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A Trieste l’Antica Diga rinasce con la scuola di vela e pesca. Ma niente balneazione

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TRIESTE Si avvicina la rinascita della Diga foranea. Il lembo di terra in mezzo al golfo, di fronte a Porto vecchio, aprirà i battenti nella prima metà di giugno. Per il momento però solo ai soci dello storico circolo nautico Lega Navale, che detiene la concessione fino al 2024. Dopo quattro anni fra abbandono e attesa, dal 2020 è il sodalizio nautico che ha in mano le redini della piattaforma con l’intento di trasformarla nella sede di una scuola permanente di pesca, vela e subacquea, dedicata anche a persone diversamente abili. Questo è l’obiettivo principale per cui sono necessari ancora alcuni permessi e strutture. L’area intanto è già fruibile dai soci per attraccare le barche e prendere il sole.

«Per la scuola bisogna attendere ancora un mesetto – precisa infatti il presidente Pierpaolo Scubini –, ma stiamo lavorando per metterla in moto, altrimenti paghiamo la concessione per che cosa?». Il progetto era già partito l’anno scorso, quando Scubini e soci avevano iniziato a darsi da fare per portare avanti dei lavori di ripristino della struttura. «Finora – spiega il presidente – abbiamo svolto diverse attività di coordinamento e sistemazione, ripulendo anche il sito da immondizie e altre cose presenti da anni, per il cui trasporto abbiamo noleggiato una barca». Per rimettere in sesto la Diga ci vorrebbe «qualche milionata di euro», ma non è intenzione del circolo portare avanti una ristrutturazione così complessa.

«Al momento la società si è impegnata a reperire per l’avvio della scuola i primi centomila euro, che stiamo raccogliendo attraverso enti e soci – riepiloga ancora Scubini –. Ma gli investimenti comunque saranno ancora più consistenti sia per ristrutturare la Diga sia poi per portare avanti una manutenzione settimanale. Per questo chiederemo un rinnovo di almeno 30 anni della concessione, il cui canone è di 1.200 euro al mese, visto che i manufatti al momento sono esclusi».

Per aprire la scuola è necessario reperire «gli ultimi permessi. Avremo anche barche speciali – aggiunge –. La cosa importante ora è installare lo scivolo per mettere le barche in acqua. Quello che non riusciremo a fare quest’anno è concedere la balneazione, per cui non ho ancora l’autorizzazione. Credo che slitterà al prossimo anno».

Sull’“isolotto” in mezzo al golfo sono presenti anche spazi per un bar e un ristorante, che difficilmente verranno utilizzati. La Diga sarà riservata ai soci, che per statuto sono praticamente gli unici a poter fruire delle aree del circolo. Ne potranno beneficiare inoltre gli ospiti dei soci e gli affiliati della Federazione italiana vela e della Federazione italiana pesca sportiva ed attività subacquee grazie al principio di reciprocità di tessera. Tuttavia, uno spiraglio di maggiore apertura c’è. Dice Scubini: «Sicuramente potremo aprire alla città in caso di eventi e manifestazioni di carattere culturale e scientifico».

L’Antica Diga è chiusa dal 2016: la concessione era stata revocata alla fine di ottobre di quell’anno. E da allora, fino al 2020, quando la Lega Navale ha preso in mano la struttura, tutto era rimasto abbandonato. A gestire la Diga negli anni si sono succedute diverse figure che hanno trascinato l’affascinante e storico sito in diverse controversie giudiziarie. La struttura – l’area di pertinenza ha una superficie complessiva di 15.700 metri quadrati, di cui circa 14 mila di superficie scoperta – aveva iniziato la sua attività nell’estate del 2006.

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