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Adriano Panatta: “Sinner fin troppo perfetto. Vincerà Roma e Parigi, se non quest’anno sarà quello dopo”

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Adriano Panatta ha sempre gli occhi su tutti. Tennisti italiani e non. Il 74enne ex campione è intervenuto nella presentazione della 24esima edizione di ‘Banca Generali un campione per amico’ dicendo la sua su vari protagonisti del circuito professionistico. Partendo dagli azzurri, il campione del Roland Garros 1976 ha parlato in prima battuta del giocatore da cui, in questo periodo, si parte sempre per intavolare un discorso sul tennis italiano: Jannik Sinner.

Sinner è pronto per Roma, una pausa a volte può anche fare bene, ha affermato l’ex numero 4 al mondo riferendosi alla squalifica dell’altoatesino patteggiata con la WADA. “Sono convinto che Jannik abbia sfruttato questo periodo per migliorare il suo gioco sulla terra e non abbia perso la forma fisica. Mi dicono che si è allenato molto e per fortuna ha anche mantenuto la testa del ranking. Ripeto, sono molto ottimista, tre mesi non sono tantissimi. Di più sarebbe stato un problema”.

Panatta ha poi condiviso il suo pensiero riguardo la situazione che il numero 1 al mondo sta vivendo in questi mesi. “Lui non c’entra niente con la squalifica, ha fatto bene a patteggiare perché con la WADA non sai mai dove vai a finire. È un ragazzo molto intelligente e maturo, un esempio per tutti gli sport per il suo comportamento. Forse è anche troppo perfetto, ha commentato l’ex tennista romano con quel velo di ironia che spesso accompagna le sue dichiarazioni. Al ritorno di Sinner in maggio, i fan accoglieranno Jannik a braccia aperte al Foro Italico. Molti pensano pure che l’azzurro possa fare il colpaccio già a Roma e/o al Roland Garros. Prima o poi li vincerà, se non sarà questo sarà il prossimo anno. È maturo per vincere tutto, ha chiuso Panatta.

Da Sinner ci si è poi spostati su altri attori di rilievo del panorama tennistico italiano. Il campione della Coppa Davis 1976 ha speso qualche parola sulla separazione tra Jasmine Paolini e Renzo Furlan, facendo un parallelismo proprio con l’atleta altoatesino. Avrà ponderato la decisione di cambiare, anche Sinner ha cambiato Piatti che lo ha cresciuto. Sono cose che succedono, i rapporti prima o poi finiscono sempre. Non è mancato anche un intervento su Matteo Berrettini, andato a un passo dalla semifinale a Miami. “Dopo la finale di Wimbledon ha vissuto un momento di grossa crisi, ma ora si sta riprendendo molto bene. Gli manca ancora un pezzettino per tornare il miglior Berrettini, ma ci siamo quasi. Sull’erba resta uno dei più temibili.

Infine, la chiusura spostando lo sguardo sul tennis mondiale e in particolare sulle giovani leve che, specialmente in queste ultime settimane, si stanno affacciando con prepotenza sul tennis che conta. “Nuova generazione? Il talento più puro ce l’ha Fonseca, ma Sinner e Alcaraz oggi sono più forti.

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