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Rugby femminile, Sei Nazioni: l’Italia all’esordio contro la forte Francia

Sarà lo Stade des Alpes di Grenoble ad alzare il sipario sul Sei Nazioni femminile 2026, con la sfida tra Francia e Italia in programma sabato 11 aprile alle 13.25. Per le azzurre si tratta di un esordio subito durissimo, contro una delle grandi favorite per la vittoria finale e storicamente tra le selezioni più solide e profonde del panorama mondiale. Un banco di prova immediato, dunque, per misurare ambizioni e stato di forma, in un torneo che non concede margini d’errore ma che si sviluppa lungo più settimane.

Il ct Fabio Roselli ha scelto continuità e struttura per la prima uscita, puntando su un pacchetto di mischia esperto e su una linea arretrata capace di alternare fisicità e dinamismo. In prima linea spazio a Turani, Vecchini e Pilani, mentre la seconda linea sarà composta da Fedrighi e Duca. In terza linea agiranno Sgorbini e Ranuccini insieme alla capitana Elisa Giordano, punto di riferimento tecnico e carismatico. In mediana la coppia Bitonci-Madiam avrà il compito di gestire i ritmi, con Mannini e D’Incà nei centri e un triangolo allargato formato da Granzotto, Muzzo e Ostuni Minuzzi. Dalla panchina, Roselli si affida anche all’entusiasmo di due esordienti, Chiara Cheli ed Elettra Costantini, affiancate da un gruppo di giocatrici pronte a garantire impatto e profondità nel corso del match.

Di fronte, la Francia si presenta con una formazione solida e ambiziosa, costruita per imporre fin da subito il proprio ritmo. In prima linea partiranno Mwayembe, Lazarko e Khalfaoui, con una seconda linea composta da Zago e Fall Raclot, chiamata a garantire presenza fisica e qualità in conquista. La terza linea vedrà in campo Berthoumieu, la capitana Manae Feleu e Champon, un reparto completo per intensità e volume di gioco. In cabina di regia, l’esperienza di Pauline Bourdon Sansus si unirà alla gestione di Carla Arbez, mentre nei trequarti la Francia schiererà un mix di velocità e potenza con Murie e Grando alle ali, Vernier e Grisez al centro e Barrat all’estremo.

Il confronto si carica però di ulteriori incognite. Sia Francia sia Italia arrivano infatti da un Mondiale al di sotto delle aspettative e affrontano una nuova fase tecnica, con le transalpine guidate da un nuovo staff. In questo contesto, la partita inaugurale diventa terreno fertile per sorprese e aggiustamenti. Le azzurre, più che adattarsi all’avversario, dovranno concentrarsi sul proprio percorso: costruire il gioco voluto da Roselli, mantenere identità e disciplina, senza snaturarsi di fronte a una rivale più quotata. È solo il primo passo di un torneo lungo, dove contano crescita e continuità tanto quanto il risultato immediato.

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