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Dopo l’incidente Carmelo torna a gareggiare in barca a vela: così la Barcolana 55 crea inclusione

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TRIESTE Inclusione e senso di appartenenza continuano ad essere i valori predominanti della Barcolana 55 che quest’anno, per la prima volta, vede la partecipazione di velisti diversamente abili gareggiare insieme a tutti gli altri.

Oltre trenta giovani e meno giovani hanno partecipato a diverse regate in questi giorni, accompagnati a bordo degli Hansa 303 da istruttori della XIII Zona FIV.

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La Società Triestina sport e mare, con l’aiuto e l’organizzazione della Società Velica di Barcola e Grignano, la Lega Navale di Trieste e Duino nord 45 che ha messo a disposizione le imbarcazioni apposite per le persone con disabilità, ha creato un gruppo coeso di velisti arrivati da tutta Italia e anche dall’estero.

«L’obiettivo è sempre lo stesso – ha sostenuto Alan Travaglio, presidente della Società Triestina sport e mare – ovvero creare senso di unione e collaborazione tra i velisti, indipendentemente dal tipo di abilità o disabilità, perché ognuno di loro è indispensabile nelle sue capacità».

Il mare è lo spazio d’eccellenza che accoglie chi lo ama, luogo di sospensione dove le disuguaglianze di ogni tipo non sono contemplate. In questo senso, ancora una volta le regate che la Barcolana raccoglie, racconta e testimonia, sono un insegnamento alla bellezza e alla solidarietà in un territorio – quello marino – che è a disposizione di tutti e per tutti si offre allo stesso modo. La forza di volontà e l’amore per la vela si è dimostrata più potente di ogni limite, spesso imposto da incidenti stradali o da inevitabili conseguenze di malattie debilitanti.

È il caso di Carmelo Forastieri di Palermo, velista dal 1996, che due anni dopo a causa di un incidente stradale ha perso l’uso delle gambe: «In una città come Palermo, a quei tempi non ho più avuto l’occasione di andare in mare, fino a quando ho avuto la possibilità di conoscere Andrea Stella, noto velista paraplegico – spiega Forastieri – e grazie al suo esempio ho scelto di avviare la vela nella mia città grazie alla Lega Navale Italiana di Palermo. Nel 2017 ho avuto la possibilità di conoscere la Hansa 303 a Duino e di partecipare al campionato italiano: inutile dire che mi si è aperto un mondo. Grazie alla sua particolare accessibilità per tutte le persone disabili, era facile da condurre e mi sono approcciato all’attività agonistica. Nel 2022 ho vinto il campionato italiano».

Non solo la passione muove le persone a lottare per i propri obiettivi e per i propri diritti, ma anche le possibilità che vengono date dai mezzi a disposizione come le barche Hansa 303, dietro le quali ci sono società, circoli ed istruttori che tutto l’anno lavorano per garantire innovazione e inclusione a tutti gli amanti del mare, senza nessuna distinzione. «La classe 2.4. e le Hanse vogliono creare aggregazione – ha spiegato Gianluca Beretta, istruttore e segretario nazionale della Classe Hansa – per trovarsi e confrontarsi, fare fatica per ottenere un risultato insieme dove i ragazzi si dimenticano di avere una disabilità. Sia diversamente abili che abili collaborano all’unisono in classi aperte dove tutti si aiutano. Il mare non ha gradini, l’abile e il meno abile si mettono a confronto per vedere chi ha letto meglio il vento e insieme condividerlo».

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