De Laurentiis a Los Angeles: l’annuncio su Conte, la Nazionale e il futuro della Serie A
“Se me lo chiedesse lui lo lascerei alla Nazionale”
In occasione dell’anteprima losangelina del film sul Napoli, il presidente Aurelio De Laurentiis ha rilasciato dichiarazioni al vetriolo ai microfoni di CalcioNapoli24, toccando i temi caldi del calcio italiano e internazionale.
”Presidente, partiamo dalla partita di oggi e dal sorpasso del Milan: che emozioni ha vissuto?”
«L’ho vista a casa mia, è stata una partita straordinaria. Ci siamo galvanizzati, abbiamo sofferto e poi gioito per il risultato. Senza Osimhen c’era preoccupazione, ma questo dimostra che il gruppo è legato alla causa e capace di sopperire alle assenze.»
”Lei è qui a Los Angeles per unire le sue tre passioni: cinema, calcio e caffè. Che valore ha questo evento?”
«Avevo promesso questa anteprima dopo quella di Napoli. Gli impegni lavorativi ci hanno impedito di farlo prima, ma sono felice di essere qui per i 15 milioni di sostenitori del Napoli che vivono in America. A San Pedro, ad esempio, c’è una comunità di 35.000 italoamericani che ci segue con calore.»
”Cosa sta succedendo al nostro calcio? L’Italia mancherà ai Mondiali per la terza volta consecutiva.”
«Il sistema è da azzerare. La Serie A conta solo per il 18% a livello federale, nonostante finanzi la Federazione con 130 milioni l’anno. È un’assurdità. Bisogna dare alla Serie A la maggioranza assoluta o potremmo decidere di uscire dal mondo federativo e creare una lega autonoma. Ci sono troppi galli a cantare e la politica, pur chiedendo biglietti e facendo il tifo, non apporta alcun cambiamento positivo.»
”E su Antonio Conte? Lo vedrebbe bene come commissario tecnico?”
«Se me lo chiedesse, direi di sì. Ma Antonio è troppo intelligente: finché non ci sarà un interlocutore serio a capo di un progetto organizzato, credo che desisterebbe. Penso invece che Giovanni Malagò sarebbe la persona perfetta per fare il commissario e poi il presidente di una nuova federazione.»
Le parole di Aurelio De Laurentiis da oltreoceano non sono semplici dichiarazioni di circostanza, ma rappresentano un vero e proprio manifesto politico. La minaccia di una “scissione” della Serie A dalla FIGC ricalca modelli esteri di successo, ma sottolinea anche la frattura profonda tra chi produce ricchezza nel calcio e chi lo gestisce a livello istituzionale. L’apertura su Conte e l’endorsement a Malagò indicano chiaramente che, per il patron azzurro, il tempo delle riforme superficiali è scaduto: serve un cambio di leadership e di paradigma per evitare l’oblio del calcio italiano.
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