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Coppa Davis: la Croazia supera di slancio la Spagna padrone di casa e si conferma tra le favorite-

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Dal nostro inviato a Malaga

Quarti di finale

CROAZIA-SPAGNA 2-0

M. Cilic (CRO) b. P. Carreno Busta (ESP) 5-7 6-3 7-6(5)3h13m

Partita che nel terzo parziale in particolare si accende e regala grandi emozioni e capovolgimenti di fronte: Carreno Busta prova a ribellarsi al destino di cabellero triste ma sfiora soltanto l’impresa, in una partita in cui ha comunque dato il massimo. A portare a casa il match è un Cilic che si conferma il Davis Man per eccellenza della Croazia. Per una volta la Croazia non deve ricorrere ai super poteri del doppio Mektic-Pavic che l’anno scorso sono stati fondamentali per trascinare la squadra in finale.

Dopo la vittoria abbastanza netta di Coric scendono in campo nel secondo match del giorno i numeri 1 di Spagna e Croazia. La Spagna non potendo schierare Alcaraz, infortunatosi a Parigi-Bercy fa affidamento sull’asturiano Pablo Carreno Busta; ovviamente una bella tegola, visto che Carlitos anche l’anno scorso non ha potuto dare il suo contributo causa COVID. Dall’altra parte della rete il vecchio leone Marin Cilic, che era parte del team del 2018 che ha riportato a Zagabria l’insalateria e che è il giocatore croato in assoluto con più vittorie in Davis in singolare, ben 32; notevole il divario con Carreno che in 8 incontri giocati in singolare ha uno score negativo di 3 vinte e 5 perse.

La pressione è sicuramente sulle spalle di Carreno dopo che Bautista Agut ha ceduto il match di apertura. Ma l’asturiano è bravo a trasformare la pressione in energia positiva e mette subito pressione al suo avversario. Primo game da oltre 10 minuti e 17 punti nel quale Cilic deve annullare subito 3 palle break. Ma in generale questo avvio di primo set è una girandola di emozioni nel quale i servizi fanno fatica a prevalere e soprattutto Carreno è bravo ad aggredire la seconda di Cilic. Tante occasioni da una parte e dall’altra con anche break e contro break a metà parziale. Le cose sembrano un po’ normalizzarsi col passare dei game e quando il set sembra destinato a finire al tie break Carreno piazza la zampata decisiva per il break del 6-5 e non senza qualche patema porta a casa il set. A fine set la statistica chiave è proprio il rendimento sulla seconda del tennista croato, che porta a casa appena il 26% dei punti sulla seconda.

Secondo set nel quale Cilic si da una decisa scossa e ricorda a tutti perchè è il miglior Davis Man all time della Croazia. I game di servizio diventano una sofferenza per Pablo, che riesce a salvarsi sia nel secondo che nel quarto gioco. Ma la pressione comincia decisamente a salire. E come spesso avviene le scorie mentali fanno pagare pegno allo spagnolo, che nel sesto gioco parte male, consegnandosi ai passanti di Cilic e andando sotto 0-40. Occasione d’oro per Marin, che non deve neanche faticare più di tanto: sulla seconda occasione Pablo capitola malamente con un doppio fallo per il 4-2 Croazia. Al momento di chiudere il set entrambi giocano un game non all’altezza nel quale su 6 punti giocati ben 4 sono errori non forzati. La differenza la fa la prima di servizio di Marin che quando entra fa male. Nota di colore, fra secondo e terzo set l’orchestrina croata fa alla grande il suo dovere, ci vuole giusto un po’ di musica dance sparata dagli altoparlanti per zittirla.

Terzo set che inizia sulla scia del secondo con Carreno che appare sempre più in difficoltà e non riesce a trovare il bandolo della matassa. Col servizio fatica a trovare punti facili e anzi subisce risposte profonde e complicate. Nello scambio poi sulla diagonale lo spagnolo non riesce ad incidere mentre quando si tratta di usare il dritto, il giocatore croato è decisamente più incisivo. Si arriva così al terzo gioco del set nel quale Pablo sprofonda di nuovo 0-40, e sulla seconda palla break subisce l’accelerazione lungolinea di dritto di Marin che adesso mette la freccia e scappa via. Rispetto ai match di ieri fra Australia e Olanda l’andamento emotivo è più piatto, gli spagnoli fino ad ora non ci hanno messo quella tigna e quell’animo da pugna esibito dai dirimpettai australiani. Quarto game nel quale allora ci prova Cilic ad aiutare Carreno e a dare un po’ di emozione a un match che sembra aver decisamente preso la via di Zagabria. Doppi falli ed errori banali di Marin che danno uno spiraglio a Pablo, che riesce al terzo tentativo a portare a casa un insperato controbreak con un bel passante di dritto in corsa. A riscaldare gli animi poi ci pensa l’orchestrina croata che accende decisamente il pubblico di casa. Adesso ogni volta che attacca viene sonoramente fischiata dal pubblico di casa, in un clima finalmente da Davis: il palazzetto dello sport oggi fra l’altro è sold out, si sfiorano i 10.000 spettatori sulle tribune. La partita sale adesso di livello, sia tecnico che emotivo: due palle break per la Croazia: sulla prima ace di Carreno; sulla seconda scambio lunghissimo da almeno 20 colpi, con almeno 5 o 6 righe prese da entrambi e chiuso dall’asturiano con un rovescio lungolinea magnifico; manco a dirlo che si stampa sulla linea. Cilic però non si scompone e continua a martellare procurandosi una terza palla break, questa volta trasformata e break consolidato nel game successivo. A questo punto la Croazia è a solo due game di distanza da un’abbordabile semifinale con l’Australia.

Partita che però ancora non ne vuole sapere di finire: continua il saliscendi di emozioni, con Cilic che nell’ottavo gioco riassume la partita: prima si caccia nei guai regalando due palle break con l’ennesimo doppio fallo (in 4 game di servizio del terzo set già 6 doppi falli) annullate da campione: prima con la clava – fulmine di dritto incrociato – e poi con il fioretto morbida palla corta a chiudere. Ma poi il servizio torna a tradire il tennista croato: doppio fallo e seconda su cui lo spagnolo si avventa inchiodando una risposta vincente di dritto e rimettendo. A questo punto la partita prende la via del tie break nel quale Carreno si gioca tutto per tenere in vita le chance della Spagna e Cilic prova a staccare il pass per le semifinali alla Croazia. Il tutto ovviamente in un clima da corrida. La tensione alle stelle, ma arrivano grandi scambi, come il passante di Carreno che dalle tribune piazza un vincente o un rovescio vincente di Cilic esattamente all’incrocio delle righe; ed equilibrio che regna sovrano. Il primo ad arrivare a match point è però Cilic, che riesce a mettere i piedi in campo e a chiudere dopo l’ennesima accelerazione di dritto, il colpo che sicuramente oggi lo ha più di tutti tenuto in vita.

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