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Modena: Julio Velasco dice stop. Niente più panchine per l’eroe dei tre mondi

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MODENA – Ha detto stop. Quando l’ha comunicato al club prima o poi verrà dato saperlo, ma deve essere cosa di mercoledì/giovedì perché appena due sere fa Catia Pedrini, presidente del Club modenese ribadiva di sperare nel secondo anno di Velasco sulla  panchina del club emiliano.

Julio Velasco, da La Plata in Argentina, classe 1952, 67 anni lo scorso 9 febbraio, chiude quindi a Modena la sua carriera di allenatore. In quel palasport dove ha mosso i primo passi da “grande” con i 4 scudetti dell’1986, ’87, ’88 e ’89.

Una delle sue frasi celebri è “Quién me quita lo bailado”, “Chi mi toglie quello che ho ballato”.

Ballato, Velasco, ha ballato parecchio, inteso vittorie, successi, esperienze sportive. 

LA CARRIERA – Ha allenato in Argentina, in gioventù, dal 1975 all’Estudiantes de la Plata, quindi il passaggio Buenos Aires dove allenò varie squadre della città, il Banfield, Jeva e Ferrocarril Oeste. nel 1981 il passaggio nella nazionale biancoceleste come vice allenatore fino all’83.

Quindi l’Italia, a Jesi. Due stagioni prima di sbarcare a Modena, alla Panini, nel 1985. Dal 1989 in Nazionale Italiana maschile prima della parentesi alla nazionale femminile del 1997.

Lascia la pallavolo per passare alla Lazio Calcio nel 1998 come direttore generale  poi il passaggio all’Inter di Moratti, sempre come dirigente.

Torna alla pallavolo: allenatore nella nazionale della Repubblica Ceca (2001-2003) prima di tornare nel campionato italiano sulla panchina di Piacenza (2003/04). Primo ritorno a Modena (2004/06), altri due anni a Montichiari (2006/08). Torna nel ruolo di Ct sulla panchina della Spagna (2008/11), Iran (2011/14)  che fa decollare ad alti livelli del volley internazionale, nel 2014/18 torna a vestire i colori della biancoceleste. Interruzione anticipata del contatto e ritorno in Italia, a Modena con un contratto biennale, interrotto ieri, dopo una sola stagione.

LE VITTORIE – Prime gioie in Argentina sulla panchina del Ferro Carril Oeste: 4 scudetti negli anni 1979, ’80, ’81 e ’82. In Italia fa altrettanto: poker alla Panini Modena: 1986, ’87, ’88, ’89. 3 Coppe Italia sempre con la Panini Modena (’86, ’88, ’89), un coppa Coppe (1986) e in questa stagione la Supercoppa Italiana  (2018).

GENERAZIONE DI FENOMENI – In azzurro apre l’epopea della Generazione di Fenomeni con il successo all’Europeo di Stoccolma 1989. In finale è 3-1 alla Svezia padrona di casa. L’anno successivo il primo storico titolo iridato a Rio de Janeiro 1990, con la storica finale contro Cuba vinta per 3-1. 

Velasco, la festa per lo scudetto 1988/89

Velasco e la sua nazionale bisserà l’oro iridato ad Atene 1994, in finale un facile 3-1 all’Olanda nell’immenso palasport del Pireo (15-10, 11-15, 15-11, 15-1).  L’Italia vincerà anche 5 World League (1990, 1991, 1992, 1994, 1995), la Grand Champions Cup 1993, il World Top Four del 1994, la Coppa del Mondo del 1995, la World Super Challenge del 
1996. 

Resta il tabù a cinque cerchi: 5° posto a Barcellona 1992, 2° posto a Atlanta 1996 alle spalle dell’Olanda al tie break.

ASIA & SUDAMERICA – Velasco guiderà poi l’Iran  al successo in due campionati Asiatici  (2011 e 2013) e l’Argentina all’oro ai Giochi panamericani del 2015 e 5° posto ai Giochi di Rio2016.

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