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Musetti e Sinner provateci! Federer lancia Berrettini (Crivelli). Sfida ai due giganti (Mastroluca). Il grande sogno di Musetti e Sinner (Rossi). Azzurri contro i mostri sacri. Federer dà forfait e Berrettini vola ai quarti (Giorno-Carlino-Nazione Sport). Sinner e Musetti, i ragazzi italiani pronti per la rivoluzione francese (Imarisio)

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Musetti e Sinner provateci! Federer lancia Berrettini (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport).

Magari la bandiera rossa, bianca e verde non sventolerà a fine giornata sul pennone più alto dello Chatrier come fosse una nuova Bastiglia, magari gli eterni monarchi continueranno a regnare su questa parte di mondo abbracciata dalla terra rossa più celebre e sognata, ma in ogni caso il secondo lunedì del Roland Garros porta già con sé il vento della rivoluzione: Musetti e Sinner, il meglio della gioventù italiana, proveranno a ribellarsi negli ottavi al dominio incontrastato e senza confini di Djokovic e Nadal, i signori del tennis, senza che il tentativo venga considerato un inno alla follia irrealizzabile.

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Federer spinge Matteo Alla stessa corsa si è iscritto già da un paio d’anni anche Berrettini, ormai consolidatosi nel gotha dei giocatori di vertice e qui smanioso di ritrovare Federer per il test della definitiva maturazione: era previsto anche lui, nel programma colorato d’azzurro di questo lunedì da leoni, ma il ritiro di Roger dopo la battaglia sabato notte in 3 ore e 35′ contro il tedesco Koepfer lo ha spinto ai quarti senza colpo ferire

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La decisione del Divino è maturata ieri pomeriggio, dopo che era stata sostanzialmente anticipata alla fine della partita vinta contro il mancino tedesco, terminata quasi all’una di notte, senza pubblico e con un’umidità che ghiacciava le ossa, una collocazione oraria indubbiamente poco rispettosa della storia di Federer: «Dopo due interventi al ginocchio e un anno di riabilitazione, per me è importante ascoltare le indicazioni che arrivano dal mio corpo e la strada verso il recupero completo è ancora lunga. Sono entusiasta di aver vinto tre partite. ma devo pensare a quale sia la scelta migliore da fare in vista di quello che rimane l’appuntamento più importante per me di tutta la stagione e cioè quello di giocare i tornei su erba». La giusta ossessione per Wimbledon libera così un tratto di strada per Berrettini, che potrà assistere dalla poltrona della camera d’albergo alla disfida tra Djokovic e Musetti da cui uscirà il suo avversario dei quarti. L’attesa si mischia alla curiosità, in questi giorni Lollo è tra i protagonisti più inseguiti e ricercarti dai media internazionali e del resto la sua avventura parigina è mirabolante: è approdato agli ottavi da debuttante assoluto, con la freddezza di un veterano e uno stile di gioco imprevedibile e spumeggiante, che lo ha già eletto a preferito del pubblico. Certo, ora l’erta diventa una montagna, ma il carrarese è pronto a intraprendere la scalata con il solito piglio sbarazzino

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Costringere i mostri a pensare al top, questa è la dote dei fenomenali teenager azzurri. Sinner ha perso due volte con Nadal, questo è il giardino di Rafa, eppure il vincitore di 13 Roland Garros è consapevole che l’ottavo di oggi con Jannik, già benedetto con il riconoscimento di tanti allenamenti insieme, richiederà le attenzioni di una sfida di vertice

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Sfida ai due giganti (Alessandro Mastroluca, Corriere dello Sport)

Trentotto anni in due di Lorenzo Musetti e Jannik Sinner contro i 38 Slam in due di Novak Djokovic e Rafa Nadal. Anche solo ad enunciarla, la sfida dei due migliori teenager nel ranking mondiale è di quelle che fan tremare le vene ai polsi. Ma la gioventù è anche un’arma da sfruttare, è leggerezza, responsabilità da vivere come un’opportunità. Al suo primo Slam in carriera, il carrarino Musetti avrà l’onore del Philippe Chatrier, il campo principale del Roland Garros, per l’ottavo di finale contro il numero 1 del mondo.

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Ma in un torneo che non vede nella seconda settimana rappresentanti delle quattro nazioni sedi degli Slam (Australia, Francia, Gran Bretagna, USA), l’Italia si sta prendendo sempre più il centro della scena. Perfino il pubblico francese, raramente benevolo verso gli azzurri, ha ammirato le volée da dietro la schiena e i giochi di prestigio di Musetti.

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A Parigi ha guadagnato tifosi, consapevolezza, coraggio di osare. Nell’abbraccio al coach Simone Tartarini dopo il successo nel derby con Marco Cecchinato c’è la vita, l’amore per questo sport, l’orgoglio per un’emozione che può anche travolgere. Proprio Cecchinato è l’unico italiano che abbia sconfitto Djokovic in uno Slam, al Roland Garros del 2018 che resta nella storia come l’inizio del rinascimento tennistico azzurro. LA SFIDA DI SINNER. Anche Nadal ha perso solo una volta contro un italiano, in un’altra partita impossibile da dimenticare: vinse Fognini allo US Open del 2015 rimontando due set di vantaggio come nessun altro aveva mai fatto prima contro il maiorchino. La terza replica del match con Sinner scandisce il percorso di evoluzione dell’altoatesino. Il quarto di finale al Roland Garros dell’anno scorso, inatteso e in un’edizione straordinaria per collocazione autunnale in calendario, è l’inizio di un percorso di cui ancora nessuno conosce ancora bene la fine. Quel match è un punto di non ritorno, una misura di valore. Il confronto più recente, a Roma, si è chiuso con un’altra sconfitta, per certi versi meno netta eppure peggio vissuta.

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Ma traccia nuovi percorsi, per continuare a seguire chi si è già lasciato attraversare dalle stesse emozioni. BERRETTI NI AI QUARTI. Ovvero Matteo Berrettini, che non ha nascosto un certo compiacimento nell’essere considerato «la guida spirituale del nostro tennis». Il numero 1 d’Italia è già ai quarti senza giocare, visto il ritiro di Roger Federei evenra cosi l’ottavo azzurro ad essersi spinto così avanti almeno due volte negli Slam dopo Corrado Barazzutti, Gianni Cucelli, Uberto De Morpurgo, Giorgio De Stefani, Beppe Merlo, Adriano Panatta e Nicola Pietrangeli.

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Il grande sogno di Musetti e Sinner (Paolo Rossi, La Repubblica)

Doomsday, il giorno del giudizio. Nulla di universale, certo. Ma è il giorno che ci dirà quanto i nostri giovani eroi, i nuovi moschettieri azzurri di 19 anni appena, sono cresciuti: in personalità, motivazioni, spessore e talento. Il tennis italiano guarda al Roland Garros, il mondo guarda all’Italia, il tutto in diretta su Eurosport e alla presenza del presidente federale Angelo Binaghi, volato a Parigi per l’occasione.

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Gli unici azzurri ad aver battuto in uno Slam questi due signori sono Cecchinato, che piegò il serbo al Roland Garros 2018, e Fognini, che rimontò lo spagnolo agli Us Open 2015. Nadal, poi, ha perso solo due volte in vita sua a Parigi. «Quindi cosa possiamo dirvi? Ci sarà tensione, ma penso che sia quello per cui lavoro fin dalla mia infanzia. Tutto il sacrificio, e il duro lavoro, che ho fatto durante l’infanzia sono diventati ora realtà. Quindi mi godo il momento e cercherò di fare del mio meglio». Musetti dixit, con la benedizione unanime di Sinner. Il forfait di Federer Avrebbe dovuto esserci anche il match tra Roger Federer e Matteo Berrettini. Ma lo svizzero, spossato dalla maratona notturna contro il tedesco Koepfer di sabato notte, ha declinato la sfida (fece lo stesso anche Roma 2019, dopo due match in un giorno) motivando la scelta con la volontà di non spossare il suo corpo: «Alla mia età devo ascoltarlo». Quindi un italiano accede direttamente ai quarti di finale, Matteo Berrettini. Che diventa l’ottavo azzurro ad avere giocato almeno due quarti negli Slam (gli altri: Pietrangeli, Panatta, De Stefani, Merlo, Cucelli, Barazzutti e De Morpurgo).

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La maledizione di Serena Esce di scena anche la coetanea dello svizzero, Serena Williams. L’americana non accede alla seconda settimana, e viene eliminata agli ottavi di finale dalla russa, ma kazaka sportivamente, Elena Rybakina 6-3, 7-5.

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Federer dà forfait e Berrettini vola ai quarti (Giorno-Carlino-Nazione Sport)

Comunque andrà sarà stato un successo per il tennis italiano. II programma degli ottavi di finale del Roland Garros presenta due sfide da non perdere. Gli italiani emergenti sfidano i primi del mondo: Novak Djokovic contro Lorenzo Musetti, Jannik Sinner faccia a faccia con Rafael Nadal. Va direttamente ai quarti invece Matteo Berrettini che avrebbe dovuto affrontare Roger Federer. Lo svizzero ha infatti deciso di dare forfait: lo preoccupa iI ginocchio, operato due volte nel 2020.

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La migliore gioventù azzurra (Sinner e Musetti hanno 19 anni, Berrettini 25) continua dunque oggi la sua avventura nello Slam parigino. Non sarà facile per Musetti trovare subito la chiave per fronteggiare uno come Djokovic. Sabato ha giocato la sua prima partita di cinque set per superare Marco Cecchinato. Il confronto con Djokovic è per lui il primo con uno dei grandi.

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Potrebbe divertirsi a disturbare le geometrie del n.1 del mondo: lo spettacolo sarebbe assicurato. Di altissimo spessore anche la sfida tra Nadal e Sinner. I due si sono affrontati già due volte: ai quarti di finale del Roland Garros 2020 quando Sinner era all’esordio a quel livello (come Musetti quest’anno) e, pur battuto, giocò alla pari almeno per i primi due set, come nessun altro durante il torneo, che Rafa dominò per la 13esima volta.

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Sinner e Musetti, i ragazzi italiani pronti per la rivoluzione francese (Marco Imarisio, Corriere della Sera)

Cominciamo da quello che oggi non gioca. Matteo Berrettini se lo merita, questo quarto di finale arrivato dopo il ritiro di Roger Federer. E il primo italiano della storia a contare su almeno un ottavo in ognuno dei quattro Slam.

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Questo lunedì appartiene ai due diciannovenni. A Jannik Sinner, ormai prossimo alla consacrazione. A Lorenzo Musetti, appena incoronato come «nuova meraviglia» da L’Equipe, il quotidiano che nel commentare il declino del tennis francese, mai così in basso dal 1928 a oggi, per la prima volta senza un suo giocatore al terzo turno, indica il modello italiano come esempio di virtù. II ragazzo di Carrara scende in campo verso le 14 contro Novak Djokovic, e se non altro lo farà da favorito del pubblico del Roland Garros, ammaliato dalla sua creatività.

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Nello sbocciare di Musetti c’è molto del maestro che lo segue da quando aveva otto anni. «Me lo segnalò un amico, proprio perché non aveva mai visto un bambino di quell’età avere una manualità del genere con la racchetta, che gli permetteva giocate inusuali per quell’età, come smorzate e colpi di taglio». Da allora, Simone Tartarini ha scelto di non ingabbiare la creatività del suo allievo. E gli ha fatto un favore enorme. «A me piace dare libertà. La difficolta del mio lavoro è equilibrare gli aspetti del suo gioco. CI deve essere un 30% di ispirazione, e un 70% di costruzione. Perché da sola la creatività crea confusione». Al momento la miscela funziona.

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Comunque vada con quel mostro di Djokovic, gli amanti del bello che si apprestano a perdere Federer è qui che verranno a bussare «Ha la fortuna di giocare con il più forte di sempre sulla terra. Come andare a lezione di canto da Bocelli. Giocherà per vincere, perché quella è la sua natura. E se perderà, vorrà dire che avrà imparato». Quella volpe di Riccardo Piatti fa il suo mestiere, proteggendo il suo allievo da ogni pressione. Ma sa che intorno a lui salgono le aspettative. Contro Nadal, i quarti dell’anno scorso furono una prima volta, da rivelazione. Agli ultimi Internazionali d’Italia, il ragazzo altoatesino uscì furibondo dal campo. «Fu una reazione sana, che dimostrava consapevolezza dei propri mezzi e degli errori commessi». II mondo del tennis sembra avere ormai metabolizzato Sinner, ponendolo in una dimensione invece ancora da raggiungere. Manca solo qualche passo.

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