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ATP Monaco, Sascha Zverev eliminato da Ilya Ivashka

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È il qualificato Ilya Ivashka a mettere fine alla striscia di nove vittorie consecutive sul suolo patrio di Alexander Zverev, campione in carica del doppio appuntamento di Colonia dell’ottobre scorso. Ci ha messo parecchio del suo, Sascha, con 6 doppi falli nel secondo set e 7 nel terzo, ma grandi meriti vanno riconosciuti a Ivashka per come ha interpretato questo quarto di finale. Il ventisettenne di Minsk è sempre stato pronto a prendere l’iniziativa dello scambio, sia dietro al proprio servizio sia in virtù di una posizione relativamente avanzata in risposta. Perso il primo parziale dopo aver mancato la chance di chiuderlo con il servizio, non ha minimamente perso fiducia neanche quando la sconfitta pareva ormai segnata.

Un risultato inatteso ma fino a un certo punto, vuoi perché i problemi in battuta di Zverev possono manifestarsi senza preavviso con conseguenze deleterie sul resto del suo gioco, vuoi perché – e questo è sì sorprendente – Ilya si sta ben comportando sulla terra battuta, a dispetto di una decisa predilezione per le superfici veloci. Insomma, “terra poca e malvolentieri” non vale quest’anno: quarti a Marbella, sconfitto al terzo da un Munar al suo massimo dopo aver lasciato quattro giochi a Davidovich Fokina, qualificazioni e primo turno superati a Barcellona, dove è stato fermato da Nadal dopo avergli strappato un set.

IL MATCH – Aggressivo in ribattuta e solido negli scambi, Ivashka passa in vantaggio al terzo gioco e procede verso il primo traguardo senza lasciare il minimo spiraglio alla risposta. Sul 5-4, però, il doppio fallo iniziale tradisce la tensione e finisce con il cedere il game con gli errori di dritto, inframmezzati da una visita sotto la sedia di Murphy per mostrargli le palline, probabilmente lamentando l’eccessiva usura di una di esse che viene cambiata. Al tie-break, il n. 107 ATP continua a spingere nonostante l’opportunità mancata e lo svantaggio al cambio campo, che infatti recupera. Sul 5 pari, tuttavia, con Zverev che si difende in qualche modo da metri dietro la linea di fondo, viene da chiedersi perché non giochi una smorzata; il bielorusso risponde alla domanda con un drop shot incrociato che a malapena resta in corridoio. Spedisce poi in rete un dritto d’attacco premiando così le remate del quasi due metri numero 6 del mondo.

Di nuovo problemi nelle fasi iniziali del set per Sascha che subisce l’iniziativa dell’avversario ma in qualche modo esce indenne dallo 0-40 e, finalmente propositivo, si guadagna la possibilità di chiudere l’incontro con la battuta strappando il servizio a Ilya al nono gioco. Per non essergli da meno, anch’egli si presenta con un doppio fallo in un game simbolo delle difficoltà tedesche, tra il vorrei ma non posso e il forse neanche voglio. Quello che avrebbe potuto essere l’ultimo gioco finisce con una seconda battuta sul vantaggio esterno che atterra storta, corta e soprattutto nel rettangolo di destra. Il ventiquattrenne di Amburgo commette altri due doppi falli quando serve per il tie-break che non arriverà mai perché Ivashka si prende il set con un passantone in corsa di dritto. Il replay dell’ultima seconda fallita non chiarisce cosa intendesse fare Sascha: il braccio termina largo rispetto al corpo come nel kick, ma la sua solita postura iniziale troppo frontale e l’eccessiva rotazione del busto rendono pressoché impossibile ottenere quell’effetto.

Si ricomincia con Zverev che invoca il disturbo a causa dello schermo alle spalle dell’avversario che sarebbe diventato all’improvviso completamente bianco impedendogli di vedere bene la palla, ma neanche il supervisor può fare granché se l’arbitro non se n’è accorto. La prima battuta che non entra e la seconda prigioniera dello stesso destino mandano avanti Ivashka, che senza problemi consolida per il 4-1. Qui campione nel 2017 e nel 2018, Sascha non ci sta, ora appare ben più determinato e si procura due opportunità consecutive per rientrare: doppiamente sfortunato sulla prima, è bravo Ivashka sulla seconda, insistendo sul dritto tedesco fino ad ottenere la possibilità di sfondare dall’altra parte. Ma il livello di Zverev è salito e alla fine il tedesco si riprende il break. Non riesce però a raggiungere l’altro sul 4 pari perché – diventa quasi superfluo specificarlo – è tradito dal servizio, addirittura tre volte. Ivashka non trema, sembra lui quello navigato, e chiude con l’ace dopo due ore e mezza.

È la sua seconda semifinale nel Tour dopo quella di Marsiglia 2018, anche allora dopo essere uscito dal tabellone cadetto. Troverà Jan-Lennard Struff, contro il quale ha perso l’unico precedente in due set, lo scorso anno in un tie di Coppa Davis sul veloce indoor. Dal canto suo Struff ha avuto bisogno di tre ore esatte per venire a capo di Filip Krajinovic in una sfida decisa al tie-break che ha premiato la maggior aggressività del trentunenne di Warstein, a cui non ha nemmeno nuociuto il doppio fallo serbo sul match point.

Gli altri due match sono invece stati sospesi per pioggia e verranno conclusi domani: Basilashvili stava per servire per il primo set sul 5-4 in suo favore contro Gombos, mentre Ruud era avanti 6-3 con Millman. I vincitori dovranno pertanto sostenere un doppio impegno che in Baviera sembra quasi d’obbligo – nell’edizione del 2019, l’ultima disputata, Matteo Berrettini dovette giocare semifinale e finale la domenica, soccombendo a Garin.

Risultati:
[Q] I. Ivashka b. [1] A. Zverev 6-7(5) 7-5 6-3
[7] J-l. Struff b. [4] F. Krajinovic 6-4 4-6 7-6(4)
[8] J. Millman vs [2] C. Ruud 3-6, sospesa per pioggia
[5] N. Basilashvili vs [LL] N. Gombos 5-4, sospesa per pioggia

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