ATP Dubai, un’altra sconfitta amara per Matteo Berrettini: in semifinale ci va Tsitsipas
[4] S. Tsitsipas b. M. Berrettini 7-6(5) 1-6 6-4
Stefanos Tsitsipas (26 anni, numero 11 del ranking mondiale) si qualifica per la terza volta in carriera per le semifinali del Dubai Duty Free Tennis Championships dopo aver battuto Matteo Berrettini (28 anni, numero 30 della classifica ATP) con il punteggio di 7-6(5) 1-6 6-4 in due ore esatte di gioco. La partita, complessivamente molto spettacolare, si è decisa nella volata finale: sul 4 pari del terzo e decisivo set Tsitsipas ha annullato due palle break consecutive – una delle quali con una spettacolare demivolèe di dritto – che, se trasformate, avrebbero portato Matteo a servire per l’incontro e, nel game, successivo, ha sfruttato l’inerzia emotiva per chiudere la partita, approfittando di un paio di errori del rivale. Per il greco si tratta della prima semifinale a livello ATP dopo sette mesi di digiuno (Gstaad, sconfitta proprio con Berrettini) e addirittura la prima sul cemento dopo un anno di astinenza (Los Cabos): affronterà Tallon Griekspoor – che nei quarti di finale ha sconfitto Daniil Medvedev – per tornare in finale nell’ATP 500 di Dubai per la terza volta (nel 2019 fu battuto da Federer, nel 2020 da Djokovic).
Matteo conclude la sua trasferta nella penisola araba (Doha e Dubai) con la certezza di un’ottima condizione atletica, con sei partite di grande qualità (compresa la vittoria prestigiosa su Djokovic), con due quarti di finale ma anche con due sconfitte – Draper a Doha e appunto Tsitsipas a Dubai – da amaro in bocca: da lunedì guadagnerà altre due posizioni nella classifica mondiale, piazzandosi al 28esimo posto.
Primo set: un meraviglioso passante di rovescio di Tsitsipas spezza l’equilibrio del tie break
Dopo una prima fase di studio – caratterizzata dalla rapidità dei turni di battuta – nell’ottavo gioco Matteo rischia di inciampare, sbagliando una brutta volèe, ma riesce a risalire da 15-40, approfittando di un errore piuttosto banale dell’avversario (4 pari): Tsitsipas non digerisce la delusione e, nel game successivo, si mette nei guai, concedendo anche lui un paio di palle break consecutive. Il greco si concentra, mette la prima palla in campo, e le annulla entrambe, portandosi così sul 5 a 4: scampata la paura, i due protagonisti ritrovano il ritmo giusto alla battuta e nel giro di pochi minuti – senza più nessun colpo di scena – arriva il momento del tie break. L’equilibrio di un set intenso e divertente si rompe all’improvviso e nel modo più inaspettato, con Tsitsipas che sul 4 a 3 si inventa un fulmine travestito da passante di rovescio, infilzando un attacco un po’ timido di Matteo con il più spettacolare dei lungolinea (5-3). Berrettini annulla i primi due set point con l’autorità del servizio ma sul terzo trema con il dritto, regalando l’errore gratuito più crudele dei primi 53 minuti di gioco: Tsitsipas vince il tie break per 7 punti a 5, portandosi in vantaggio di un set.
Secondo set: Berrettini trova la svolta della sua partita breakkando l’avversario da 40-0
I due protagonisti, dopo un primo parziale molto intenso ed equilibrato, decidono comprensibilmente di rifiatare nei primi minuti del secondo, e il punteggio sembra volare via liscio: nel quarto game, però, Tsitsipas si complica la vita dal 40-0, riaprendo un game praticamente chiuso. Matteo ci crede, rimane lì, alza la voce e l’intensità dei colpi e sulla palla break si inventa uno straordinario passante stretto, in corsa, di rovescio, esplodendo tutta la rabbia per un tie break sfortunato (3-1 Berrettini): il romano conferma il vantaggio (4-1) e nel game successivo approfitta della frustrazione dell’avversario, scappando definitivamente nel punteggio grazie a un altro passante vincente di rovescio, stavolta in back (5-1). Il romano risolve rapidamente la formalità dell’ultimo turno di battuta (6-1) e, dopo un’ora e 18 minuti di gioco, porta il match al terzo e decisivo set.
Terzo set: Tsitsipas salva il suo match con una splendida demivolèe e nel game successivo chiude la pratica
Tsitsipas, dopo aver recuperato il primo turno di battuta da 15-30, spazza via i brutti pensieri e ritorna a respirare (1 a 0): comincia così la fase più delicata del match, una fase nella quale i due giocatori si concentrano sui minimi dettagli di ogni colpo, cercando di condensare le energie fisiche nei punti più delicati. Il tie break sembra l’epilogo naturale di un letteralmente dominato dai servizi ma nel nono game, all’improvviso, cambia tutto: il greco si salva da 15-40 grazie alla più morbida delle demivolèe e alla prima vincente esterna, vince quattro punti consecutivi e rimette il naso avanti (5 a 4). Matteo subisce il contraccolpo emotivo e l’entusiasmo dell’avversario, arriva con i piedi pesanti su un (fattibille) passante in corsa in avanzamento (15-40), annulla il primo match point ma accartoccia il rovescio in rete sul secondo, consentendo a Stefanos di festeggiare la terza semifnale della carriera a Dubai: 7-6(5) 1-6 6-4 in 2 ore esatte di gioco.