Un camion vela e un premio per ricordare Yana, uccisa a Castiglione
Hanno sfidato il maltempo e sopportato le lunghe code in autostrada per portare a termine il loro progetto: ricordare Yana Malaiko, -uccisa a 23 anni, e ritrovata, dopo lunghe ricerche, nelle campagne al confine con il territorio di Lonato del Garda- e offrire una mano concreta a tutte le donne vittime di violenza. Ieri pomeriggio i referenti dell’associazione “Y.A.N.A. You Are Not Alone” hanno posizionato un "camion vela" in piazzale della Resistenza, davanti al condominio dove Yana è stata uccisa la sera del 20 gennaio secondo le indagini da Dumitru Stratan, l’ex fidanzato che l’avrebbe attirata in trappola. La “vela” stazionerà qui per due giorni, per poi essere posizionata in altri luoghi cittadini. A Castiglione resterà due settimane.
Tra i volontari che si stanno impegnando per il progetto, ieri c’era anche Andrei Cojocaru, il fidanzato di Yana, che quella sera l’accompagnò a casa senza immaginare il piano di Stratan. «Provo tanta tristezza e tanta rabbia. Questo non è un posto che amo, ma è importante oggi essere qui».
Ma non è l’unico progetto in corso della neonata associazione, che è stata ufficialmente riconosciuta lo scorso 3 maggio: presto, sicuramente nella terza decade di giugno,ci sarà il primo evento pubblico dell'associazione che vedrà nascere la prima edizione del premio Yana Malaiko.
All'evento, dalla Sicilia, sarà presente una rappresentanza del team progetto YanaApp, il progetto che ha come scopo la creazione di una App a comando vocale per contrastare le aggressioni e violenze sulle donne, così come nomi importanti che si sono distinti nella lotta ed informazione contro la violenza di genere e diritti umani.
Si può aderire all'associazione al link https://www.associazioneyana.org/iscrizione.html.
«L'associazione Y.A.N.A cerca sostegno ed aiuti per dire basta ai femminicidi, alle violenze, concretamente; auspica che il legislatore inverta la tendenza affinché si arrivi ad una certezza della pena inflitta in modo rapido, tale da arginare i femminicidi e le gravi violenze»: questo si legge tra le finalità dell’associazione, di cui, tra gli altri, fanno parte il padre di Yana, Oleksander, e l’avvocato Angelo Lino Murtas, che tutela la famiglia e ha partecipato in prima persona alle indagini, «che stanno continuando a pieno ritmo» afferma. Mercoledì mattina tra l’altro davanti al Gip del tribunale di Mantova si è tenuta l’udienza stralcio in cui è stato conferito l’incarico ad un perito per la trascrizione delle intercettazioni.
Tra queste, particolare importanza rivestono le conversazioni tra Stratan e la madre, che parlano nella loro lingua madre, cioé in moldavo. Per questo, occorre una traduzione preliminare per stralciare i dialoghi che non hanno a che fare con l’indagine e che quindi non entreranno nel fascicolo.

