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Mondo Futures: il teenager Svajda si sblocca ad Austin-

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M25 AUSTIN (USA, cemento) – VINCITORE: Zachary Svajda

Il nome di Zachary Svajda (n.417 ATP) non suona di certo nuovo ai tifosi più attenti: classe 2002, il talentuoso Zachary ci ha abituato a cercare informazioni su di lui in rete ogni qual volta lo trovavamo presente in qualche tabellone importante. Infatti, il nativo di La Jolla, in California, è da sempre stato precoce nella sua carriera, ed a 18 anni può già vantare una vittoria Slam (ai danni del nostro Marco Cecchinato agli scorsi US Open), più numerose apparizioni ai piani di sopra. Vincitore dei suoi primi punti ATP all’età di sedici anni, di Svajda si è sempre atteso il primo squillo in un torneo ufficiale, ed il momento è arrivato con il successo ad Austin nel weekend: dopo l’affermazione sull’altro talento USA Eliot Spizzirri (n.653 ATP) in semifinale, Zachary si impone anche sul fratellone d’arte Eduardo Nava in tre set nell’ultimo atto. Nessun italiano al via.

M15 SHARM EL SHEIKH (EGY, cemento) – VINCITORE: Peter Fajta

La prima delle due sfortunate finali per i colori azzurri va di scena al torneo di Sharm El Sheikh, feudo nelle ultime settimane di Marek Gengel (n.433 ATP e vincitore di tre degli ultimi quattro tornei disputati nella città turistica egiziana); approfittando dell’assenza del padrone di casa, appena qualificatosi per il tabellone principale del nuovo Challenger di Manama, sono Peter Fajta (n.563 ATP) ed il nostro Francesco Vilardo (n.781 ATP) a farsi strada sino alla finale, vinta dal primo nettamente per 6-4 6-2. L’ennesimo prodotto recente del tennis magiaro, meno pubblicizzato dei suoi connazionali ma ugualmente interessante, dopo aver raggiunto la Top-15 nella classifica juniores, vince il primo torneo in carriera ai danni del più esperto Vilardo, membro di punta del Panel ITF. Il gradito exploit di Vilardo, che quest’anno soltanto in due occasioni è riuscito a superare i primi due turni di un torneo, va detto che è stato facilitato dall’uscita di scena prematura di alcune tds, tra cui la numero 1 Yu Hsiou Hsu (n.357 ATP), ma la colpa non ricade certo su di lui, bravo a sfruttare l’occasione di giocarsi la finale.   

M15 NULES (SPA, terra rossa) – VINCITORE: Damien Wenger

Altra finale avversa per gli italiani è quella di Nules, pittoresca cittadina nella comunità Valenciana: a giocarsi il titolo sono Damien Wenger (n.497 ATP) e l’aquilano Andrea Picchione (n.829 ATP), alla seconda finale in carriera. E’ il 21enne di Bienna a conquistare il terzo trofeo dell’anno, accompagnato dalla doppietta nel tabellone di doppio con in connazionale Louroi Martinez, che gli vale il nuovo best-ranking; nonostante i soli tre giochi raccolti in finale, era onestamente difficile chiedere di più al 23enne azzurro, che partiva pesantemente sfavorito sulla carta ed era stato fin troppo bravo ad approfittare dell’anarchia creatasi nella sua porzione di tabellone, dopo le uscite dal torneo dei primi favoriti. Positive anche le prestazioni di Lorenzo Bocchi, uscito ai quarti nel derby contro Picchione, mentre sono sconfitti al secondo turno Ortenzi e Campana; fuori all’esordio Noce.

M15 EAST LANSING (USA, cemento – indoor) – VINCITORE: Raymond Sarmiento

Sui velocissimi campi indoor di East Lansing, in Michigan, assistiamo alla finale più probabile alla vigilia, in barba ai seeding che dicevano il contrario; i protagonisti sono Raymond Sarmiento (n.464 ATP) e Gabriel Diallo (n.984 ATP). Per Sarmiento, conosciuto per essere lo sparring partner della lanciatissima Emma Raducanu, sono ormai poche le apparizioni nel circuito ITF, ma il 29enne può vantare perfino una presenza in un torneo ATP 250: inoltre, solo poche settimane fa compiva il suo ritorno a sorpresa nel tabellone di doppio a Calabasas, vinto in maniera convincente. Erano comunque cinque anni e mezzo che non trionfava in un torneo singolare, ma il ragazzo ha dimostrato che se imbrocca la settimana giusta può ancora dire la sua, nonostante la lontananza dal gioco. Diallo a sua volta si è dimostrato molto pericoloso su questo tipo di superficie in passato, arrivando a pochi passi dalla conquista di un torneo Challenger, giocato nel suo Canada: 20 anni, anche lui centellina le sue presenze nel circuito ITF, e su quattro tornei disputati nel 2021 ha comunque raccolto due finali; chissà che non lo rivedremo più spesso in futuro.

Per concludere la nostra rassegna settimanale, riportiamo la prima vittoria in stagione del promettente Filip Cristian Jianu (n.325 ATP) a Heraklion; Daniel Michalski (n.409 ATP) raddoppia ad Antalya, così come Valentin Vacherot (n.577 ATP) a New Delhi e la Wildcard Moerani Bouzige (n.741 ATP) a Monastir. Nei tornei sudamericani ad alta quota di Cundinamarca e Cochabamba vincono Michel Vernier (n.663 ATP), alla prima affermazione in carriera a 29 anni, ed il giovane Tomas Farjat (n.801 ATP). Infine, David Poljak (n.456 ATP) e John McNally (n.586 ATP) festeggiano in casa, rispettivamente ad Opava e Columbus.

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