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Vela, per la campionessa triestina Clapcich una nuova sfida sul trimarano

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TRIESTE È al timone di un trimarano, avendo come obiettivo la partecipazione alla Route du Rhum 2026 (la solitaria senza scalo tra la bretone Saint Malo e Guadalupe), la prima sfida della velista triestina Francesca Clapcich dopo l’accordo di sponsorizzazione raggiunto nelle scorse settimane con 11th Hour Racing Team.

Francesca sarà infatti la skipper di un team tutto al femminile griffato UpWind by MerConcept che nel biennio 2024/25 parteciperà al circuito di multiscafi Ocean Fifty. E la selezione delle compagne di avventura che andranno a comporre l’equipaggio è già iniziata con la possibilità per quante sognano un posto a bordo di avanzare la propria candidatura entro il prossimo 24 marzo.

Verranno così selezionate dodici veliste che saranno invitate a Concarneau per la selezione finale da cui usciranno le sei future appartenenti al team. Il trimarano che verrà utilizzato è l’Ocean Fifty già di proprietà di Armel Tripon attualmente in fase di refit completo: il varo a fine marzo.

Il circuito 2024 non ha ancora ufficializzato il calendario ma dovrebbe prevedere quattro regate tra giugno e ottobre, tra cui una transatlantica in doppio da Ovest a Est.

«Riteniamo che l’Ocean Fifty sia il trimarano ideale per il nostro progetto – spiega Francesca Clapcich - la barca è abbastanza grande da permettere una rotazione delle veliste nel corso della campagna, consentendo un maggior accesso e maggiori opportunità per le atlete di fare esperienza. Il calendario ufficiale ancora non è noto, ma prevede sia lunghi percorsi offshore che brevi regate tra le boe quindi dovremo avere le competenze e le capacità di passare rapidamente da una modalità all’altra. Ci sarà molto da imparare, non vedo l’ora di iniziare».

Del resto il progetto InWind della francese MerConcept è perfettamente in linea con la filosofia che Francesca Clapcich persegue: «Esatto, condivido pienamente la visione di François Gabart, vincitore del Vendée Globe e fondatore di MerConcept, quando dice che “i team danno il meglio di sé quando sono composti da talenti diversi” e che “un primo passo per raggiungere questo obiettivo è sostenere la crescita della massa critica di veliste di talento con esperienza nei multiscafi oceanici, in modo che in futuro tutti i team che affrontano sfide come il Trofeo Jules Verne abbiano equipaggi misti”».

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