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ATP Halle: Sinner, altra vittoria in tre set. Battuto un buon Marozsan, è ai quarti

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[1] J. Sinner b. F. Marozsan 6-4 6(4)-7 6-3

22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince“, recita la nota citazione di Gary Lineker. Citazione che, considerando che Jannik Sinner sta giocando proprio in terra tedesca, al Gerry Weber Open, ben si applica agli ultimi mesi del giocatore altoatesino. Lo stato di forma del n.1 al mondo, ormai da inizio anno, è stellare. Come lo è la striscia di 34 vittorie consecutive contro giocatori fuori dalla top 20, prolungata contro Fabian Marozsan.

L’ungherese, esperto in termini di upset, ha infatti giocato una partita in ogni caso buona e propositiva, cercando di punzecchiare il rovescio di Sinner e di non dare ritmo, con tanti rischi. Ciononostante, anche quando ha avuto la forza di arrivare al terzo, mai si è avuta la sensazione che potesse avere reali possibilità di battere uno Jannik eccezionale nella sua ordinarietà e semplicità. Che trova così il quinto quarto di finale in carriera su erba (1-3, vittoria solo lo scorso anno a Wimbledon), secondo di fila ad Halle dopo quello perso per ritiro nel 2023 contro Bublik. Sinner proseguirà la sua rincorsa al primo titolo sulla superficie contro Stefanos Tsitsipas (contro cui ha perso 6 volte su 9) e Jan-Lennard Struff (battuto 2 volte su 2).

Primo set: qualche singhiozzo, ma Sinner la risolve in poche mosse

Il tentativo di Marozsan è quello di giocare una partita verticale e aggressiva, cercando di spezzare il ritmo. Ma i conti vanno sempre fatti anche con l’oste, e gli altoatesini generalmente fanno poco credito. Arriva così nel terzo gioco il break per Sinner, al solito più pesante da fondo, preciso nello stroncare gli attacchi dell’altro. L’ungherese ha però il merito di rimanere in scia e sfruttare qualche incertezza del n.1 al mondo per ricucire subito lo svantaggio osando sempre un pizzico in più.

Chiaramente per Marozsan è obbligatorio prendere rischi e variazioni così da non dare mai riferimenti a Jannik e non subirne la pressione da fondo. Ma con il Sinner attuale le partite raramente dipendono solo dal proprio gioco. E nel nono game l’azzurro lo dimostra, leggendo bene il servizio dell’ungherese e trovando risposte profonde (oltre a qualche punto di puro tocco niente male) che spostano il gioco sui binari che preferisce così da consentirgli un break pesante, e soprattutto decisivo. In scioltezza, senza neanche sudare, mette la parola fine con il servizio, andato in crescendo sul finale.

Secondo set: Marozsan dà il massimo, Sinner crolla nel tie-break

Il merito di Marozsan è di provare in vari modi, anche con buoni slice e improvvisi cambi, a rimanere in partita. L’impressione è che alla prima reale accelerazione di Sinner il castello costruito dall’ungherese, che regge comunque nei primi cinque giochi del set, può rischiare di crollare. Ma arrivano copiosi frutti dalla strategia, pungente soprattutto in risposta. Infatti il n.45 al mondo, molto disinvolto anche in top dal lato sinistro, è l’unico ad arrivare ai vantaggi sul servizio dell’avversario nel parziale.

Ma soprattutto ha la lucidità e il coraggio di non subire il contraccolpo psicologico sulle prime palle break per Sinner, nell’undicesimo gioco. Anzi, dal 15-40 piazza quattro prime, fondamentali per tenere il pallino del palleggio e non dare chance all’azzurro di prendere possesso del campo già dalla risposta, così da assicurarsi quantomeno un meritato tie-break. Che vede una pessima interpretazione di Sinner, con troppi errori ben sfruttati però da Marozsan, lesto a cavare il meglio dalla propria battuta così da andare a spiazzare Jannik e lucrarne sulle incertezze. Un brutto smash affossato in rete costringe l’altoatesino a un altro terzo parziale.

Terzo set: l’equilibrio si spezza, Sinner è troppo avanti. Va lui ai quarti

Reazione immediata da parte del n.1 al mondo, con break nel secondo gioco del parziale decisivo. Ancora risponde benissimo e con potenza, ma un recupero prodigioso (addirittura migliore di quello di due giorni fa, vedere sopra per credere) gli spalanca le porte del vantaggio mandando in bambola l’ungherese, che va a prendere troppi rischi con troppo poco calcolo. Una combinazione che permetterà, anche grazie al contributo di un Sinner intenzionato a chiuderla rapidamente, a un pesante doppio break.

Ad onor del vero a Marozsan va riconosciuta la capacità di cogliere le occasioni e trarre profitto dalle incertezze, come dimostra un immediato recupero di uno dei due break e addirittura la forza di annullare due consecutivi match point sul 5-2. Si tratta però solo di un rinvio dell’inevitabile, con un nono game che nei fatti è poco più di una formalità, e che accoglie un altro recupero che sfida le leggi della fisica, a suggellare il passaggio del turno di Jannik Sinner. Semplicemente, il più forte giocatore del mondo.

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