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Zukanovic: "Gasperini farà grandi cose alla Roma, serve solo tempo. Bosnia-Italia? Sarà una partita intensa"

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RETE SPORT - Ervin Zukanovic , doppio ex di Roma e Atalanta (dove ha lavorato con Gian Piero Gasperini ), ha analizzato il momento della squadra giallorossa e la sfida di questa sera tra la sua Bosnia e l' Italia , valida per i playoff mondiali. Di seguito le sue dichiarazioni.

L'Italia non partecipa al Mondiale da 12 anni, stasera affronta la tua Bosnia in una sfida decisiva. Che gara si aspetta? "C’è tanta pressione soprattutto per l'Italia, perché rischierebbe di saltare il Mondiale per la terza volta consecutiva. È una Nazionale abituata a questa competizione. La Bosnia invece ha cambiato tanto, è una squadra giovane con fame: se non riusciremo ad accedere, continueremo comunque a costruire. Sarà una partita intensa".

Lo stadio di Zenica è davvero così caldo come si dice? "L’unico problema è la capienza ridotta. Chi ci sarà canterà molto, ma i calciatori italiani sono abituati a palcoscenici come Roma e Napoli. Le immagini sono particolari, con le persone che vedono la partita dai balconi dei palazzi dietro l'impianto, ma alla fine conterà solo il campo".

Che ricordi ha della sua esperienza alla Roma? "È stata bellissima. Era una delle versioni migliori della Roma, con campioni come Totti e De Rossi, ma anche Rudiger, Szczęsny, Alisson, Salah, Pjanić e Nainggolan. Eravamo veramente forti, è un peccato non essere riusciti a vincere lo scudetto. Seguo sempre i giallorossi".

Cosa pensa dell'impatto di Gasperini sulla panchina giallorossa? "L'ho avuto all'Atalanta. È un allenatore molto forte e preparato, che punta tutto sull'intensità. Alla Roma serviva uno come lui, che propone un calcio aggressivo e offensivo. Farà grandi cose se lo lasceranno lavorare, serve solo un po' di tempo".

In merito a Gasperini, quali sono le sue richieste specifiche per i difensori? "Vuole il gioco sull'uomo, aggressivo, linea alta e tanta intensità. Oggi il calcio è questo. All'inizio, da giocatore, facevo fatica a capirlo, ma da quando ho iniziato il percorso da allenatore ho compreso la sua visione. Non esiste più il numero 10 statico, bisogna correre e sostenere certi volumi di lavoro".

Un giudizio su Benjamin Tahirovic, che ha lasciato Roma per l'Ajax e ora è al Brøndby? "Si pensava potesse crescere molto, ma dopo la Roma è andato peggiorando. All'Ajax con Farioli ha fatto fatica e ora non trova spazio nemmeno in Danimarca. Deve cambiare qualcosa se vuole ambire a certi livelli".

C'è qualche giovane bosniaco da tenere d'occhio? "Dico Alajbeovic. Ha 18 anni e una grande personalità. Punta sempre l'avversario e ha la mentalità giusta. Pur partendo spesso dalla panchina, entra e cambia il ritmo della gara. È pronto per palcoscenici importanti".

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