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Gaspari, la sfortuna è ormai alle spalle. «L’obiettivo è entrare nei dieci»

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Gaspari, la sfortuna è ormai alle spalle. «L’obiettivo è entrare nei dieci»

CORTINA. Quattro anni fa di questi tempi Mattia Gaspari le Olimpiadi le guardava in tv.

Nell’ottobre del 2017, infatti, l’ampezzano delle Fiamme Azzurre in allenamento a Winterberg (Germania) si procurò un serio infortunio al tendine d’Achille destro: semaforo rosso per i Giochi di Pyeong Chang e stop per le due successive stagioni.

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Ora le cose stanno diversamente e il ragazzo di Cortina ha fatto le valige per la Cina. la partenza è fissata da Milano per martedì 30.

La gara a cinque cerchi è per il 10 e 11 febbraio.

«Dopo una decina di giorni al Centro di preparazione olimpica dell’Acqua Acetosa a Roma,oggi andiamo a Milano per una serie di tamponi prima del volo», spiega Gaspari. «Sì, le cose sono decisamente diverse rispetto a quattro anni fa quando i Giochi di Corea li vidi in tv. La convocazione è naturalmente un sogno che si avvera e, allo stesso tempo, la conferma che il lavoro portato avanti in questi anni e la testardaggine sono cose che hanno pagato».

Rispetto a quattro anni fa è cambiato anche lo skeleton italiano.

«Il movimento è cresciuto molto, indubbiamente. Ne è testimonianza il fatto che a Pechino per la prima volta l’Italia va ai Giochi con tre atleti. Confortante è pure il fatto che dietro agli atleti di vertice sta crescendo una buona base».

Che cos’è il bello dello skeleton?

«Il fatto che è uno sport fatto di tantissime componenti: dalla forza all’abilità, dallo studio del ghiaccio alla preparazione del mezzo. Senza dimenticare la capacità di autocontrollo e la conoscenza di sé: quando vai a 140 all’ora devi capire dove sei nello spazio e devi saper prendere decisioni nel giro di decimi di secondo».

Oltre a Mattia Gaspari, in azzurro a Pechino ci saranno Amedeo Bagnis, recente bronzo ai Mondiali Juniores, e Valentina Margaglio, con la quale hai regalato all’Italia uno storico bronzo mondiale due anni fa.

«Amedeo è molto forte nella parte di spinta e può crescere molto nella parte guidata. Valentina quest’anno è cresciuta tantissimo e nei prossimi anni può diventare la donna da battere».

Parliamo di Gaspari. Che stagione è stata?

«Ho chiuso al 17° posto la Coppa del mondo, alternando dei pezzi molto buon ad altri così. Mi è mancata la continuità, ma complessivamente sono soddisfatto».

Quali ambizioni hai per i Giochi?

«Entrare nei dieci mi piacerebbe. Potrò calibrare meglio gli obiettivi quando sarò in Cina perché le condizioni ambientali ora sono molto diverse rispetto a quelle che abbiamo trovate la scorsa estate».

Già, sulla pista olimpica vi siete allenati per una ventina di giorni. Che tracciato è il budello cinese?

«È molto lunga e ci sono dei tratti in salita dove puoi perdere tantissimo. Diciamo che fare quattro manche tutte buone non sarà cosa semplice. Questa complessità, comunque, ha il vantaggio che hai più possibilità di giocartela».

Tra pochi giorni c’è Pechino, tra quattro anni ci sarà Cortina.

«Mi piace sottolineare come un paese di cinquemila abitanti abbia ai Giochi tre atleti, non è cosa da poco, non è cosa da tutti. E sì, mi piace guardare in prospettiva e pensare alle Olimpiadi in casa del 2026, un bellissimo obiettivo».

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