Strambino, a Safi il funerale di Rayane, il calciatore morto a 15 anni
STRAMBINO. “Sempre con noi”: così recitava la scritta stampata sul petto delle undici magliette bianche indossate dalla squadra della Strambinese. Sul dorso, un solo nome, “Rayane”, e il numero 10, il più ambito tra i calciatori, che l’allenatore Gaetano Magri assegnava di solito a Nahiri, promettente talento di appena 15 anni.
Martedì 31 marzo, la formazione Under 15 è scesa in campo al Bertotti per un’amichevole contro i coetanei dell’Ivrea: sul campo si sono imposti per 2 a 0 sugli ospiti in maglia arancione, ma la vera vittoria è stata quella della memoria e della solidarietà per il giovane Rayane Nhairi, scomparso domenica 22 marzo prima all’ospedale Regina Margherita di Torino a causa di un aneurisma cerebrale che lo aveva colpito il 20 marzo nella sua casa di Strambino.
Una tragedia che ha profondamente colpito l’intera comunità, capace però di unirsi in un’immediata gara di generosità. Tra i vincitori, per la loro composta dignità, ci sono anche i genitori del ragazzo: la mamma Souad e il papà Othmane, presente tra il pubblico del Bertotti, poco prima di partire per Safi, in Marocco, dove attende l’arrivo dell’unico, amatissimo figlio. Al padre Othmane, oltre alle magliette commemorative dei compagni della Strambinese e della formazione dell’Us Gaglianico, che riportava il volto sorridente di Rayane, è stata consegnata una somma di 10mila euro, frutto della raccolta organizzata in pochi giorni dall’Ac Strambinese, a cui si sono aggiunti i contributi degli amici della scuola secondaria di primo grado Panetti.
«Grazie a un’incredibile gara di solidarietà – ha comunicato la società – siamo riusciti a consegnare ai genitori di Rayane i 10mila euro raccolti. Sappiamo che nulla potrà lenire un dolore così grande, ma crediamo sia importante la mobilitazione di tante persone, che ringraziamo di cuore a nome dei familiari e dell’Ac Strambinese 1924». «Sono profondamente commosso – ha ripetuto anche in questa occasione Othmane Nhairi – per la straordinaria dimostrazione di affetto ricevuta in un momento tanto difficile per la nostra famiglia. Voglio solo dire grazie: grazie a Strambino, grazie al Canavese e a tutta l’Italia, che ci ha accolti senza alcuna discriminazione di nazionalità o religione». Giovedì il padre del ragazzo è partito per il Marocco dove già erano arrivate la zia e la mamma Souad per il ritorno di Rayane a Safi, venerdì 3 aprile, a due settimane esatte da quel maledetto giorno in cui ha avuto il malore da cui non si è più ripreso.
«I resti di mio figlio arrivano a Casablanca – ha detto il padre del ragazzo – e da lì, dopo 200 chilometri di viaggio, a Safi, per il funerale secondo il rito musulmano. Poi, tra una ventina di giorni, torneremo in Italia: Strambino resterà la nostra casa, il paese che Rayane amava. Io riprenderò a lavorare nell’impresa di pulizie industriali di Castiglione Torinese, impegnata con Smat di Torino».
Ma il segno più profondo lasciato da Rayane in cinque anni di vita scolastica e sportiva in Italia è il gesto d’amore che ha compiuto attraverso la donazione del cuore, che ha dato una nuova speranza di vita a un giovane. In sua memoria, i genitori – di religione islamica – hanno voluto compiere anche un gesto simbolico di fratellanza, chiedendo al parroco don Maurizio Morella di recitare insieme, cristiani e musulmani, il rosario. Un momento unico e mai visto prima nella chiesa parrocchiale di Strambino, gremita all’inverosimile per salutare il piccolo, grande Rayane.

