LE INTERVISTE – Napoli, Giovane: avevo bisogno di una prestazione così, posso migliorare ancora
Il boato del Maradona è ancora nell’aria, ma nei corridoi dello stadio la parola d’ordine è umiltà. Quando la notizia del forfait dell’ultimo minuto di Hojlund si è diffusa negli spogliatoi, gli occhi di tutti si sono posati su di lui. Giovane, talentuoso e con il peso di una maglia che a Napoli non è mai leggera. Eppure, la risposta sul campo contro il Milan è stata quella di un veterano. Ai microfoni di DAZN, il nuovo volto dell’attacco azzurro racconta le emozioni di una giornata frenetica, tra la chiamata improvvisa del mister e i paragoni con la sua terra d’origine.
«Sapevo che sarebbe stata una partita complicata, ma voglio ringraziare il mister per la fiducia. Tutto è successo velocemente: stamattina, arrivando al campo, non ho visto Hojlund perché stava male. In quel momento i compagni mi hanno stretto intorno, dicendomi di stare pronto. Sono giovane e so di dover migliorare ancora tanto, ma avevo bisogno di una prestazione così, specialmente contro una grande squadra come il Milan.»
Eppure, in una serata quasi perfetta, resta il rammarico per quel controllo mancato davanti alla porta.
«In quell’occasione ho commesso un errore di valutazione. Pensavo che Pavlovic fosse più lontano, volevo calciare subito ma, sentendo il suo recupero, ho cercato un tocco in più e ho sbagliato. L’importante però resta la vittoria della squadra, quella viene prima di ogni errore individuale.»
Durante l’intervallo il cambio di passo: cosa è scattato nello spogliatoio?
«Ho parlato con Alisson, siamo molto amici e il confronto con lui mi aiuta sempre. Prima di oggi, avevo interpretato questo ruolo così solo ai tempi della Primavera. Il mister è stato chiaro: mi ha chiesto di lavorare più sui contromovimenti per smarcarti e nella ripresa le cose sono andate decisamente meglio. Ero pronto ad aiutare il gruppo e sono felice di aver dato il mio contributo.»
Fuori dal campo, il rapporto con la città sembra appena iniziato, ma le premesse sono quelle di un colpo di fulmine.
«Sono un ragazzo riservato e finora ho visto poco di Napoli, ma quello che ho scoperto mi ha incantato. È una città bellissima che mi ricorda molto il Brasile, ha la stessa energia. Piano piano, con calma, voglio iniziare a conoscerla davvero.»
Il Napoli scopre una risorsa preziosa, un diamante grezzo che sa stare al mondo anche quando i riflettori si accendono senza preavviso. Se il confronto con il Brasile non è solo architettonico ma tecnico, i tifosi azzurri hanno più di un motivo per sorridere. La vittoria contro il Milan porta tre punti, ma soprattutto la consapevolezza che, anche senza i titolarissimi, il futuro parla una lingua fatta di coraggio e sacrificio.
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