Chi è Johnny Gaudreau: la vera storia dietro l’oro degli Usa nell’hockey. La dedica commovente al compagno di squadra ucciso
L’oro olimpico conquistato dagli Stati Uniti nell’hockey maschile a Milano-Cortina 2026 ha il sapore della rivincita sportiva contro il Canada, ma soprattutto il volto di Johnny Gaudreau. Quando Jack Hughes ha infilato il disco decisivo in overtime, regalando agli Usa il primo titolo olimpico dal 1980, la squadra non ha pensato solo alla rivalità con i vicini del Nord. Ha pensato a lui. Johnny Gaudreau, per tutti “Johnny Hockey”, sarebbe dovuto essere su quel ghiaccio. Stella dei Columbus Blue Jackets, 11 stagioni in Nhl, era un giocatore da un punto a partita: 642 in 644 gare tra regular season e playoff. La sua vita si è spezzata nell’agosto 2024, in New Jersey, investito da un’auto mentre era in bicicletta insieme al fratello Matthew, anche lui morto nell’incidente. Il conducente è accusato di omicidio stradale: secondo la polizia, stava guidando da ubriaco. Gaudreau aveva 31 anni.
Da quando la nazionale è arrivata in Italia, la sua maglia è rimasta appesa nello spogliatoio. La famiglia – i genitori, la moglie Meredith e i figli piccoli, tra cui John Jr., che ha appena compiuto due anni – è volata a Milano per stare accanto ai compagni che lui amava. E dopo il golden goal, Brady Tkachuk e Zach Werenski hanno portato sul ghiaccio la sua numero 13. Werenski e Dylan Larkin hanno accompagnato i figli di Johnny in pista, per una foto di squadra che è diventata il simbolo della serata. Durante l’inno, i giocatori hanno tenuto la maglia sollevata. “Abbiamo parlato di giocare per lui, di renderlo orgoglioso”, ha detto Werenski. “Lo abbiamo fatto”: Tkachuk ha ribadito che quella vittoria era per lui.
Fuori dall’arena, intanto, la partita aveva assunto un significato politico. Le tensioni tra Stati Uniti e Canada, alimentate dai dazi e dalle minacce di annessione rilanciate da Donald Trump, avevano caricato la sfida di ulteriori sottintesi. Il presidente americano ha esultato sui social parlando di “grande squadra” e alla Casa Bianca è stata diffusa un’immagine simbolica con l’aquila americana che sovrasta un’anatra canadese, in risposta a vecchie provocazioni.
Ma sul ghiaccio la storia è stata diversa. Il Canada ha dominato a lungo, tirando 42 volte verso Connor Hellebuyck, decisivo tra i pali. Gli Usa hanno resistito e colpito nel momento chiave, chiudendo un digiuno olimpico lungo 46 anni. Qualcuno a Washington ha provato a leggere in questo oro un messaggio geopolitico. In realtà, la spinta più forte è arrivata dal ricordo di un compagno perduto. Quando la squadra ha lasciato il ghiaccio, stretta attorno alla maglia numero 13, il senso di quella vittoria era chiaro: non una rivincita politica, ma un tributo. L’oro degli Stati Uniti porta il nome di Johnny Gaudreau.
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