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Short track, Pietro Sighel per invertire il trend e Arianna Fontana vuole fare la storia alle Olimpiadi

L’anello di ghiaccio del Forum di Assago si prepara a diventare teatro di storie che vanno oltre il cronometro e le classifiche. Oggi prenderà il via il quinto giorno del programma dello short track alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, e per l’Italia non sarà soltanto una giornata di gare, ma un passaggio carico di significati profondi. In gioco c’è la voglia di riscatto, declinata in modi diversi, di due volti simbolo della Nazionale: Pietro Sighel e Arianna Fontana.

Lo spettacolo dei pattini veloci proseguirà con l’obiettivo di dare continuità a quanto di buono è stato costruito finora. Ma, soprattutto, sarà l’occasione per trasformare la delusione in energia positiva. È qui che si intrecciano due percorsi differenti, accomunati dalla stessa necessità di rispondere presente.

Per Sighel, i Giochi individuali hanno finora avuto un sapore amarissimo. La squalifica nei 1000 metri e l’eliminazione nei 1500, maturata in seguito a un contatto nato dall’errore di un avversario, hanno lasciato il segno. Episodi che fanno male, perché tolgono certezze e interrompono il ritmo proprio quando la condizione sembrava pronta a esplodere. I 500 metri rappresentano allora molto più di una semplice distanza: sono la chance di riscrivere la propria narrazione olimpica, di dimostrare che la frustrazione può diventare lucidità e cattiveria agonistica. Accanto a lui, in una prova che si annuncia densissima, ci saranno anche Lorenzo Previtali e Thomas Nadalini, pronti a dare profondità e competitività alla spedizione azzurra.

Sul fronte femminile, invece, il riscatto ha il volto dell’esperienza e della storia. Fontana arriva alla staffetta con ancora addosso l’amarezza per una finale dei 1000 metri che non ha restituito quanto sperato. Una delusione che, per un’atleta del suo calibro, non è mai un punto d’arrivo, ma un detonatore emotivo. La campionessa valtellinese sa che nella gara a squadre può sublimare tutto: leadership, visione, capacità di trascinare le compagne nei momenti decisivi. E c’è un traguardo che rende questa staffetta ancora più speciale: in caso di medaglia, Fontana salirebbe per la quattordicesima volta su un podio olimpico, diventando l’atleta italiana con più piazzamenti nella top-3 a Cinque Cerchi di sempre, senza distinzione tra sport invernali ed estivi.

Due riscatti, dunque, che parlano linguaggi diversi. Quello di Sighel è un riscatto contro il destino e le circostanze, contro quelle sliding doors che ai Giochi sembrano sempre amplificare errori e sfortune. Quello di Fontana è il riscatto di chi ha già vinto tutto, ma non ha mai smesso di pretendere il massimo da sé stessa e dalla squadra. Entrambi, però, convergono nello stesso punto: la volontà dell’Italia di lasciare un segno deciso sul ghiaccio di casa, trasformando le ferite in slancio e le aspettative in prestazioni.

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