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Combinata nordica, per l’Italia un 2024-25 insipido. Il bilancio di una stagione senza acuti

La combinata nordica ha posto fine alla sua stagione 2024-25. Soddisfatti i tedeschi, vincitori della Sfera di cristallo sia in campo maschile che femminile con Vinzenz Geiger e Nathalie Armbruster. Blasonati, ma storditi, i norvegesi. Hanno fatto incetta di ori ai Mondiali, ma devono incassare il ritiro di Jarl Magnus Riiber. Si aspettavano di più gli austriaci, ma è verosimile che possano riprendersi rapidamente il centro della scena.

Cosa dire, invece, degli italiani, dalle ambizioni molto più modeste rispetto alle superpotenze? È tempo di tracciare un bilancio, soprattutto in relazione alle aspettative della vigilia. Partiamo dai freddi numeri. Piazzamenti nella top-10? Nessuno, ma ormai è l’abitudine. L’ultimo – un 5° posto – risale al 17 gennaio 2021, quando Alessandro Pittin battagliò per il podio in Val di Fiemme.

Presenze tra 11ma e 20ma piazza? Sei, di cui quattro ai Mondiali, dove i contingenti delle superpotenze sono ridotti rispetto alla Coppa del Mondo. Il bicchiere mezzo vuoto è rappresentato dal fatto che, lo scorso anno, furono altrettanti, conquistati però tutti nelle gare valevoli per il massimo circuito (quindi dalla concorrenza più alta). Il bicchiere mezzo pieno è trovare tre atleti nella top-20 (Aaron Kostner, Raffaele Buzzi e il già citato Pittin), mentre nella stagione 2023-24 fu il solo Samuel Costa (oggi in altre faccende affaccendato) a far breccia fra i migliori 20.

Alla fine, sarebbe tedioso andare a spaccare il capello in quattro sul piano statistico, è doveroso restare nella dimensione concettuale. Al riguardo, si può affermare che l’Italia maschile abbia disputato un 2024-25 pienamente infilzato nella forchetta di rendimento prevista a fine novembre. Al giudizio di ognuno se questa pietanza, piuttosto insipida, possa essere considerata soddisfacente o meno.

Il polemico, l’ambizioso, vi dirà di no. Non ci si può accontentare di così poco, soprattutto se rapportato al recente passato. Il buonista, il modesto, vi dirà di . Perché sarà anche insipido, questo piatto, ma almeno garantisce di poter mangiare qualcosa. Si tratta però di posizioni ai margini opposti dei rebbi dell’ipotetica forchetta di cui sopra.

L’analista, il pragmatico, vi risponderà che l’Italia non può confrontarsi con Germania, Norvegia e Austria; che se le crisi attanagliano il Giappone, quasi nessuno ne è immune; che in questo momento manca l’eccellenza, ma c’è comunque un movimento vivo; che quindi non c’è un metro di giudizio univoco. Ognuno si faccia la sua opinione in merito alla situazione maschile attuale. Nel frattempo, si prende atto del ritorno di Samuel Costa, di cui si è detto nella giornata di ieri. Notizia sicuramente buona, in senso assoluto.

Si specifica maschile perché, per quanto riguarda il settore femminile, si ricade nel caso di una frase attribuita a Rosa Falasca, madre di Giulio Andreotti: “Se non potete parlare bene di una persona, allora non parlatene”.

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