Criticità sulla pista da bob di Innsbruck dopo la ristrutturazione: annullate le gare di slittino e skeleton
La pista per il bob, lo skeleton e lo slittino di Igls, nei pressi di Innsbruck, ha superato solo parzialmente la fase di avvio agonistico dopo un pesante intervento di ristrutturazione. Così si disputeranno solo le gare di coppa del mondo del bob, mentre sono state annullate quelle di skeleton e slittino. Si tratta della pista che era stata indicata come possibile alternativa alla “Eugenio Monti” di Cortina, la cui costruzione (costo 124 milioni di euro) ha costituito uno dei tanti scandali delle Olimpiadi invernali italiane che si terranno a febbraio 2026. Rendere agibile l’impianto austriaco per le gare, infatti, avrebbe richiesto un intervento di una trentina di milioni di euro, un quarto della somma di denaro pubblico speso in Italia. A cose fatte Igls ha però dimostrato di non aver superato tutte le criticità a conclusione di lavori durati una ventina di mesi, anche a causa della mancanza di tempo. Se non fosse stato concluso positivamente il cantiere di Cortina, Fondazione Milano Cortina 2026 aveva valutato l’ipotesi di disputare le gare dei Giochi all’estero, non tanto a Innsbruck, quanto a Lake Placid, negli Stati Uniti, il vero “piano B” alternativo alla “Eugenio Monti”.
A dire di no alle gare di coppa del mondo sono stati per primi gli slittinisti, il che ha comportato il trasferimento delle gare a Winterberg, in Germania. La Federazione Internazionale di Slittino (Fil) ha bloccato le gare a causa di un’insufficiente aderenza ai requisiti tecnici, in particolare all’altezza della curva 14. Saranno ora necessari interventi per sistemare la struttura. Situazione analoga, ma con motivazioni legate anche allo scarso tempo per la sistemazione dell’impianto e per le prove, è venuta dallo skeleton. La seconda tappa di Coppa del mondo è stata cancellata dal comitato esecutivo della Federazione internazionale (Ibsf) dopo una votazione degli atleti. Trenta di loro si sono detti contrari a gareggiare, mentre 21 erano disposti a farlo. Secondo la dichiarazione ufficiale, la decisione è stata presa “a causa del ridotto tempo a disposizione degli atleti per testare e conoscere il tracciato”, dopo un confronto con la loro rappresentante Elisabeth Vathje e le giurie di gara. La prossima tappa della Coppa di skeleton, che si svolge in concomitanza con quella di bob, è in programma dal 12 dicembre a Lillehammer in Norvegia.
Restano invece confermate a Igls le gare di bob, per le quali i requisiti tecnici e di sicurezza hanno superato l’esame. Igls è un impianto storico per gli sport di scivolamento che ha ospitato due edizioni dei Giochi invernali, nel 1964 e nel 1976.
CORTINA CHIEDE SOLDI ALLA REGIONE VENETO. Intanto a Cortina si è disputata la prima tappa della Coppa del mondo di bob e skeleton sul nuovo impianto olimpico. Praticamente non c’era pubblico, visto che l’area mantiene l’aspetto di un cantiere. Gli atleti hanno però portato a compimento le loro gare a distanza di 18 anni dalle ultime che vennero disputate nel 2007. Adesso l’appuntamento si sposta alla fase olimpica. Il Comune di Cortina deve però pensare ai problemi economici di gestione della pista. La Regione Veneto si è già impegnata con 4,5 milioni di euro (a sostegno anche di altre opere nell’Ampezzano), ma non basteranno.
Durante il consiglio comunale il sindaco Gianluca Lorenzi ha ammesso: “E’ un tema che affronteremo con il nuovo presidente Alberto Stefani, perché si tratta di una situazione che non può essere sottovalutata”. Il primo cittadino ha anche ammesso che, contrariamente a quanto previsto dal dossier di candidatura olimpica, “le province autonome di Trento e Bolzano non hanno firmato la convenzione per la gestione della pista dopo le Olimpiadi”. L’ex sindaco Giampietro Ghedina, che fu in prima linea durante la candidatura, ha ricordato che l’impegno era di un sostegno economico per un periodo di 15 anni. Alla prova dei fatti sia il Trentino che l’Alto Adige hanno lasciato Cortina da sola, anche perché si sono resi inutilizzabili i Fondi di confine, che non possono essere impiegati in spese di gestione, ma solo nel finanziamento di progetti.
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