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Roland Garros: nel giorno di Sinner-Nadal e Musetti-Djokovic, Federer che non c’è tiene ancora campo

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da Parigi, il Direttore

La notizia di Roger Federer che ha abbandonato il Roland Garros ha suscitato una quantità infinita di commenti. Soltanto sull’articolo/notizia del suo forfait, pubblicato dal “digital” de l’Équipe ne ho visti arrivare in un paio di ore 1.600.

Ci sono i fedelissimi che difendono la sua scelta, i tifosi di Nadal e Djokovic che invece lo accusano di tutto e di più. La gran parte dei francesi che ha commentato l’ha presa in maniera abbastanza sciovinista, cioè come una mancanza di rispetto nei confronti del loro Roland Garros, del loro Slam più amato.

Gli attacchi sono molto più numerosi delle difese, ma questo è abbastanza tipico del mondo web, quindi non sono sorpreso. Già il riassumerne qualche accusa potrebbe sembrare da parte mia l’aver preso posizione, anche se mi piacerebbe credere che mi si possa attribuire l’onestà intellettuale di non segnalare più alcune cose e frasi piuttosto che altre per partito preso.

Cercherò di mettere prima le accuse più ricorrenti, e poi farò lo stesso con le difese, dando più o meno le stesse righe alle prime come alle seconde. Ecco cosa dicono:

  • Si è comportato da egoista
  • È stato poco sportivo
  • Ha fatto un gesto senza classe
  • Non avrebbe dovuto partecipare al torneo
  • Da atleta di uno sport individuale ha fatto i suoi interessi
  • Ha avuto paura di perdere
  • Avrebbe sicuramente perso contro Berrettini o Djokovic e ha preferito ritirarsi prima, ha scelto in funzione delle sue possibilità di vittorie
  • Il modo di annunciarlo rivela una mancanza di empatia nei confronti dei fan, dei giovani, degli altri giocatori, degli organizzatori
  • non è più un giocatore, è una diva
  • Osaka prende una multa di 12.000 euro per aver saltato una conferenza stampa, Federer si ritira per precauzione e la Federazione francese non lo sanzione: dove è l’equità?
  • L’allenatore di Federer e il manager di Berrettini sono la stessa persona, non c’è conflitto di interessi
  • È solo la seconda volta dal 2015 che partecipa al Roland Garros, è chiaro che per lui questo non è più un torneo importante, una scelta cinica ma manifesta”.

Potrei prenderne tantissime altre, ma vediamo le difese.

  • Roger ha subito una doppia operazione, riprende dopo 15 mesi, gioca un match di 3h e 35 m… a 40 anni è un obbligo sapersi gestire
  • La Federazione francese ha sbagliato a fare giocare quel che poteva essere il suo ultimo match alle 21, con l’umidità che si tagliava a fette, e senza il pubblico. L’eventuale mancanza di rispetto è stata reciproca” (Qui si obietta che anche Tsonga e Gasquet hanno avuto lo stesso trattamento riservato a Federer ed erano condizioni simili)
  • Chi c’è dentro il ginocchio di Federer per poter assicurare che sia in perfette condizioni?
  • E se avesse sentito male e non si fosse ritirato durante il match perché non l’ha mai fatto in oltre 1500 match? Altri (Nadal? Djokovic?) magari preferiscono ritirarsi durante. Federer avrebbe potuto inventarsi un malanno che non ha, ha preferito essere sincero: questa è classe
  • A 39 anni ha il diritto di dichiarare forfait, anche al Roland Garros… ci vuole rispetto e comprensione per 20 anni di competizione palpitante
  • La sua presenza, anche se per una sola settimana, dà credito al torneo e non viceversa. È venuto senza raccontare balle, né prima né dopo
  • È il quinto forfait di Federer in carriera nel corso di un torneo, ma non era mai successo in uno Slam”.

Mi fermo qui.

Questo era il terzo torneo di Roger in 16 mesi dopo le due operazioni al ginocchio destro del 2020. Anche se a Parigi aveva vinto nel 2009 – quando Soderling battè Nadal – Roger era consapevole di non poter vincere questo torneo avendo giocato così poco, e con tutti i match sui tre set su cinque. Mentre a Wimbledon nel 2019 la vittoria gli era sfuggita per un soffio e due match point mal giocati. “Dopo un anno di riabilitazione è importante che io ascolti il mio corpo e che non lo spinga troppo presto ai fini di un recupero completo” ha detto Federer.

Quale fosse la sua priorità l’aveva detto ben chiaro, fin da marzo. Può essere che se non avesse dovuto lottare per 3 ore e 35 minuti contro l’ostico (e maleducato) Koepfer – nel suo prima match serale di sempre al Roland Garros dove la prima volta aveva giocato nel ’99 –  Roger se la sarebbe sentita di giocare anche contro Berrettini, contro il quale ci sarebbero stati magari più scatti repentini ma anche meno scambi prolungati. È assai possibile che quello con Koepfer sia stato il suo ultimo match giocato al Roland Garros. Senza pubblico. Triste.

Qualche critica a Federer è arrivata anche da alcuni vecchi giocatori, non solo dai soliti… leoni da tastiera. Fra questi Paul McNamee, ex direttore dell’Australian open, e Patrick McEnroe, intervistati da Chris Clarey del New York Times. McNamee: “ Non sei in un negozio di caramelle dove scegli i match che vuoi e te ne vai, perché le tua azioni danneggiano gli altri, il torneo…” E McEnroe, commentatore di ESPN ed ex capitano di Davis: “Capisco Roger ma non mi piace. Svaluta uno Slam e dà il vantaggio a un tennista di due giorni di riposo in più e di un match in meno. Non è bello lasciare un torneo a metà. Una cosa è se ti fai male, un’altra è se partecipi sapendo che quasi certamente un match duro arriverà e non finirai il torneo. Molti diranno, ma lui è Roger Federer, può fare quello che vuole. Ha guadagnato quel diritto, e lo capisco, però non mi piace”.

In conferenza stampa Medvedev, che aveva dominato Garin contro il quale aveva perso due volte quest’anno in modo piuttosto netto, ha detto: “Wimbledon rappresenterà per Roger sempre una possibilità, anche quando avrà 50 anni!”. Diciamo che di sicuro lo slittamento di una settimana del Roland Garros non ha aiutato. Per preparare Wimbledon Federer ha soltanto due settimane (oltre a questa che ormai si è ritagliato), mentre altrimenti ne avrebbe avute tre. In quel caso si può pensare che Roger – salvo che avesse sentito qualche dolore al risveglio ieri mattina – avrebbe forse affrontato Berrettini.

Matteo non se ne sarà lamentato. In Australia era stato sfortunato, questa volta la ruota della fortuna ha girato dall’altra parte. E poteva girare ancora meglio, per lui come per Sinner, perché – repetita iuvant – se si fosse infilato nel corridoio dove si trovava un Fognini purtroppo non competitivo e dove si è infilato Davidovich Fokina che nei quarti incontrerà Zverev – lui non si sarebbe trovato ad affrontare il vincitore di Djokovic-Musetti (quindi con molte probabilità il serbo, salvo un miracolo del tennista di Carrara) e Jannik non sarebbe finito nella fauci (sempre inesauribilmente fameliche anche dopo 13 trionfi al Roland Garros) di Rafa Nadal.

Rafa Nadal e Jannik Sinner – Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

CHE GIORNATAQuello di oggi sarà comunque un giorno memorabile per il tennis italiano. Ne parliamo da giorni, non solo nelle ultime 48 ore e mi sembra giusto riparlarne quando le loro due gare saranno finite. Due azzurri in ottavi sul Philippe Chatrier, uno dopo l’altro e contro il n.1 e il n.2 del mondo è una assoluta novità. Non era accaduto un anno fa. Sonego aveva giocato e perduto tre set a zero, ma non sullo Chatrier (6-1 6-3 6-4) con Schwartzman e poiché la vidi in TV, mi pare di ricordare che Sinner battè Zverev sul Lenglen (6-3 6-3 4-6 6-3) guadagnandosi i quarti con Nadal.

Per questo non è sorprendente quel che mi ha detto ieri notte Zverev dopo che aveva dato una stesa (6-3 6-1 6-1) a Nishikori: “Gli italiani giocano bene. Io penso soprattutto molto bene di Sinner. Sinner per me è uno dei talenti più grandi che il nostro sport ha. Penso che Sinner e Alcaraz spiccheranno nel futuro della più nuova generazione. Sì, sono un grande fan di loro due. Ok, Musetti naturalmente sta giocando alla grande, sta facendo grandi passi avanti, anche lui.. .ma per me Sinner “stand out” spicca di più“.

Non era accaduto neppure che alle 11,15 i nostri due ragazzi di 19 anni, si potessero “scaldare” insieme sul centrale (che Jannik ha gia sperimentato ad ottobre, ma in tutt’altre condizioni atmosferiche, mentre per Lorenzo sarà una “prima” assoluta) dividendosi il campo a metà con Djokovic e uno sparring partner del serbo… ma che non sarà Nadal!

Come ho già detto anche nel video in testa all’articolo, metterei la firma su una sola vittoria nei due incontri odierni e mi sembra che, nonostante Nadal sia… Nadal, credo abbia qualche chance in più Sinner rispetto a Musetti.

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