Cobolli: “Io romanista fracico. L’addio di Ranieri? La maglia è più importante di tutto”
Flavio Cobolli, tennista azzurro che sta scalando la classifica Atp e tifoso giallorosso, ha rilasciato oggi un’intervista alle pagine de Il Messaggero. Queste le sue parole sugli Internazionali che stanno per cominciare ma anche sulla Roma, squadra per cui ha sempre fatto il tifo fin da bambino.
Quanto è forte l’emozione di giocare nella sua Roma, davanti al pubblico che non vede l’ora di sostenerla?
“È incredibile. Per me poi è un’emozione sempre diversa, perché ogni anno è come se fosse sempre la prima volta. Giocare sui bellissimi campi del Foro Italico, a casa mia e con il pubblico romano… non si può descrivere. Spero di fare meglio dello scorso anno perché è davvero un appuntamento importante”.
Il suo avvio di stagione non è stato semplice, ma poi sono arrivati i risultati. Come giudica questa prima parte del 2026?
“Sì, sono partito con alti e bassi quest’anno, però sto cercando di trovare la costanza giusta, perché è quella che può aiutarmi a rendere al meglio, soprattutto nei grandi tornei. Sono contento dei miei ultimi risultati, ma posso fare meglio e spero di dimostrarlo già qui a Roma”.
Sono passati cinquant’anni dalla vittoria di Panatta e il presidente Binaghi dice che è arrivato il momento di vincere anche il singolare maschile negli Internazionali. Potrebbe essere lei, romano proprio come Adriano…
“Sarebbe il sogno della mia vita tennistica è per questo sono molto concentrato e voglio dare il massimo. Però il livello è alto, quindi bisogna pensare partita dopo partita e avversario dopo avversario, fin dai primi turni”.
A quali luoghi della sua Roma è particolarmente legato?
“Inutile dire che sono legatissimo al mio circolo, il Parioli. Poi mi viene subito in mente lo Stadio Olimpico e il mio quartiere. Se penso a Roma mi vengono in mente anche i miei ristoranti tipici di fiducia, che non cambierei mai, perché sono molto abitudinario in generale. Roma è Roma, non si può descrivere facilmente quanto sia speciale, ma lo è in ogni suo angolo”.
A proposito di ristoranti, qual è il suo piatto preferito della cucina romana?
“Sono un grande esponente del team carbonara. In generale però è tutto buono, soprattutto nelle cucine in cui ci sono ancora le nonne”.
Come vive oggi il rapporto con la città? Che effetto le fa essere fermato dai suoi tifosi?
“È sempre bello essere riconosciuti dai fan e scattare foto con loro. Poi i romani, come tutti gli italiani in generale, sono molto educati, quindi è sempre un piacere uscire e incontrarli per strada. Questo non mi darà mai fastidio”.
L’anno scorso c’è stato il tuffo in piscina di Errani e Paolini per la vittoria nel doppio. C’è qualcosa che farebbe in caso di vittoria al Foro Italico?
“Sarebbe talmente una grande emozione che andrei rotolando verso lo Stadio Olimpico per la gioia”.
A proposito di Olimpico, l’altra sua grande passione è la Roma. Che ne pensa dell’addio di Ranieri e della fiducia dei Friedkin in Gasperini?
“Mio padre mi ha sempre insegnato che la maglia è più importante di tutto. Andrei allo stadio a tifare la Roma anche se fosse ultima in classifica, quindi non mi interessano più di tanto i risultati e le varie polemiche. Questo significa essere ‘romanista fracico’, come lo intendo io”.
Meglio lo scudetto alla Roma l’anno prossimo o la sua vittoria al Foro Italico?
“Meglio la mia vittoria in questi Internazionali. Non posso che rispondere così, visto quanto ci tengo, anche se per vedere la Roma vincere lo Scudetto farei comunque di tutto”.
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Fonte: Il Messaggero
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