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Rugby, Sei Nazioni 2026: l’Italia a Dublino sfida l’Irlanda per sognare

L’Italia si presenta a Dublino con entusiasmo e ambizione, pronta ad aprire il secondo turno del Sei Nazioni 2026 nella tana dell’Irlanda. All’Aviva Stadium gli azzurri arrivano sospinti dal successo ottenuto all’esordio contro la Scozia a Roma, una vittoria sofferta ma pesantissima che ha restituito fiducia e consapevolezza al gruppo di Gonzalo Quesada. Dall’altra parte ci sarà un’Irlanda ferita dal netto 36-14 incassato a Parigi contro la Francia, un ko che ha acceso interrogativi profondi sull’età media della rosa, sulle scelte tattiche e sulla tenuta complessiva del progetto tecnico guidato da Andy Farrell.

È forse il momento migliore per provare a violare un campo storicamente tabù. L’Italia non ha mai vinto in casa irlandese nel Sei Nazioni e l’unico successo contro il XV in verde risale al 2013, in un contesto non troppo diverso da quello attuale, con gli irlandesi alle prese con problemi fisici e dubbi strutturali. Per gli azzurri l’obiettivo è doppio: conquistare una vittoria che avrebbe un peso specifico enorme e centrare due successi consecutivi nel torneo, evento riuscito soltanto nel 2007 e nel 2024. Per riuscirci servirà però una prova di grande maturità, soprattutto sul piano della disciplina, fondamentale per non concedere all’Irlanda quelle piattaforme che potrebbero riaccenderne l’orgoglio.

Quesada ha scelto la continuità, con una sola variazione rispetto alla formazione che ha battuto la Scozia: Lorenzo Pani sarà estremo, con Leonardo Marin spostato a centro al posto di Juan Ignacio Brex, indisponibile per motivi familiari. Segnale chiaro di fiducia verso un gruppo che ha mostrato compattezza e personalità. L’Irlanda, invece, cambia sei uomini per cercare una scossa, inserendo forze fresche tra trequarti e pacchetto avanzato. Il pronostico resta dalla parte dei padroni di casa, ma questa Italia ha dimostrato di saper alzare l’asticella nei momenti chiave: a Dublino non va soltanto per resistere, ma per inseguire un sogno che potrebbe segnare un’altra tappa nella sua crescita internazionale.

IRLANDA – ITALIA

Irlanda: 15 Jamie Osborne, 14 Robert Baloucoune, 13 Garry Ringrose, 12 Stuart McCloskey, 11 James Lowe, 10 Sam Prendergast, 9 Craig Casey, 8 Jack Conan, 7 Caelan Doris, 6 Cormac Izuchukwu, 5 James Ryan, 4 Joe McCarthy, 3 Tom Clarkson, 2 Dan Sheehan, 1 Jeremy Loughman
In panchina: 16 Ronan Kelleher, 17 Tom O’Toole, 18 Tadhg Furlong, 19 Edwin Edogbo, 20 Tadhg Beirne, 21 Nick Timoney, 22 Jamison Gibson-Park, 23 Jack Crowley
Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Louis Lynagh, 13 Tommaso Menoncello, 12 Leonardo Marin, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro, 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti
In panchina: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 David Odiase, 22 Alessandro Garbisi 23 Paolo Odogwu

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