EX ROSSAZZURRI – Oliveira: “Conta vincere. Viali, è la tua occasione. Mai avere paura di giocare a Catania. Quella volta fu una pugnalata per me…”
L’ex attaccante rossazzurro Luis Oliveira ai microfoni di Futura Gol esprime un giudizio personale sulla scelta del Catania di affidare la guida tecnica a William Viali e le ambizioni in chiave playoff. Spazio anche ad una serie di ricordi quandò indossò la maglia rossazzurra. Ecco quanto evidenziato:
“A volte il cambio di allenatore può portare cose negative anzichè positive. In questo caso il Catania ha ottenuto 4 punti nelle prime due gare con il nuovo tecnico.La squadra ha dimostrato di esserci pur non esprimendo un bel calcio, ma quello che davvero conta nel calcio è portare a casa le vittorie. Toscano è un allenatore di livello, stava comunque facendo qualcosa d’importante e mi dispiace che sia stato esonerato ma il mondo del calcio è fatto anche di sorprese. Viali lo conosco per averlo affrontato da calciatore, non da allenatore. Sa che Catania rappresenta un’esperienza importante per il suo curriculum, ha la possibilità di dimostrare pienamente il suo valore portando più in alto possibile i colori rossazzurri”.
“E’ difficile vincere i playoff perchè tantissime squadre lottano per l’obiettivo e soltanto una la spunterà. Il Catania ha fatto molto bene ad inizio campionato, poi hanno perso dei punti ed il Benevento ha consolidato la vetta della classifica. Questi ragazzi devono provare a fare del loro meglio in una città che ha fame di calcio. Non devono mai avere paura di giocare alle pendici dell’Etna. Se fai il tuo lavoro sudando la maglia non c’è nessun problema”.
“Quando Gaucci cedette il Catania a Pulvirenti ero sotto contratto con il club ma finì fuori rosa. Quando seppi il motivo mi venne da piangere e da ridere allo stesso tempo. Io mi sono comportato sempre in modo corretto ovunque abbia giocato, da persona educata nei confronti di tutti, comprendendo anche i momenti difficili di parte della tifoseria. Quella però fu una pugnalata per me, avevo fatto 13 gol e mancavano 7 giornate per la chiusura del campionato. Loro si misero d’accordo facendo in modo che non arrivassi a quota 15 reti, perchè era previsto da contratto che al raggiungimento di quella cifra avrei percepito 100 milioni di lire. Grandissima mancanza di rispetto nei miei confronti ma la vita continua, sono andato sempre avanti cercando di dimostrare il mio valore”.
“Il ricordo più bello resta quando, dopo due giorni di riflessioni, decisi di accettare il trasferimento a Catania ed il procuratore mi disse che avrei trovato una tifoseria che si aspettava facessi molto meglio di Como in un ambiente molto caldo. Io accettai perchè non ho mai avuto paura di niente, conoscendo me stesso e le mie qualità. Era importante trovare una squadra che mi facesse vivere dei momenti felici. Ricorderò sempre l’arrivo all’aeroporto di Catania. Ho giocato a Cagliari, Firenze e Bologna ma mai ho ricevuto l’affetto di così tante persone che mi aspettavano. Ero davvero carico, dissi che avrei dovuto spaccare tutto“.
“Il 3-3 a Palermo nel 2003? Ricevetti palla in profondità, il mio punto di forza era proprio l’attacco alla profondità e se trovavo un difensore molto più lento di me andavo sempre in porta. In quel caso mi venne subito in mente di non tirare perchè non ero sicuro di farlo, allora feci un dribbling, con la coda dell’occhio vidi arrivare un difensore, ho spostato la palla, quando il pallone stava entrando in porta ero felicissimo perchè in quel momento sapevo di dare una grandissima gioia alla tifoseria catanese. Gennaro Monaco mi raccontava che dalla panchina mi urlavano ‘tira, tira, tira’!’ (sorride, ndr)”.
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