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Giulia, la campionessa di softball triestina greco-statunitense: «Un onore rappresentare l’Italia ai Giochi»

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TRIESTE Le estati trascorse nel rione di Ponziana, nella casa dei nonni materni Lilli e Aldo Vitti, quest’ultimo portiere rossoalabardato del secondo dopoguerra. Una triestinità respirata da lontano, in California, grazie a mamma Giuliana, mula emigrata negli States per lavoro. E poi quel lungo cognome, squisitamente greco, ereditato dal padre ateniese Chris.

È davvero un formidabile esempio di internazionalità Giulia Koutsoyanopulos, 19enne italo-statunitense, fresca vincitrice degli Europei di softball, tra pochi giorni nuovamente in campo con la divisa azzurra della nazionale azzurra ai Giochi Olimpici di Tokyo. L’esordio? Mercoledì 21 luglio proprio contro gli Stati Uniti d’America.

Nata a Mission Viejo, in California, il 4 gennaio 2002, ma battezzata nella chiesa dei salesiani di via dell’Istria, Giulia è uno dei giovani pilastri – occupa il ruolo di prima base ma in caso di necessità può giostrare come esterna – della nazionale allenata dal giuliano Federico Pizzolini.

Avvicinatasi al softball grazie al fratello maggiore Aldo, già nazionale azzurro di baseball, Giulia inquadra così la sua internazionalità: «Mi sento italiana e greca tanto quanto mi sento americana. Mi viene ricordato ogni giorno della mia cultura e storia, sono molto fiera di essere così, unica, e mediterranea, e naturalmente orgogliosa di rappresentare questi Paesi, ma alle Olimpiadi ci sarà solamente un colore nella mia testa e nel mio cuore: l’azzurro».

Dopo l’esordio nel 2019 ai Mondiali Under 19, Giulia è entrata stabilmente nella rosa della prima squadra dell’Italia. Merito delle sue qualità, ma anche della fiducia concessale dal compianto coach Obletter: «Enrico mi ha dato una opportunità che non dimenticherò mai e ha creduto in me più di quanto io credevo in me stessa. Mi ha fornito gli strumenti necessari per crescere e competere. Sono veramente grata per il tempo che ho potuto trascorrere con lui».

Il buon feeling sta proseguendo ora con il nuovo coach Pizzolini: «Fede è carico di entusiasmo e trasmette sicurezza, ci incoraggia ed è bravo a motivare e rinforzare i comportamenti positivi. Sa quello che fa e si fida molto di noi».

Ma dove possono arrivare realmente le azzurre ai Giochi di Tokyo? Usa, Australia, Giappone, Messico e Canada saranno alla loro portata? Giulia non ha dubbi: «L’Italia è forte e ben preparata, ed io sono fiera di poter andare in “battaglia” con le mie compagne a combattere per portare a casa una medaglia. Bisogna rispettare tutti ma non aver paura di nessuno. Conoscendo le mie “sorelle”, giocheremo ogni partita per vincere».

L’ultima considerazione riguarda l’assenza del pubblico ai Giochi: «Questo è l’unico neo di questa splendida avventura nipponica. Avrei voluto avere sugli spalti la mia famiglia, ma purtroppo questo non sarà possibile. Voglio comunque credere che i tifosi saranno tutti incollati davanti al televisore per fare il tifo per la nazionale di softball e per tutti gli altri sportivi. Gli atleti scelti per partecipare a questo grande evento rappresentano non solo se stessi ma una intera nazione: un enorme privilegio».

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