Il modello (insostenibile) del calcio a pagamento in tv sta per scoppiare
Laltra sera, tutti (o quasi) i pub del Regno Unito trasmettevano i quarti di finale della Champions League: giocavano due squadre inglesi più la macchina da gol Harry Kane, gloria nazionale che veste la maglia del Bayern di Monaco. In Italia è stato invece un martedì qualsiasi: grandi geremiadi per la Nazionale da 16 che non gioca più un Mondiale, ma il declino del calcio italiano non è limitato ai soli Azzurri. La Serie A è ormai sistematicamente fuori dai grandi tornei internazionali (al massimo arriva in Finale e le perde). (...) Il pallone europeo è un'industria multi-miliardaria. Che però poggia su una sola gamba, quella dei diritti tv , venduti a peso d'oro: sono circa 40 miliardi di euro, tra campionati e coppe, ogni 3 anni. Ma la torta, che per decenni è andata sempre crescendo, ora si sta rimpicciolendo: il rischio è che mandi in bancarotta il calcio, dove ormai da decenni i costi superano i ricavi. E non basta l'invasione americana, di investitori e fondi di private equity (più o meno rispettabili): anzi la finanziarizzazione del calcio porterà più danni che benefici, sul lungo termine. Tutto è cominciato sul finire degli anni 90, quando nei pub inglesi, fino ad allora solo birra, snooker e freccette, comparvero le partite in tv, a pagamento: BSkyB, On e Telewest vendevano abbonamenti per vedere il calcio. Era una rivoluzione: da sport tifato allo stadio o ascoltato a-la radio, il calcio divenne uno sport visto, dal tavolo di un locale, con una pinta in mano. Il modello commerciale si sarebbe poi diffuso in tutta Europa, per la gioia dei club medesimi e delle pay-tv. (...)Ma questo bengodi sta per finire: a un recente "Football Summit" del Financial Times, è stato rivelato che i diritti tv, una torta in continua lievitazione da 30 anni che ha finora salvato i bilanci colabrodo dei club continentali, hanno invertito rotta: non crescono più, sono piatti. E se oggi coprono da soli oltre il 40% dei ricavi dei club (dato Morningstar-DBRS), nei prossimi anni quella percentuale si dimezzerà. Il modello del calcio a pagamento è in una bolla speculativa e il segnale è la proliferazione: tra Dazn, Sky e i suoi fratelli ci sono decine di piattaforme che trasmettono calcio a pagamento. E' un modello insostenibile perché non riesce più a scaricare i costi crescenti dei diritti sui clienti: in Gran Bretagna vedere tutte le partite della propria squadra costa a un tifoso 140 Sterline al mese. In Italia non è molto diverso. (...) Andrea Traverso , responsabile della Ricerca della Uefa, ha ammesso che se si applicassero al calcio i parametri contabili rigorosi come si fa per le aziende, le 730 squadre europee avrebbero un buco complessivo di 8 miliardi di Euro: il pallone è di fatto già fallito. (...)
(Il Foglio)

