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Al Challenger di San Benedetto l’Italia si prende tutto con Raul Brancaccio: sconfitto Vavassori in finale-

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Andrea Vavassori e Raul Brancaccio - Facebook: Circolo Tennis Maggioni

Al Challenger 80 di San Benedetto del Tronto, con sei azzurri nei quarti di finale, era abbastanza prevedibile che potessimo avere una finale tutta italiana. Così è stato con Andrea Vavassori e Raul Brancaccio che si sono affrontati nell’atto finale, pur non essendo probabilmente i nomi più attesi. Ma nel tennis italiano c’è un tale fermento, con tanti giocatori che arrivano ai turni finali che ormai più nulla può sorprenderci. E’ una sorta di staffetta virtuosa che ogni settimana propone nuovi protagonisti, giovani emergenti e meno giovani che finalmente centrano l’obiettivo che sembrava essergli ormai definitivamente sfuggito. Tra gli azzurri si è scatenata una sana competizione, una sorta di contagioso spirito di emulazione per cui ‘ se ce l’ha fatta lui…posso farcela anch’io’.

Così sullo splendido centrale del CT Maggioni, gremito di pubblico, sono stati appunto il 27enne torinese Andrea Vavassori e il campano Raul Brancaccio, di due anni più giovane, a giocarsi la chance più importante della carriera. Per entrambi si trattava infatti della prima finale Challenger, un’occasione talmente ghiotta che probabilmente ha messo troppa pressione su Vavassori che è andato subito in difficoltà. Nel terzo game ha subito il break, dopo aver già rischiato nel gioco di apertura. Ovviamente si pensava a una certa tensione, che sarebbe poi passata col trascorrere della partita. Così non è stato, quello non era un game di assestamento ma l’inizio della fine, una ripidissima discesa che avrebbe portato al 6-1 6-1 finale in favore di Brancaccio in poco più di un’ora di gioco. Vavassori è stato tradito proprio dal servizio, la sua arma preferita. E’ del tutto evidente che non si fa molta strada conquistando solo il 39% di punti con la prima e il 33% con la seconda. Una vera disdetta per uno dei nostri migliori specialisti di doppio che porta comunque a casa un ottimo risultato e il nuovo best ranking di singolare alla posizione n.210 ATP. Sentito al telefono dopo il match Andrea ci ha detto: “Ero letteralmente sfinito dopo la semifinale che è stata durissima (contro l’argentino Renzo Olivo, ndr) e per tutta la settimana c’è stato un caldo infernale, al limite della sopravvivenza. Comunque non posso dirmi insoddisfatto perché da Wimbledon in poi sto giocando bene e andando in fondo in tutti i tornei. Questo mi dà grande soddisfazione ma mi causa anche qualche problema perché in questo modo non ho nemmeno il tempo di fare i richiami fisici“. Adesso subito in pista a Cordenons per prendersi la rivincita…e arrivare di nuovo in fondo.

Felicissimo invece Raul Brancaccio che conquista il suo primo Challenger e, a sua volta, il best ranking al n.206 ATP, contribuendo a portare a 27 il numero degli italiani nei primi 250 posti della classifica mondiale, una roba da non credere.

Al Challenger 125 di Zug (Svizzera, terra battuta) vince il padrone di casa Dominic Stricker che in finale ha la meglio sul redivivo Ernests Gulbis col punteggio di 5-7 6-1 6-3. La quasi 20enne promessa svizzera, vincitore del Roland Garros junior 2020, mette in bacheca il terzo Challenger in carriera e sale al n.125 ATP, ovviamente best ranking, dimostrando di essere ormai pronto per ben altri palcoscenici.

Lorenzo Giustino, che aveva disputato un’ottima prima parte di torneo, si è fatto sorprendere nei quarti dal bulgaro Dimitar Kuzmanov (n.189 ATP) con un doppio 6-4.

Al Challenger 80 di Segovia (cemento outdoor) vittoria del francese Hugo Grenier che in finale batte 7-5 6-3 il connazionale Constant Lestienne, caldissimo dopo le due vittorie (Malaga e Pozoblanco) di questo per lui entusiasmante mese di luglio. Per il 26enne nativo di Montbrison (16.000 abitanti nel dipartimento della Loira) è il secondo Challenger in carriera dopo quello di Roanne dello scorso anno e il nuovo best ranking al n.120 ATP.

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