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Medvedev suona la carica: “La finale degli US Open? Ogni match è diverso”

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Daniil Medvedev non aveva bisogno di vincere il suo ultimo match del suo girone alle ATP Finals contro Diego Schwartzman, essendo già sicuro di essere in semifinale da primo del girone. Ma lo ha vinto lo stesso, e anche in maniera piuttosto netta, con un duplice 6-3. A confermare di essere in grande forma. Tanto che alcuni addirittura lo considerano il favorito per la vittoria finale. “Siamo rimasti in quattro, le prime quattro teste di serie. Alla fine a conquistare il titolo sarà solo uno e abbiamo tutti le stesse chance”, commenta Medvedev, senza sbilanciarsi.

Ma la terza e la quarta testa di serie, ovvero lui e Dominic Thiem, sono in realtà arrivati davanti nei rispettivi gironi alle prime due, Novak Djokovic e Rafa Nadal. Che sia un ulteriore segnale del cambiamento degli equilibri nei piani altissimi del circuito maschile, con i big 3 che vengono scalzati da tennisti più giovani? Sono i tre grandi del nostro sport. Noi stiamo provando a batterli”, ha affermato il 24enne moscovita, che come tanti della sua generazione è cresciuto guardando Rafa, Roger e Nole vincere tornei su tornei. Sono stati i miei idoli da ragazzino. Quando ho iniziato a giocare Roger dominava tutti i tornei. Poi è arrivato Rafa a lasciare il suo segno e Novak a ‘disturbare’. Quindi per me è sempre fantastico giocare contro di loro”.

In semifinale, in queste sue seconde ATP Finals, si troverà di fronte il toro di Manacor. Dopo la sconfitta nel secondo match contro Thiem, Nadal ha strappato la qualificazione superando in tre set un ottimo Stefanos Tsitsipas. Insomma, il 13 volte campione del Roland Garros sembra molto determinato a spezzare la maledizione che non l’ha mai visto campione alle Finals. “Non vedo l’ora di scendere in campo. Mi sento in fiducia. Penso che lo sia anche Rafa. Ha giocato una grande partita ieri”, ha detto Medvedev, mostrando la solita grande autostima e un pizzico di sfrontataggine. 

Rafa si è aggiudicato tutti e tre i precedenti scontri diretti giocati nel 2019, l’anno della definitiva esplosione del russo. Compresa la epica finale dello US Open, conclusasi al quinto set dopo una rimonta di Medvedev da sotto 2 a 0. Ripenserà un po’ a quella partita il russo? “Ad essere onesto per nulla”, ha risposto lui. “Cioè forse dovrei fare delle cose simili all’anno scorso perché sono andato molto vicino a vincere. Ma ogni match è diverso. È passato un anno. Lui ha cambiato delle piccole cose. Così come ho fatto io”. Insomma, è acqua passata ormai. 

Nella sua conferenza stampa c’è anche spazio per i complimenti a Schwartzman, che per la prima volta in carriera, a 28 anni si è qualificato per le Finals. Nonostante i due abbiano avuto non poche frizioni di recente. Diego ha avuto una stagione fantastica. Naturalmente noi sappiamo che la terra è la sua superficie migliore. Quest’anno non ci sono stati molti tornei su terra. Lui comunque è riuscito ad arrivare in finale in un Master, in semifinale di uno Slam”, ha detto Medvedev. “Per questa ragione si è qualificato qua. Ma lui è anche capace di giocare bene sulle altre superfici. Sono molto contento per lui, per la sua stagione. È un bravissimo ragazzo e sono contento di vederlo qua”. Pace fatta? Speriamo. 

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