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ATP Queen’s, neanche la pioggia ferma Berrettini: batte Van De Zandschulp e va in finale-

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Da Londra, il nostro inviato

[2] M. Berrettini b. B. van de Zandschulp 6-4 6-3

L’atipico caldo dei giorni scorsi quest’oggi ha lasciato spazio a pioggia e vento, e sotto una omogenea luce bianca data dalle nuvole che sin dalla mattina hanno addensato il cielo inglese, Matteo Berrettini ha affrontato per la seconda volta in cartiera Botic Van de Zandschulp. Come accaduto a Wimbledon lo socrso anno, anche al cinch Championships è finita in favore del tennista romano per 6-4 6-2 che raggiunge così la finale del torneo. La difesa del titolo prosegue brillantemente, con un’ottima prestazione in crescita dopo le ultime due partite caratterizzate da una partenza a rilento. 

Oggi invece contro l’olandese non ci sono stati significativi passaggi a vuoto, (salvo al momento di chiudere per il primo set ma dove ha poi prontamente rimediato) e da favorito si giocherà la difesa del titolo al Queen’s Club contro uno tra Marin Cilic e Filip Krajinovic. Neanche i circa quaranta minuti di ritardo e i venti di minuti di pausa a metà secondo set, causati dalla pioggia, hanno distratto Berrettini che ha superato un giocatore dallo stile molto simile al suo (seppur privo dell’arma palla corta) ma a un livello al momento decisamente inferiore. Per il n.10 del mondo si tratta della decima finale raggiunta in carriera, di cui metà su erba, e cercherà di portare a casa il settimo titolo. A livello di match invece è la 31esima vittoria su questa superficie, di cui 19 delle ultime 20.

“Molto felice, è stato un match difficile a causa dello stop per la pioggia. Ho avute poche chance, anche oggi molto ventoso e penso di aver giocato il match migliore della settimanaha commentato Berrettini a fine partita.

IL MATCH – Il meteo londinese riprende il suo abituale grigiore e dopo una quarantina di minuti di ritardo per pioggia, i primi due semifinalisti possono incrociare le racchette per il loro secondo faccia a faccia, dopo la vittoria dello scorso anno al secondo turno di Wimbledon. Entrambi hanno nel servizio e dritto i loro colpi migliori e, sulla carta, si poteva prevedere un match statico giocato sulla linea di fondo. Invece, con grande contributo dell’olandese, non sono mancati i punti a rete anche se ovviamente la battuta ha ricoperto un ruolo a dir poco fondamentale. Berrettini ha perso il primo ’15’ al servizio solamente al quinto game dopo 12 minuti di match.

La tattica, condivisa dai due tennisti, è attaccare appena usciti dal servizio con il dritto, mentre il rovescio ha più lo scopo di variare il ritmo alternando palle tagliate e coperte. Il primo a ricavare i frutti è Berrettini che induce l’avversario all’errore, guadagnandosi due break point nel sesto game. Il rovescio però abbandona l’italiano nel momento del bisogno e si va ai vantaggi in quello che sarà il game più lungo del match con 24 punti. Botic si infastidisce per il rumore di sottofondo causato da una telecamera posta su un binario a bordo campo, e i suoi errori aumentano; Berrettini mantiene alta la pressione e alla nona palla break l’olandese commette doppio fallo.

Un vantaggio così difficilmente ottenuto purtroppo non viene difeso appropriatamente dal n.10 del mondo, costretto a salvare la prima palla break proprio nel momento di servire per il set. L’accoppiata servizio-dritto lo tira inizialmente fuori dai guai, ma alla seconda chance dell’olandese, Matteo commette il primo doppio fallo. Il cambio campo comunque fa bene all’italiano, che si ripresenta carico e aggressivo in risposta fino a brekkare nuovamente Botic e chiudere 6-4 in 50 minuti. 

Il secondo set prosegue la scia del precedente con Berrettini più in palla e più in controllo degli scambi; la smorzata inizia a vedersi anche con maggior frequenza. A fare la sua comparsa è anche la pioggia che, gradatamente, aumenta d’intensità fino a costringere Fergus Murphy ad interrompere il match proprio su palla break per l’italiano. Sul punteggio di 3-2 40-30 i due tennisti lasciano il campo, come gran parte del pubblico presente in massa sugli spalti, per poi far ritorno una ventina di minuti dopo. Van de Zandschulp riuscirà a portare a casa solamente un game, concedendo il vantaggio a Matteo con un errore di dritto dopo uno scambio ad alta intensità. Alla fine un’ora e 31 minuti bastano a Berrettini per chiudere 6-4 6-3 e centrare.

Il tabellone completo dell’ATP 500 del Queen’s

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