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Il softball piange Obletter, ct azzurro e amico di Ronchi. Il Covid se l'è portato via

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Il softball piange Obletter, ct azzurro e amico di Ronchi. Il Covid se l'è portato via

RONCHI Il mondo del softball italiano piange la scomparsa del suo rappresentante più emblematico: il covid, in pochi giorni, ha portato via Enrico Obletter, manager della nazionale italiana dal 2017,creatore, mente e cuore, del progetto che, in tre anni, ha collocato l’Italia nell’élite assoluta della softball mondiale, con la conquista del titolo europeo e della qualificazione per i Giochi Olimpici. Obletter, che aveva 62 anni, era di casa nella nostra regione ed a Ronchi dei Legionari in particolare. Allo stadio dedicato a Giordano Gregoret ci era stato più volte.

Ed avrebbe dovuto tornarci in occasione del prossimo campionato europeo seniores 2021 che si terrà in Friuli Venezia Giulia dal 27 giugno al 3 luglio. Come sempre assieme al suo fedele collaboratore, il coach ronchese Federico Pizzolini. Una tappa importante di preparazione per Italia Softball, campione europea in carica dopo il titolo conquistato nel luglio 2019 a Ostrava (Repubblica Ceca), che prenderà parte al Torneo Olimpico a Tokyo al via dal 21 luglio. Nato a Sydney, in Australia, nel 1959, Enrico Obletter arriva in Italia da giocatore di baseball nel 1984, nella terra abruzzese da cui era partita la sua famiglia, portando il Chieti alla storica promozione in serie A2. Si mette in luce come tecnico di softball guidando il Parma in serie A e occupandosi della pedana di lancio azzurra per le Olimpiadi di Sydney del 2000, nelle quali, con il quinto posto, l'Italia di Tonino Micheli raggiunge il miglior piazzamento di sempre. Sono 10 gli anni che lo vedono al fianco di Micheli e 2 quelli con Marina Centrone nello staff azzurro. Nel frattempo, conduce una carriera che lo porta ad essere il manager più vincente della storia nelle squadre di club italiane, sia in campo nazionale, con 9 Scudetti e 3 Coppe Italia, sia in campo europeo, conquistando 5 Coppe dei Campioni, fra Macerata, Caserta e Bussolengo.

A inizio del 2017 arriva, da parte del presidente della Fibs, Andrea Marconm la chiamata alla guida della nazionale italiana di softball, progetto che prende in mano con tutta la passione, l’energia e la competenza che lo caratterizzano, plasmando con determinazione un gruppo di atlete eccezionali, che sposano completamente, insieme a lui e al suo staff, la causa, in una progressione impressionante che porta le azzurre, nel corso di in un fantastico 2019, prima nuovamente sul tetto d’Europa.

Quindi, dopo pochi giorni, ad attraversare come un ciclone inarrestabile il diamante olandese della qualificazione olimpica, mettendo in fila, senza una sbavatura, le più forti squadre d’Europa e di Africa. Un crescendo di emozioni che portano l’Italia del softball ai Giochi di Tokyo e tutti gli appassionati a innamorarsi di un gruppo di campionesse che si considerano sorelle. Il presidente Marcon, che è rimasto in continuo contatto nelle ultime, drammatiche giornate, ha voluto affidare a una lettera indirizzata proprio a lui le parole di commiato da chi è stato più di un collaboratore e un amico. «Magnetico, competente, vincente. Ma soprattutto un grande amico mio e del softball italiano e mondiale. Caro Enrico, rileggo ancora i tuoi messaggi e, dal profondo del mio cuore – scrive - ti dico che sono immensamente orgoglioso di averti avuto come allenatore della mia nazionale». —
 

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