Gasperini detta le regole
Gasperini è sempre lo stesso, ti graffia con sorriso. Ma è molto chiaro, specie se si parla di futuro, della Roma che verrà. E' un discorso che gli sta a cuore, come la sfida di stasera con il Pisa , che sembra finire in secondo piano, quando invece c'è ancora un obiettivo in caldo: il quarto posto. Non lo scudetto, il quarto posto. E questa squadra di, come li definisce lui, «bravi ragazzi e persone serie», può ancora raggiungerlo. «È un traguardo che ci siamo dati noi, la proprietà non me lo ha mai chiesto», la precisazione del tecnico. Traguardo raggiungibile con questa rosa, il problema, e il motivo del calo che ha fatto scendere la Roma al sesto posto, sono stati pure gli infortuni. «Defezioni pesanti da un certo punto in poi, molti calciatori li ho persi per tanti mesi». (...) L'al-lenatore detta le regole, così è se vi pare. Punto 1, il futuro di Gasp è legato al piazzamento, sì o no?. «lo via senza la Champions? Se lo dice la proprietà, ha un senso, se lo sostiene qualcun altro allora è solo un pen-iero come tanti. Liberi di credere ciò che si vuole». Punto 2 , il rapporto tra Gian Piero e la dirigenza. La risposta è senza nominare né Claudio Ranieri né Ricki Massara . «Io sono abituato a ragionare solo sul miglioramento della squadra e come renderla più forte. E quando è così funziona tutto benissimo». Come a dire: se mi comprate i calciatori che voglio, non litigo con nessuno. (...) Punto 3 , come rinforzare la squadra e il target dei calciatori acquistabili alla luce degli impegni con la Uefa e il FFP. «Questa è una scelta della società. Magari la società non ha più intenzione di andare su giocatori con contratti alti (Lukaku, per fare un esempio, ndr). L'altra idea è andare sui giovanissimi che però non so se una piazza come Roma può recepire, visto che con troppi giovani abbassi le ambizioni. L'ideale è il target Malen-Wesley, per costi, stipendi etc… Non è facile ma è un qualcosa di possibile. Poi se ne trovi dieci sei bravo, se ne trovi due ne inserisci due. Bisogna capire la strada e poi realizzarla. Spero di essere stato chiaro, e ora per me esiste solo il Pisa». (...)
(Il Messaggero)

