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A Udine l’addio al campione Ruberti: «Il mondo del karate ha perso una guida»

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Una guida nello sport, un punto di riferimento nella vita, un pilastro per la famiglia. In tanti, mercoledì 12 aprile, hanno voluto dare l’ultimo saluto a Roberto Ruberti, campione di karate morto a soli 64 anni a causa di una malattia incurabile, partecipando ai suoi funerali in duomo.

«Sei stato coraggioso, forte e carismatico – ha detto la nipote di Ruberti, Roberta Sodero, anche lei campionessa di arti marziali –. Sono sempre stata orgogliosa di te.

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Avevamo lo stesso nome e lo stesso talento che ci ha fatto volare in alto nello sport. Suonavi la chitarra e cantavi: quanti pranzi e cene divertenti abbiamo trascorso – ha ricordato –. Ci facevi ridere con la tua camminata e con la tua ironia pungente.

Eri un sognatore e scrivevi poesie. Grazie a chi ti è stato vicino con affetto e a chi ha voluto essere presente. Ognuno di noi ha perso un amico fraterno, una persona cara nel cuore con cui abbiamo condiviso tanti anni di vita insieme».

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Molti i volti noti del mondo dello sport arrivati in duomo: il presidente del Coni Fvg Giorgio Brandolin, Davide Benetello e Giuliano Clinori della Federazione italiana judo, lotta, karate, i componenti della squadra Friuli karate, i maestri Andrea Buttazzoni e Gianni Veggian, diversi atleti o ex atleti della Nazionale, il capitano dell’Apu Michele Antonutti.

Tutti si sono voluti stringere attorno alla famiglia di Ruberti, ricordando le sue doti umane e la sua capacità di farsi volere bene.

A celebrare le esequie è stato monsignor Luciano Nobile, che si è soffermato su due date che hanno caratterizzato l’esistenza di Ruberti, avvicinandolo a quella di Cristo: la data di nascita, il 25 dicembre, e quella di morte, il Venerdì Santo.

«Coincidenze – ha detto don Nobile – che ci fanno sperare nella sua Resurrezione, nella conquista della vita eterna».

A portare un saluto da parte del Comune è stato l’assessore allo Sport, Antonio Falcone: «Celebriamo la memoria di un grande campione e di un grande amico, che a soli 4 anni ha cominciato a praticare le arti marziali insieme con il fratello Aldegisto.

Negli anni ha raggiunto degli importantissimi traguardi: più volte campione italiano, campione europeo, è stato azzurro d’Italia, vicecampione del mondo. Senza dimenticare il raggiungimento della cintura nera 8° dan Fijlkam e la guida per 38 anni del comitato regionale di karate.

Per la nostra città e per il nostro territorio – ha chiarito – ha rappresentato e continuerà a rappresentare una figura di riferimento per i valori trasmessi e per i risultati ottenuti. Mi sento onorato e privilegiato di essere stato tra i suoi amici».

Anche Benetello ha voluto dedicare un pensiero a Ruberti: «Per tutti noi Roberto è stato una guida, con cui abbiamo mosso i primi passi nelle arti marziali. Un uomo carismatico e determinato che ha lasciato il segno in tutti noi.

Ci ha insegnato tanto e il vuoto è grande. Cercheremo di colmarlo con ciò che ci hai trasmesso».

Il feretro è stato salutato all’esterno del duomo da un fragoroso applauso. Gli amici, poco dopo, si sono ritrovati per un ultimo brindisi al palazzetto Benedetti di via Marangoni.

Un momento conviviale offerto da Ruberti: un suo ultimo desiderio. «Arigatoo gozaimashita».

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