pari, ma un dritto vincente e un servizio a chiudere gli permettono di mettere in tasca il primo game. È 1-0 Italia.
Il primo campanello d’allarme arriva nel secondo gioco: l’americano serve con poca precisione, Cobolli ha una palla break, ma spreca un comodo rovescio in corridoio. Brooksby non si lascia impressionare e trova il modo di pareggiare, 1-1.
Il terzo game è il primo vero crocevia. Il sole infastidisce l’azzurro che commette doppio fallo, poi si trova a fronteggiare due palle break. Le annulla con coraggio: prima avanzando a rete, poi con un servizio vincente. Ma la terza è fatale. Brooksby alza il ritmo, lo sposta da una parte all’altra e lo costringe all’errore. Break: 2-1 per lo statunitense.
Lo strappo viene consolidato nel game successivo, nonostante Cobolli parta 0-30. L’americano spinge con continuità, martella con colpi profondi, e per il romano è difficile rispondere: più che passività, è potenza a travolgerlo.
Nel quinto game, altra palla break per Brooksby. Questa volta è lui a mandare lungo un rovescio a due mani, e Cobolli tira un sospiro di sollievo. Il romano fatica a trovare prime (61% con già tre doppi falli), ma quando serve lo salva un punto straordinario: difese al limite, poi smash a chiudere, il più bello del set. Sull’onda di quell’azione, Flavio trova coraggio, chiude con un servizio vincente e resta in scia, 3-2.
Brooksby, però, continua a non tremare. Servizio solido, ritmo incessante: 4-2. A quel punto, per Cobolli non c’è più margine di errore. Sotto pressione, l’azzurro si ritrova a fronteggiare la sesta palla break del parziale, ma la cancella con una volée da applausi e poi con un vincente che strappa applausi al pubblico. È 4-3.
E proprio quando sembra sul punto di cedere, arriva l’improvvisa chance. Nel game successivo, quasi dal nulla, tre palle break per Flavio. Brooksby le annulla tutte: un errore di Cobolli, un attacco vincente e un servizio chirurgico. Occasione sfumata? Non proprio. Sul 40 pari, l’azzurro inventa una demi-volée magica che scavalca la rete, tocca il campo e torna indietro. Colpo da highlights. È il preludio al break che arriva subito dopo: 4-4.
Galvanizzato, Cobolli trova più prime, più fiducia, e si porta avanti 5-4. Il sorpasso dura poco. Brooksby alza di nuovo i giri, pressa con continuità e ottiene quattro palle break. Flavio le annulla tre volte con grande coraggio – uno smash, un dritto inside-out, un servizio incisivo – ma sulla quarta deve arrendersi. Break per il 6-5.
È l’ultimo strappo del set. L’americano va a servire per chiudere, si procura due set point e sfrutta il primo con un ace, il primo del suo incontro. 7-5 Brooksby in un’ora e dodici minuti.
Secondo set: Vincenti e fiducia ritrovata danno la parità a Cobolli
Il secondo set comincia subito in salita per Flavio Cobolli, chiamato a cancellare immediatamente una palla break. Lo fa con un colpo che resterà negli scatti dei fotografi: una volée in tuffo alla Boris Becker, da applausi. La seconda chance per Brooksby, però, è quella buona. Sfortuna per l’azzurro: il suo dritto si spegne sul nastro e ricade fuori. È 1-0, e il pubblico americano si infiamma. Spinto dall’entusiasmo, Jenson allunga fino al 2-0.
Sembra il preludio a un set in controllo per il padrone di casa, ma Cobolli non ha intenzione di mollare. Nel terzo gioco annulla con coraggio un rovescio lungolinea pesante dell’americano e, al secondo vantaggio utile, chiude il game: 2-1. È ancora sotto di un break, ma la sensazione è che il vento stia cambiando. E infatti nel quarto game arriva la reazione: Flavio trova finalmente ritmo in risposta, strappa la battuta a zero e ristabilisce la parità, 2-2.
Da lì, tutto prende un’altra direzione. Più sicuro al servizio, Cobolli mette la testa avanti per la prima volta nel set, 3-2. È il momento della fiducia, la chiave che gli permette di liberare i suoi colpi migliori. Nel sesto gioco, l’azzurro sposta Brooksby da una parte all’altra, lo costringe all’errore, e il rovescio dell’americano che finisce fuori sancisce il break del 4-2.
L’inerzia ormai è ribaltata. Con il servizio Flavio non trema più: consolida a 15 per il 5-2, e a quel punto il set è praticamente già scritto. Brooksby prova a rimanere aggrappato, ma paga lo sforzo iniziale e il calo è evidente. Cobolli resta solido, non concede spiragli e chiude 6-3.
Un set che sembrava scivolargli via dopo i primi due game è invece ribaltato con autorità: la dimostrazione che il tennis, in pochi istanti, può passare dal baratro alla rinascita. E che Cobolli, quando trova fiducia, ha sprazzi di tennis superiore. Un dato su tutti, 14 vincenti a 3 per l’azzurro.
Terzo set: Cobolli sfrutta l’occasione e vola avanti, vincendo il parziale 6-4
Anche il terzo set si apre in salita per Flavio Cobolli, che dopo aver perso il primo game deve subito cancellare due palle break. Lo fa con grande solidità: prima una seconda velenosa che sorprende Brooksby, poi l’intuizione di insistere sul rovescio dell’americano fino all’errore. Due punti consecutivi ribaltano la situazione e l’azzurro impatta sull’1-1.
Brooksby prova a ritrovare il ritmo del primo parziale, martella la diagonale sinistra e si procura un’altra chance di break. Ancora una volta Flavio si salva, questa volta con coraggio e lucidità, tenendo il servizio e riportando la partita in equilibrio: 2-2. È un confronto che ormai ha preso i contorni di una sfida di stili: da una parte la potenza costante dell’americano, dall’altra la classe e le variazioni dell’italiano.
Il servizio diventa l’arma che tiene in piedi Brooksby, che non concede quasi nulla: tre ace già a referto, quattro punti persi e il quinto game chiuso addirittura a zero. Il numero 92 del ranking resta avanti, 3-2. Cobolli risponde a sua volta, anche dopo un medical time out per sistemare la fasciatura al piede sinistro, ma concede sempre qualcosa nei suoi turni di battuta. Riesce comunque a reggere il confronto fino al 4-4, anche se ogni volta deve faticare più dell’avversario.
Poi, quasi all’improvviso, arriva la svolta. È l’unica palla break del set, quella che Cobolli si costruisce con aggressività nel nono game. Flavio attacca, mette pressione, e stavolta è Brooksby a cedere con un rovescio largo. È il break d’oro, quello del 5-4, che cambia completamente l’inerzia.
Il game successivo è una formalità gestita con maturità: Cobolli serve bene, non trema, annulla tre palle break pericolose e chiude il set 6-4 in 50 minuti. Un sorpasso pesante che lo porta a un set dalla vittoria.
Quarto set: Brooksby rialza la testa, vince 6-2 e match di nuovo in parità
Il quarto set inizia senza scossoni, con i servizi che comandano e i due giocatori consapevoli che ogni errore può pesare come un macigno. Punto dopo punto, l’avvicinarsi del traguardo si fa concreto, e la tensione cresce. Brooksby resta solido, Cobolli tiene il passo, ma l’equilibrio si rompe al sesto game.
Dal 40-15 Flavio si incarta, sbaglia un dritto in costruzione e concede palla break. L’americano non se la fa sfuggire e si prende il 4-2. L’azzurro prova a reagire subito, si porta 0-30 nel game successivo e arriva a un’importante palla break. L’occasione, però, sfuma su una risposta in rete sulla seconda di Brooksby. Poco dopo, a rete, spreca anche una comoda volée che poteva regalargli un’altra chance. La rabbia lo tradisce: pallina scaraventata oltre le recinzioni del campo 17, warning per ball abuse.
L’americano sembra voler ringraziare e chiudere in fretta, ma un doppio fallo riporta la parità nel game. La lotta si accende, Cobolli prova a risalire con un dritto incrociato da applausi, ma alla fine è Brooksby a piazzare la zampata con un rovescio lungolinea perfetto che vale il 5-2. È la combinazione che mette il set in cassaforte.
Nell’ottavo game, sul servizio dell’azzurro, arrivano due palle break consecutive: basta la prima, grazie a un doppio fallo di Flavio, per chiudere la pratica. In 38 minuti Brooksby rimette tutto in equilibrio: 6-2, due set pari, e la partita che torna tutta da scrivere. Si va al quinto e decisivo set.
Quinto set: il super tie break parla italiano
Per la prima volta dall’inizio del match è Cobolli a partire meglio. Approfitta di un avvio incerto di Brooksby, che smarrisce la rotta al servizio e con un doppio fallo regala il break all’azzurro. Flavio ringrazia e consolida con autorità: 2-0. Da lì in avanti il set si gioca soprattutto sulla sua capacità di reggere i turni di battuta. Brooksby tiene il servizio e resta in scia, ma Cobolli risponde con due prime vincenti nei momenti più delicati del quarto gioco, portandosi 3-1.
È il game che può segnare la svolta. L’americano si guadagna tre palle break consecutive che infiammano il campo 17. Cobolli le annulla con coraggio – prima un errore, poi una palla larga, infine un lungo scambio estenuante dopo tre ore e quaranta di battaglia – ma Brooksby trova comunque la forza di rimanere in piedi e strappare il game. Il pericolo è scampato, ma la partita resta appesa a un filo.
Sul 4-3, tra cori a stelle e strisce e tensione crescente, l’ottavo game diventa un romanzo dentro la partita. Il pubblico si alza in piedi intonando “USA, USA, USA”, Cobolli parte 0-40 e sembra spacciato. Ma non molla. Annulla le tre palle break con coraggio, recupera su un nastro beffardo e rimane aggrappato con le unghie al game. Alla fine, complice anche qualche errore di Brooksby, trova la forza per salire 5-3. Un capolavoro di resistenza e sangue freddo.
L’americano riduce lo svantaggio e affida a Cobolli la responsabilità di chiudere. Flavio parte 30-0, ma un urlo dalle tribune lo distrae su una chiamata di spettatori e perde concentrazione. È un attimo: rimonta subita, primo match point sfumato dopo 4 ore e 6 minuti di gioco, grazie ad una strenua difesa di Brooksby; poi un secondo match point, dopo due minuti annullato da un rovescio in diagonale dell’americano. Brooksby infiamma il pubblico, si esalta e piazza il controbreak del 5-5.
Il campo 17 diventa un’arena. L’americano prende fiducia, si esalta, colpisce come nel primo set e piazza il 6-5. Cobolli è alle corde, come un pugile colpito duro, ma non cade. Tiene il servizio e trascina la sfida al super tie-break. Il finale più giusto, dopo oltre quattro ore di battaglia.
Nel tie-break, Flavio parte con un minibreak e non si volta più. Scambia, costringe Brooksby all’errore, poi allunga 4-0. L’americano prova a reagire con una volée che riaccende il pubblico, ma l’inerzia è ormai in mano all’azzurro. Sul 5-1 Cobolli sente il traguardo vicino, resta lucido e non concede più nulla. Vola sull’8-3, chiude 10-3, e dopo 4 ore e 32 minuti alza le braccia al cielo resistendo alle ondate di Brooksby, ai cori del pubblico, alle paure di chiudere, e alla fine ha scritto il suo nome sul tabellone del terzo turno. Accanto, la scritta (ITA). L’avversario sarà Lorenzo Musetti, per un derby speciale tutto italiano allo US Open.