Inter ago e filo: Thuram e Dumfries iniziano a cucire lo scudetto
Primo tempo opaco: l’Inter rischia il blackout
Dopo il KO del Milan e il pareggio pomeridiano del Napoli a Parma, ci si aspettava un’Inter capace di scendere in campo per azzannare il campionato. Invece, i nerazzurri — complice l’eccellente prova tattica degli uomini di Fabregas — entrano nello stadio dei “lariani” spenti, subendo per 45 minuti la supremazia territoriale dei padroni di casa.
Senza dubbio l’assenza di capitan Lautaro Martinez incide pesantemente sul morale della squadra. Il Toro, oltre a essere il leader tecnico, rappresenta l’identità stessa dell’Inter: è l’uomo capace di trascinare i compagni oltre i propri limiti, sia fisici che mentali.
Il Como concretizza il dominio passando prima con Valle e raddoppiando poi con Nico Paz, da tempo oggetto del desiderio del mercato nerazzurro. Proprio quando il buio sembrava totale, allo scadere della frazione ci pensa Thuram a riaprire i giochi. Da lì in poi… inizia tutta un’altra storia, stavolta a tinte nerazzurre.
La prova di forza: una rimonta da Scudetto
Sotto di due reti, serve la tempra della grande squadra per ribaltare il destino. È in questo momento che emerge l’anima dell’Inter. La scintilla di Thuram a fine primo tempo trasforma l’inerzia del match e, a inizio ripresa, è ancora “Tikus” a trovare la via del pareggio.
Con il vento a favore, l’Inter spinge con ferocia arrembante: sale in cattedra un ritrovato Denzel Dumfries, che firma il sorpasso ribadendo in rete il pallone del 2-3. La gara è ribaltata, ma non è finita. È ancora l’olandese a suggellare il trionfo con una doppietta personale, dimostrando quanto il suo apporto fisico sia vitale per lo scacchiere tattico di Chivu.
Nel finale, Da Cunha accorcia su un calcio di rigore molto dubbio che regala qualche brivido di troppo ai tifosi, ma Thuram e compagni gestiscono l’apprensione e portano a casa tre punti pesantissimi.
Marcus e Denzel, un ritorno dominante
La nota più lieta della serata è senza dubbio il ritorno ai massimi livelli di Marcus Thuram. Dopo la sosta, il centravanti francese ha cambiato marcia: la prova superlativa contro la Roma (condita da gol e due assist), e poi, stasera a Como, si è caricato la squadra sulle spalle nel momento più critico. Due giocate da fuoriclasse per rimettere in piedi una partita che sembrava persa. Marcus si carica la squadra sulle spalle e dimezza lo svantaggio prima del finale di frazione.Ad inizio ripresa, sigla anche il pari riportando con due giocate i nerazzurri in gara. Possiamo dire finalmente, quanto c’è mancato il talento dell’attaccante francese. Adesso, nel momento più importante possiamo tornare ad aggrapparci al nostro centravanti.
E poi c’è Denzel, forse uno dei più grandi rimpianti di questa stagione. Rimasto ai box per gran parte del campionato, l’olandese ha ricordato a tutti perché è considerato un esterno dominante. I suoi numeri offensivi dello scorso anno sono stati un fattore chiave nella cavalcata europea, e la sua assenza per infortunio si è fatta sentire. Stasera, però, è arrivato il riscatto: l’olandese è tornato a essere “volante”, mettendo un timbro indelebile sulla corsa verso il tricolore.
Conto alla rovescia
Adesso non ci nascondiamo più, il vantaggio 9 punti a sei gare dal termine è davvero un ottimo bottino da gestire per il finale di stagione. I nerazzurri devono conquistare 10 punti su 18 per avere la matematica certezza di alzare lo scudetto.
Per gli uomini di Chivu arriverà il Cagliari prima del nuovo confronto contro il Como in Coppa Italia. Dopodiché ci saranno Torino, Parma, Lazio, Verona e Bologna. Insomma un calendario agevole, con la probabilità che l’unica squadra a giocare per un obiettivo possa essere il Bologna.
Il Napoli di Antonio Conte avrà ugualmente un calendario sulla carta abbastanza facile, eccezion fatta per il Como che sarà sicuramente in corsa per un piazzamento europeo ed il Bologna, anche se più distante. In ordine, per esattezza Lazio, Cremonese, Como, Bologna, Pisa e Udinese.
C’è solo una ricetta, non staccare la spina e continuare a giocare sulla scia del grande secondo tempo. Uno Scudetto ed una Coppa Italia da conquistare, il giusto premio per un Inter che al primo anno di Chivu ha dato tante soddisfazioni e pochi dispiaceri, dimostrando di avere ottime basi per lavorare anche in futuro.

