Vela, Demartis: «Ho creato Yes per dare speranza nel futuro»
TRIESTE. «Ho ideato ‘Yes’ perché penso possa rappresentare il seme giusto, dal quale far germogliare in tutti lo slancio e la speranza guardando al futuro, con quell’entusiasmo che solo lo sport può dare per segnare il ritorno alla vita».
Così si esprime Claudio Demartis, il creatore di “Yes”, acronimo di Yachting entertainment show, la grande festa della vela, contenitore di eventi sportivi ma non solo, in programma nel Golfo di Trieste da mercoledì a domenica, che avrà il suo fulcro in quattro eventi, dalle regate dei maxi ai giovanissimi degli Optimist, dalla prova costiera per tutti alla regata combinata skipper e chef.
Demartis, che vanta un eccellente passato di regatante di successo su derive e classi d’altura, vincitore di tre titoli mondiali, di quattro giri d’Italia e vari titoli nazionali, fondatore della veleria Olympic Sails, si è lanciato con grande determinazione verso questa nuova avventura.
«Il fare e il creare fanno parte della mia natura – spiega – e con Yes, per la cui riuscita sto lavorando da tempo, con grande determinazione, assieme a un gruppo di collaboratori, spero possa nascere qualcosa che ci regali un po’ di normalità. Abbiamo cominciato a pensarci poco prima che iniziasse la pandemia e durante il lockdown – sottolinea - abbiamo rivisto l’idea iniziale fino a decidere di attuare questo progetto, che prevede quattro regate che toccano più, o meno, tutte le tipologie di velisti e appassionati di mare».
Demartis però, rispettando anche in questo il suo carattere, non si pone limiti né fissa paletti. «Come tutte le cose che faccio da sempre - riprende - anche ‘Yes’ è una creatura in divenire e non escludo che, nelle future edizioni, perché questa è solo la prima, spero di una lunga serie, si possano coinvolgere anche il mondo delle barche a motore e quello dei gommoni. Questa festa della vela può diventare sempre più ricca di eventi e di opportunità per generare sport, ma anche indotto economico sul territorio, coinvolgendo tutto l’alto Adriatico».
Alla preparazione di Yes stanno lavorando, occupandosi ciascuno di specifiche competenze, tre gruppi di persone. «Ognuno ha un preciso ruolo - spiega Demartis - e lavora sulla base di un dettagliato programma. Quello che amo ribadire - continua -– è che non faccio mai niente contro qualcosa o qualcuno, ma sempre pro. Credo sia arrivato il momento di creare i presupposti affinché si originino posti di lavoro e di dare un aiuto a chi non può lavorare e ha bisogno di un sostegno».
“Yes” insomma punta a essere l'embrione di un progetto più ampio, destinato a diventare una Fondazione che sosterrà chi ha difficoltà a praticare sport. Demartis, seguendo anche in questo il proprio carattere, non vuole fare numeri:«Non mi interessa sparare cifre che poi magari non sono confermate. Per adesso lavoriamo con impegno al progetto, alla fine tireremo il bilancio e quello sarà il momento dei numeri».

