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Vela, super Vascotto: mondiale numero 26

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TRIESTE. Fantastico Vasco Vascotto, e adesso i titoli mondiali sono 26! Platoon di Harm Müller-Spreer, con alla tattica il fuoriclasse muggesano si aggiudica infatti il Rolex TP52 World Championship e la quarta tappa delle 52 Super Series a Barcellona.

Un’ultima giornata perfetta per la barca tedesca e il suo team, riuscendo a superare quel Provezza di Ergin Imre di un solo punto, degno avversario. Gladiator di Tony Langley si aggiudica la medaglia di bronzo.

Alla fine sono state otto le prove disputate, in una settimana che era iniziata col piede sbagliato, due giornate senza regatare per la mancanza di vento avevano reso il clima a terra quasi insopportabile per i team presenti.

Ieri i sono andate in scena due regate combattute, intense, con condizioni di vento intorno ai 10 nodi, in calare nella seconda. Il primo match vede Platoon, Provezza e Gladiator giocarsela già dalle prime fasi della regata. I tedeschi sono quelli che devono aggredire per salire in testa alla regata, Gladiator ha la sfacciataggine di chi non ha nulla da perdere. Vascotto è un falco a bordo di Platoon, trasmette sicurezza e chiama sempre la manovra giusta, il gioco è fatto. Platoon, Provezza e Gladiator.

Nella seconda ed ultima prova, il gioco cambia, Provezza si mette in testa e dietro c’è Quantum Racing a rompere le uova nel paniere. La seconda bolina vede Platoon attardato e sotto la soglia per poter vincere il mondiale. Ma nell’ultima poppa, Vascotto e soci entrano in fase col vento e con un guizzo sul finale arriva la seconda piazza dietro Provezza che li proclama campioni mondo.

Platoon, merita il massimo dei voti, perchè alla fine il vincitore ha sempre ragione. Una partenza col botto (subito una vittoria) e poi due mezzi passi falsi. Ma da li in poi, l’armata tedesca di Harm Müller-Spreer non ha fatto sconti a nessuno, un terzo, tre secondi posti ed un primo, che consistenza.

Questo il commento di un Vascotto entusiasta: «Ho mio padre che mi ha spinto molto dal cielo, avevamo una spinta extra e questo aiuta sempre. Penso che io e Jordi avevamo ben chiaro cosa dovevamo fare. Non fare follie, aspettare le opportunità giuste. Eravamo solo un paio di lunghezze dietro al secondo e al terzo posto e poi le opzioni che avevamo nell’ultima poppa erano buone e siamo riusciti a vincere. Diciamo che papà mi stava spingendo a destra e Terry a sinistra. Penso che la pressione nell’ultima parte della bolina fosse un po’ più a sinistra, penso che Terry stesse cercando un buon risultato finale nell’ultima gara».

Continua Vasco: «Per me erano alcuni anni che non vincevo un titolo mondiale. Sono così felice di condividere questo con il mio equipaggio, per me è dimostrare che posso ancora continuare a fare questo lavoro, posso ancora vincere. Sono molto felice del risultato, penso che abbiamo navigato bene e questa è una soddisfazione grande, immensa, è un campionato del mondo che ti lascia un sapore speciale. La differenza l’abbiamo fatta cercando di non mollare mai».

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