Ruggero Tita: “Luna Rossa ha un team fortissimo. Con Caterina Banti abbiamo ancora tanto da dare alla vela olimpica”
Ruggero Tita è stato il grande protagonista dell’ultima puntata di OA Focus, trasmissione visibile sul canale Youtube di OA Sport. Il 34enne trentino è già entrato nella leggenda dello sport italiano vincendo due ori olimpici e quattro titoli mondiali nel Nacra 17 in coppia con Caterina Banti, ma da qui all’estate del 2028 potrebbe realizzare una duplice impresa strabiliante andando a caccia della Coppa America come timoniere di Luna Rossa e mettendo nel mirino la tripletta a cinque cerchi.
“Devo dire che il nostro binomio ha sempre funzionato proprio in qualità di coppia, quindi abbiamo sempre lavorato molto bene insieme ed è qualcosa di cui entrambi andiamo molto fieri. Riprendo una frase che dice Caterina: ‘Siamo entrambi due grandissimi lavoratori’. Quello che non si vede dalle telecamere è il grosso lavoro dietro le quinte nella stagione invernale ed in ogni occasione possibile. Poi si va in regata e si porta tutto il lavoro che è stato fatto dietro le quinte. Gli allenamenti più duri sono quelli che ti formano di più. Non c’è un giorno in cui andiamo in acqua e ci diciamo che saremmo potuti restare a casa. Alla fine il mare ed il vento ogni giorno sono diversi e ogni giorno ci insegnano qualcosa, quindi non è ancora arrivato quello in cui ci siamo detti: ‘Oggi non è stato utile, potevamo restare a casa’. Sicuramente ci sono stati giorni duri in cui magari abbiamo avuto problemi alla barca, e quelli sono i più noiosi“, racconta Tita a proposito della collaborazione vincente con la prodiera romana.
Sull’evoluzione del rapporto con Banti: “C’è stato un periodo in cui Caterina ha annunciato il ritiro dopo le Olimpiadi e abbiamo cominciato a sentirci quasi tutti i giorni. Ovviamente tra di noi c’è un grandissimo rapporto di stima e di fiducia reciproca. Abbiamo iniziato a sentirci quindi molto di più rispetto a quanto non facessimo prima di Parigi 2024, in cui ci sentivamo un po’ meno e ognuno cercava di prendere i propri spazi. Dopo invece ci siamo aiutati molto, ci siamo supportati tanto anche dal punto di vista umano, e quindi si è creato un rapporto ulteriore a quello di due atleti che performano bene insieme. Poi c’è stato il momento in cui siamo tornati in barca insieme, giusto per divertirci e fare qualche weekend al mare in Sardegna al sole. Siamo tornati in barca e ci siamo resi conto che abbiamo ancora tantissimo da dare alle classi olimpiche e al Nacra 17. È stato un processo lungo, ma pian pianino abbiamo deciso di rimetterci in gioco, cosa che non è facile soprattutto dopo aver vinto così tanto. Quindi siamo estremamente orgogliosi di quello che proveremo a fare nei prossimi anni“.
Sulla programmazione agonistica del prossimo biennio tra Nacra 17 e Luna Rossa: “Fino alla fine della Coppa America nel 2027 il mio impegno è al 100% con Luna Rossa, ma in qualche piccolo ritaglio di tempo navigheremo con il Nacra e porteremo avanti la preparazione. Ci rivedrete in acqua a Hyeres per la Coppa del Mondo dal 20 aprile. Sarà un piccolo assaggio per riprovare a tornare in regata e vedere a che punto siamo, ovviamente molto arrugginiti, ma giusto per testare quello che è il nostro livello e quanto abbiamo perso durante questo anno fermi. Comunque sarà una preparazione che ripartirà al 100% una volta che la Coppa America e l’impegno con Luna Rossa sarà più leggero“.
Sulla perdita di performance dopo una lunga pausa dal Nacra: “Perdi tantissimo. Anche nel periodo in cui eravamo al top, in direzione Olimpiadi, quando passavamo più di una settimana senza andare in barca si sentiva e nei primi giorni bisognava re-ingranare. Pensa quindi dopo un anno che non andavamo in barca insieme…Ovviamente il corpo sa cosa deve fare, il cervello sa cosa fare, ma bisogna fare in modo che i muscoli si colleghino e agiscano nel momento giusto per fare la cosa giusta. Non è facile, ma è qualcosa che abbiamo dentro, conosciamo, sappiamo cosa vogliamo dalla barca. Pian pianino è un qualcosa che stiamo riprendendo. Ci vorrà del tempo, però siamo fiduciosi“.
Sulla concorrenza da sconfiggere per rappresentare l’Italia alle Olimpiadi nel Nacra 17: “La qualificazione olimpica nella vela è estremamente agguerrita, sia all’interno delle varie nazionali che per la conquista del pass. Diciamo che questa è una storia che si ripete, perché nei quadrienni precedenti abbiamo sempre avuto una squadra italiana nel Nacra 17 che è stata molto forte. Possiamo ricordare Bissaro/Frascari con cui ci siamo giocati la qualifica per Tokyo, anche loro campioni del mondo, oltre a Ugolini/Giubilei che nella scorsa stagione hanno fatto dei grandissimi risultati tra cui un secondo posto ai Mondiali. Quindi la squadra italiana del Nacra 17 sta andando fortissimo, ma oltre a loro ci sono un sacco di equipaggi giovani che stanno crescendo tanto. È un movimento che sta crescendo, e da questo punto di vista sono estremamente orgoglioso perché avere dietro una quantità così grande di equipaggi che spingono è qualcosa di fantastico per noi. Pian pianino stiamo creando quella che è la dinastia italiana del Nacra 17, ed in tal senso dobbiamo tantissimo alla Federazione Italiana e soprattutto al nostro allenatore Gabriele Bruni che veramente ha lavorato tantissimo per questa squadra, sempre con un approccio estremamente costruttivo e dando a tutti la possibilità di crescere allo stesso livello“.
Sulle differenze principali di mentalità tra la Coppa America e la vela olimpica: “Sono due mondi un po’ diversi. La Coppa America è una sfida tra gli uomini più ricchi del pianeta che cercano di costruire queste barche che sono delle meraviglie di tecnologia, ingegneria e architettura navale. Sono delle imbarcazioni estremamente complesse e a mio giudizio bellissime, che hanno portato il livello di tecnologia nella vela a qualcosa di paragonabile alla F1 per quanto riguarda la sensoristica, l’idraulica e la meccatronica che c’è a bordo. Questo tipo di sfida porta con sé una serie di implicazioni connesse, ed è bellissimo perché avere a che fare con un team di Coppa America ti mette in contatto con i migliori professionisti di tantissimi campi concentrati tutti all’interno di una base. Il lavoro che si sta svolgendo qui a Luna Rossa è qualcosa di veramente forte e importante, perché è un team ben strutturato che da tanti anni lavora nella direzione di riuscire a vincere la Coppa America e condensa al suo interno i migliori professionisti di tantissimi campi. Da una parte c’è il sail team, al cui interno abbiamo grandissimi medagliati tra cui Peter Burling, uno degli ultimi acquisti, ma soprattutto negli altri campi (dall’elettronica al design delle vele e degli scafi, alla parte rigging) ci sono grandi professionisti che mettono a disposizione del team una serie di conoscenze che permettono poi di costruire una barca fantastica“.
“Per costruire una barca veloce c’è bisogno di timonieri non solo che sappiano portarla veloce, ma che sappiano dare agli ingegneri la direzione giusta in cui andare. E non sempre i mondi degli ingegneri e dei velisti riescono a comunicare in modo diretto. Da questo punto di vista mi aiutano tanto gli studi che ho fatto e la mia laurea in ingegneria per cercare di avere una comunicazione più fluida e provare a portare avanti il lavoro al meglio. Il Nacra 17 è un catamarano, ma è una barca foil, e alla fine tutte le dinamiche del foil si rivedono poi in imbarcazioni come l’AC75 e l’AC40. Dall’altra parte il Nacra 17 è una barca relativamente piccola in cui l’equipaggio pesa quanto la barca, e quindi la sensibilità che si affina portando in giro un’imbarcazione del genere è qualcosa che ti entra dentro ed in qualche modo riesci a portarla anche su una barca più grande, che è spesso un po’ più sorda e va anche anticipata molto, ma che ti risponde con sensazioni che sono diverse. Se qualcuno dovesse cominciare direttamente su una barca come l’AC75, gli mancherebbero tutta una serie di sensazioni che la barca trasmette e che non sono facili da captare“, spiega il trentino classe 1992.
“All’interno del team c’è una grandissima fiducia, sia verso i tecnici sia verso i nostri compagni di equipaggio. Al momento sugli AC40 siamo in quattro e c’è una sintonia veramente impressionante. Riusciamo giusto con qualche parola o solo guardando i numeri del display a capire cosa sta succedendo e cos’ha già in testa l’altro e quali saranno le prossime mosse, quindi da quel punto di vista c’è piena fiducia nell’equipaggio ed in quello che gli altri ragazzi a bordo porteranno“, aggiunge Tita.
Se dovesse scegliere oggi tra il terzo oro olimpico consecutivo e la vittoria nell’America’s Cup 2027, Ruggero non avrebbe dubbi: “Diciamo che di ori olimpici ne ho già due e la Coppa America non è mai arrivata in Italia, quindi questo è veramente il mio sogno più grande in questo momento. Portare la Coppa America in Italia sarebbe qualcosa di incredibile. Io credo che non sia impossibile. Abbiamo un team fortissimo, abbiamo tutto allineato nella soluzione giusta, abbiamo la Coppa America in Italia, quindi se riuscissimo a vincerla per Luna Rossa sarebbe qualcosa di fantastico. Questo è il mio più grande sogno in questo momento e cercherò di portarlo avanti in tutti i modi in cui mi è possibile“.

