Wendy Schmidt: «Vela sempre più al femminile: è arrivato il nostro momento»
Con la vittoria nell’edizione 2022 della Barcolana Wendy Schmidt ha affascinato tutti. L’imprenditrice e filantropa americana ha inoltre dedicato molto tempo e denaro a Trieste, dove tornerà da oggi per il weekend della regata.
Cosa l’ha colpita di Trieste?
«Ci sono tantissimi motivi per amarla. La naturale bellezza, l’orgoglio dei cittadini, il modo in cui il centro si estende ad abbracciare il golfo. Considerando il ruolo fondamentale della vela per la cultura triestina, mi sono sentita subito a casa e ho percepito che qui il lavoro che facciamo per condividere le scoperte sull’oceano e per promuoverne la salute può trovare un pubblico. La Riserva Naturale Marina di Miramare e il lavoro condotto dal Biodiversitario Marino (BioMa) mostrano il forte legame già esistente tra i triestini e il mare».
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La Barcolana “globale”, con i valori che racchiude, può servire da modello?
«Sì, assolutamente. Il mio team oltre alle regate veliche competitive ha anche un altro scopo: coinvolgere velisti e spettatori e attirarne l’attenzione verso le azioni quotidiane che possono contribuire alla tutela delle risorse oceaniche, oggi sotto attacco. Come velisti abbiamo la responsabilità di farci promotori dell’impegno verso la sostenibilità. Possiamo ridurre l’uso di combustibili e materiali inquinanti, anche nella costruzione delle imbarcazioni, possiamo compostare i rifiuti. Le regate come la Barcolana raggiungono centinaia di migliaia di spettatori, che possono essere ispirati ad agire nella propria vita quotidiana e diventare parte della soluzione per la salute degli oceani».
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Cosa l’ha spinta a decidere di investire nel BioMa?
«Dopo la vittoria di Deep Blue nella Barcolana abbiamo voluto sdebitarci con la comunità di Trieste in un modo che ispirasse un impegno continuo verso un’istruzione che aiuti a comprendere l’importanza del legame con l’oceano. Abbiamo organizzato una donazione di 100 mila dollari per sostenere il BioMa e il suo lavoro volto a riunire vela, scienza e istruzione, in particolare per i giovani di Trieste. Quest’anno abbiamo creato una Exploration Zone interattiva per dare ai visitatori del Villaggio Barcolana un assaggio sia del lavoro che facciamo allo Schmidt Ocean Institute, esplorando l’oceano e sottolineando il lavoro svolto al BioMa, sia dei progetti di 11th Hour Racing. Vogliamo coinvolgere la folla che questa settimana si riversa su Trieste per la regata affinché pensi alla salute dell’oceano in termini più ampi».
Quale valore aggiunto conferisce il fatto di sponsorizzare un’atleta e velista come Francesca Clapcich?
«Frankie riceve sostegno da 11th Hour Racing, la nostra organizzazione che fa da sponsor per promuovere un cambiamento collaborativo e sistemico per l’ambiente, e in particolare per favorire il legame tra suoli sani e mari sani. Sponsorizzando eventi, velisti, team e programmi, consentiamo loro di rendere prioritaria la sostenibilità delle attività che conducono e di accrescere l’importanza di migliori opportunità, accesso e diversità nel mondo della vela. È stata membro del team di 11th Hour Racing nella Ocean Race 2022-23, oltre che la prima italiana a vincere quella che è definita “la regata più impegnativa del mondo”. In quanto velista professionista, due volte olimpionica e madre, costituisce un modello per le donne nella vela».
L’America’s Cup, che vede Clapcich al timone per gli Stati Uniti, è stata aperta alle donne che ne pensa?
«È fantastico. Lo sport dovrebbe essere aperto a tutti. E nella vela, come in qualsiasi altro sport, l’età o il genere non determinano la bravura. Dovremmo arrivare a smettere di contare quante donne gareggiano, se ci sono donne in gara, e così via. Ci sono più donne che entrano nel mondo della vela da quando io ho iniziato, 17 anni fa. Uno dei miei momenti preferiti dopo aver vinto la Barcolana è stato quando la madre dello skipper arrivato secondo (Furio Benussi ndr) mi si è avvicinata a una festa gentilmente organizzata dai suoi figli per celebrare la vittoria. Mi ha preso le mani tra le sue, mi ha guardata negli occhi e ha detto: «Sono felice che i miei figli siano stati battuti da una donna». La mia vittoria ha significato molto per tante donne. Mi piace pensare che sia giunto il nostro momento». —

