Addio a Juan Aguilera, il ricordo commosso dei colleghi: “Una delle persone migliori mai conosciute”
Per la maggior parte delle persone oggi sarà stato un risveglio come tanti, ma per gli amanti del tennis un po’ meno. Oggi, all’età di 63 anni, si è spento Juan Aguilera. Per gli appassionati più giovani questo nome potrebbe suonare sconosciuto, ma negli anni ’80 Aguilera è stato una delle figure più talentuose del circuito, capace di raggiungere la settima posizione del ranking mondiale nel settembre del 1984. “Ricordo quando raggiunse il suo best ranking, ci giocai contro agli Internazionali d’Italia l’anno successivo, nel 1985. Mi batté 6-1, 6-2. Era molto magro, ma giocava un gran dritto e uno slice di rovescio formidabile”, racconta Gianni Ocleppo, ex numero 30 ATP e per anni punto fermo della nazionale azzurra di Coppa Davis.
Giocatore elegante e dalla grande sensibilità di gioco, Aguilera ha conquistato cinque titoli ATP, lasciando il segno soprattutto con la straordinaria vittoria ad Amburgo nel 1990. In quel torneo superò giocatori di alto livello come Ivanisevic, Chang, Courier, Gustafsson e Forget, fino ad arrivare in finale, dove demolì l’idolo di casa Boris Becker con un netto 6-1, 6-0, 7-6. Con quella vittoria divenne il primo spagnolo a conquistare un torneo della categoria Masters 1000 (all’epoca ‘Super 9’).
Lo si ricorda anche come un grande combattente. Claudio Pistolesi, ex numero 71 ATP e coach di livello internazionale, racconta: “Nel 1991 lo affrontai in un match di secondo turno sul Campo 2 del Masters 1000 di Montecarlo. Fu una partita molto combattuta, durata più di tre ore. Ero sotto 4-1 al terzo set, poi ci fu un’interruzione per pioggia. Al rientro in campo riuscii a recuperare e a portare a casa il match per 6-3, 1-6, 7-5. Sicuramente una delle migliori vittorie della mia carriera”, ha raccontato l’allenatore romano, sottolineando quanto fosse difficile avere la meglio su un giocatore tenace come Aguilera.
Omar Camporese, ex numero 18 ATP, grande talento azzurro vincitore dei tornei Atp di Milano e Rotterdam, ricorda con affetto il suo amico e spesso compagno di allenamento Aguilera: “Un bravissimo ragazzo, andavamo molto d’accordo, ci allenavamo insieme. Mi piaceva perché riuscivo a sentire bene la pallina con lui. Ero innamorato del suo back di rovescio, a volte gli chiedevo come potevo avvicinarmi al suo livello (ride). Ricordo ancora quando mi raccontò che, in finale a Nizza, riuscì a battere Stefan Edberg con tanti passanti in slice.” Appena venuto a conoscenza della notizia, Camporese non voleva crederci: “Mi lascia un vuoto immenso, gli ho voluto bene e penso che anche lui ne abbia voluto a me. Sicuramente mi rimarrà un ottimo ricordo.”
Al di là delle sue enormi qualità tennistiche – uno dei migliori slice della storia e un dritto incisivo – Juan resterà nei cuori di chi lo ha conosciuto per la sua lealtà e la sua genuinità. La tranquillità e la riservatezza lo contraddistinguevano, come ricorda il suo caro amico e collega José Altur, ex top 90 ATP ed ex allenatore di giocatori come David Ferrer e Igor Andreev: “È una delle migliori persone che abbia mai conosciuto. Con i tennisti tendi sempre a essere amico-rivale, con lui sentivi di avere un amico vero, un collega, un fratello. Lo ricordo come una persona semplice e umile. Sono cinque anni più piccolo di lui e per me è stato un’ispirazione.” Altur ricorda con affetto anche i momenti vissuti insieme fuori dal campo: “Durante i tornei viaggiava con la chitarra. Ci trovavamo nella sua camera, ascoltavamo musica insieme, era di compagnia. È un giorno triste per me oggi. È stato un grande tennista, ma soprattutto una gran persona.”
Non solo i tennisti del passato ricordano con affetto Aguilera: anche Rafael Nadal ha voluto dedicargli un pensiero sui social. Il quattordici volte campione del Roland Garros ha scritto: “Le mie più sincere condoglianze alla famiglia e agli amici di Juan, un grande esempio per il nostro sport, che ci mancherà moltissimo.” Il tennis perde un grande campione, ma ancor di più una persona straordinaria.
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