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Jannik Sinner: “Sono molto felice, non penso al tennis. Sospensione? Il male minore, poteva andare peggio”

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Felice, contento, sorridente e spensierato, ma anche profondo e riflessivo. Appare così Jannik Sinner nell’intervista esclusiva concessa a Sky Sport, la prima dalla sospensione concordata con la WADA per il caso Clostebol (“abbiamo accettato in poco tempo anche se io non ero tanto d’accordo, scegliendo il male minore. Poteva anche andare molto peggio”, racconta il n. 1 del mondo). Realizzata da Eleonora Cottarelli all’evento Lavazza al palazzo del Senato (a Milano), l’intervista è disponibile on demand e su Sky Sport Insider.

“Sono molto simili a me come persona, sono onesti e cercano persone intelligenti – racconta Jannik a proposito di Lavazza, uno dei suoi sponsor di più lunga data -. Non c’è cosa più bella di far parte di questa famiglia. Sinner sta bene, è “riposato e contento” e non vede l’ora di tornare a giocare a tennis, anche se in questo periodo ammette di averne visto pochissimo. Dal rapporto con amici e famiglia agli inseguitori Zverev e Alcaraz, fino al rientro a Roma che si avvicina giorno dopo giorno. Di seguito la trascrizion intergrale dell’intervista.

D. Tu sfrutti sempre quello che ti viene dato, su che cosa ti sei concentrato in particolare per elevare il tuo tennis?
Jannik Sinner: Ho fatto tante cose diverse in questo periodo. Ho speso tanto tempo con la mia famiglia, soprattutto con mio papà, e con i miei amici a Monte Carlo. Con loro ho girato sui go kart, siamo andati in bicicletta… Ho fatto tante cose nuove, sono molto felice. Stiamo lavorando molto in palestra, per essere ancora più pronto fisicamente quando rientrerò, ma manca ancora abbastanza. Tutte queste domande troveranno una risposta a Roma.

D. Che cosa ti ha reso più felice tra tutte le attività che hai fatto? Da un po’ non avevi così tanto tempo libero…
Jannik Sinner: Non vivere sempre con la tensione della prestazione sicuramente mi ha fatto godere di più questo periodo. Anche l’allenamento è diverso, non hai in mente che tra una settimana devi giocare. Sei più tranquillo, anche se le giornate sono lunghe. Poi alla sera vedi gli amici, vai a cena o giochi un po’ alla playstation, o fai altre cose insieme. Sto bene, ovviamente se potessi scegliere sceglierei di giocare a tennis, ma nell’altro senso sto molto bene e non sto neanche pensando tanto al tennis in questo momento!”.

D. Come hai vissuto umanamente i giorni dell’accordo con la WADA?
Jannik Sinner: “Parlando in modo onesto, mi sono sentito molto tranquillo. La decisione della sospensione dei tre mesi è stata molto rapida, abbiamo accettato in poco tempo anche se io non ero tanto d’accordo. Alla fine però si deve scegliere il male minore e questo ho fatto. Anche se a volte quello che sto passando è un po’ ingiusto, poteva anche andare molto peggio, con ancora più ingiustizia. È andata così. Dopo che abbiamo preso questa decisione ci ho messo un po’ a ritrovarmi, sono successe anche altre cose non semplici fuori da questo tema, però sono qua. C’è ancora un po’ di tempo per digerire tutto questo, ma non vedo l’ora di rientrare a Roma. Sarà comunque un torneo molto difficile, ci sarà tanta attenzione. Però sto vivendo in modo tranquillo tutte le giornate, sto facendo cose nuove e sono contento”.

D. Hai imparato qualcosa di nuovo su di te in questi mesi? Qualcosa che magari non sapevi?
Jannik Sinner: “Ho imparato tante cose: forse sapevo già prima che il tennis non era la cosa più importante, ma l’ho capito anche in questi mesi. Fuori ci sono delle persone che tengono tanto a me. La famiglia sarà sempre al primo posto e gli amici sono fondamentali, si crea un bellissimo legame stare insieme, soprattutto nei momenti difficili. È importante trovare persone intorno a te di cui tu ti possa fidare, con cui tu possa scambiare delle idee. Ho imparato tanto a livello umano in questi mesi”.

D. C’è stato invece un momento in cui ti sei sentito molto fragile, in cui magari da solo ti è venuto un po’ da piangere?
Jannik Sinner: “Ero molto fragile dopo quello che è successo. Sono successe cose che non mi aspettavo, con reazioni mie che non mi aspettavo. Sono successe un po’ di cose, non sono una persona senza sentimenti e senza emozioni. Però nella vita si impara: anno dopo anno conosco sempre meglio me stesso e che valore ho come persona. Non è stato facile, anzi in certi momenti anche molto difficile, però le persone intorno a me mi hanno dato la forza”.

D. A Roma ritroverai i tuoi colleghi. Prima dello US Open da parte tua c’era il pensiero di come ti avrebbero guardato, adesso questo pensiero come cambia? Come guarderai tu alcuni di loro?
Jannik Sinner: “A questa domanda non posso rispondere, non so che cosa possa accadere. Io so come sono andate le cose e sono consapevole di essere innocente. Le persone che ho intorno a me, non solo il mio team ma anche la famiglia e gli amici, sono quelli a cui mi attacco moltissimo. Non c’è tra loro neanche il minimo dubbio sulla verità, quindi sono molto tranquillo. Quello che voglio fare è giocare a tennis ed essere sereno, finisce lì la storia. Sono sicuro che andrà tutto bene, anche se magari all’inizio ci metterò un po’ di più a ripartire”.

D. Hai guardato un po’ di tennis in questo periodo?
Jannik Sinner: Ho guardato veramente poco tennis, non sto controllando praticamente niente, tranne qualche partita che mi interessa. Per il resto però proprio zero! Tanto non posso controllare i risultati degli altri e comunque sono fuori per tre mesi, quindi è anche inutile guardarli in questo momento, la competizione è talmente lontana”.

D. Ti aspettavi che il tuo vantaggio in classifica, pur stando fermo, rimanesse praticamente invariato?
Jannik Sinner: “La risposta è uguale a prima: non posso controllare come giocano gli altri, ma questo anche se giocassi il torneo. Alla fine sono solo punti. La classifica siamo d’accordo è importante, però è un momento un po’ diverso. C’è la nuova generazione che sta arrivando e quella nuova nuova con i più giovani. Djokovic continua a fare finali o a vincere tornei (in realtà il serbo non vince un torneo dalle Olimpiadi di Parigi, ndr), ma io non posso controllare niente”.

D. Zverev e Alcaraz avevano una grande opportunità con te fermo, però sembrava quasi che sentissero la tua pressione da fuori…
Jannik Sinner: “Le partite non sono mai scontate, anche se giochi contro il numero 100 o 150 al mondo sono tutte tirate se non sei al 100%. Magari stanno passando momenti non facili fuori dal campo, noi non lo possiamo sapere. Ci sono tante cose che possono dare fastidio quando vai in campo, magari è la pressione o il numero 1 o magari un problema familiare. Sicuramente le cose possono cambiare molto velocemente, ora c’è il cambio di superficie con Monte Carlo e la terra battuta, dove Alcaraz sarà il favorito. Zverev uguale, poteva diventare numero 1 giocando benissimo un po’ di tempo fa al Roland Garros. Vediamo come va”.

D. Come ti immagini il bagno di folla che avrai a Roma?
Jannik Sinner: “Sarà molto importante il bilanciamento dell’attenzione che riceverò e di come io reagirò, insieme ad altri fattori esterni. Mi piace giocare in Italia, l’ho fatto vedere a Torino, un posto dove mi sento al sicuro. Il pubblico è un’arma in più, il supporto italiano è molto importante e si sente in campo, soprattutto se non sei un giocatore italiano. Sarà una carta da usare, ma sarà un ‘problema’ o un privilegio che avrò tra un mesetto. Ora cercherò solo di prepararmi al meglio”.

D. C’è un countdown dentro la tua testa?
Jannik Sinner: “Quello c’è dal primo giorno, perché ho smesso di fare quello che ho sempre sognato: sono nella posizione migliore per fare questo sport. All’inizio ho contato i giorni, ora ogni giorno si sta avvicinando (il rientro, ndr) e ogni giorno mi sento meglio fisicamente e mentalmente, anche se ancora manca un bel po’. Per me però è una bella opportunità per migliorare nelle aree dove faticavo, per migliorare su una superficie dove faccio molta fatica. Cerchiamo di fare una cosa diversa, se ci riusciamo bene, altrimenti avremo altri anni per riprovarci”.

D. A che cosa paragoneresti la tua voglia di tornare in campo rispetto a qualcosa che magari aspettavi con ansia da bambino?
Jannik Sinner: “È difficile da dire, da piccolo io volevo sempre diventare un pilota! Poi non avevo mai i soldi per farlo, quindi non ho neanche iniziato. Ora siamo andati sui go kart in questo periodo e la sera prima avevo una voglia incredibile di andarci, è una bellissima sensazione. Probabilmente sarà un po’ simile, sapendo però che sono un buon tennista, mentre sui go kart magari non sono bravissimo e in bici sono proprio scarso! È importante ritrovare la voglia, ma quando ho preso la sospensione non ho nemmeno pensato al tennis. Pensavo più a come passare questi mesi e con quali persone”.

D. Quindi appuntamento a Roma!
Jannik Sinner: Ragazzi, ci vediamo a Roma! Non manca così tanto, quindi speriamo di prepararci bene. Ciao ciao!”

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