Mentre il palazzetto è ancora un cantiere aperto, anche il ghiaccio fa flop: il primo test dell’hockey all’Arena Santa Giulia doveva dimostrare che il nuovo impianto è pronto per le Olimpiadi, che cominceranno tra meno di un mese. Invece già nel primo match delle Milano Hockey Finals, la semifinale di Coppa Italia tra Varese e Caldaro, sono emersi i problemi. Nelle specifico, la partita è stata interrotta per diversi minuti a causa di un buco nel ghiaccio. Per risolvere la situazione si è dovuto ricorrere anche a un annaffiatoio.
Non esattamente un bel biglietto da visita, soprattutto per i media nordamericani, già arrivati a Milano per monitorare l’evento e verificare in quali condizioni giocheranno tra poche settimane le star della NHL, la lega di hockey più importante al mondo, che torneranno ai Giochi invernali dopo 12 anni. Già prima del match era emerso come i lavori all’interno della Santagiulia Ice Hockey Arena siano tutt’altro che finiti: sulle tribune ci sono ancora gli operai all’opera, tra cavi per terra e tubi innocenti in vista. Mentre gli spogliatoi non sono ancora pronti.
Non un bel biglietto da visita per le Olimpiadi di Milano-Cortina. L’Arena Santa Giulia d’altronde è un palazzetto costruito da privati per ospitare concerti: l’hockey lo vedrà solamente durante i Giochi, poi addio. L’arena da 16mila posti è stata costruita da Eventim, gigante tedesco nell’organizzazione degli eventi musicali: doveva costare 170 milioni, alla fine ne sono serviti circa 370. Solo nell’ultimo anno, circa 50 milioni li ha messi lo Stato, per un’opera privata che dopo le Olimpiadi servirà principalmente per spettacoli e concerti privati. Forse per il tennis. I media nordamericani sono preoccupati per i lavori che saranno conclusi in extremis e per l’adeguatezza della struttura. Il margine per correggere gli errori è minimo: dal 5 febbraio ci saranno le gare olimpiche.

