Notizie

Il tempo

0 0

Weekend di Nazionali. Weekend di noia per me. A dire il vero, un lampo di gioia, sia pure post datato, perché non ho seguito la partita in diretta, l’ho avuto. Il mio fremito di emozione ha un nome e un cognome: Sandro Tonali. E, accanto alla gioia, compare il dolore. I maledetti che continuano impunemente a calpestare un luogo dell’anima di nome Milan mi pugnalarono a morte con il doppio crimine Maldini -Tonali. La ferita mai rimarginata torna a sanguinare. Tanti cari auguri per il tuo futuro di calciatore e di uomo, Sandro. Tu rimarrai per sempre nel mio cuore. Nel bidone della spazzatura, invece, getterò chi so io. Già, ma quando? Quante macerie si dovranno accumulare ancora prima di giungere all’agognato giorno della liberazione? Quanto tempo passerà? Già, il tempo. E’ un signore impassibile, un palcoscenico sul quale recitano i personaggi? Oppure sono gli attori a plasmarlo, a dargli una ragion d’essere che senza di loro non avrebbe? Sono possibili viaggi nel tempo? Le leggi della Fisica non lo escludono. Sì, per quel riguarda tuffi nel passato c’è l’ostacolo del rapporto causa – effetto. L’effetto è sempre generato da una causa, che quindi gli deve essere precedente. Se io andassi nel passato e uccidessi mio nonno, rimuoverei la causa che mi ha prodotto. E questo è impossibile. Però c’è un escamotage. Quello degli universi paralleli. Cioè la mia scelta di uccidere il nonno aprirebbe una biforcazione. Nel mio universo non cambierebbe nulla. Si creerebbe un universo parallelo con tutta un’altra Storia. Quanto sarebbe bello un universo senza Gerry, Furlanette, Scaroni e compagnia cantante.

L’immaginazione è tutto. E’ l’anteprima delle attrazioni che la vita ci riserva. Questo diceva Einstein. A me certi personaggi l’ hanno uccisa. Assassini! Non riesco ad interessarmi delle voci di Mercato. So perfettamente che chi vorrei non arriverà. Non ha nessun senso per me sognare, volare sulle ali dell’immaginazione. Ho sentito che abbiamo preso Kostic, un ragazzo montenegrino di belle speranze. Un centravanti vecchia maniera, mi dicono. Be’, viste le abitudini della casa, suggerirei di andarci piano. Bisogna affrontare le visite mediche. E poi magari possono saltar fuori improvvise e immotivate bizze di qualche procuratore. Per Lazetic, un bocciolo appassito prima di fiorire, non ci furono intoppi. Io non conosco Kostic. L’operazione, con vista sul futuro, potrebbe avere senso, se venisse accompagnata da altre mirate al presente. E qui casca l’asino. Non posso certo entusiasmarmi per Kostic. Per Vlahovic sì che stapperei Champagne. Figuriamoci… Il problema è uno solo. Proprietà e dirigenza non sono fogli di papiro. Sono rotoli di carta igienica. Un po’ come gli esimi dirigenti della Figc, che mi hanno tolto il gusto di tifare per la Nazionale. Il tempo è galantuomo, si dice. Vediamo se certa gentaglia verrà un giorno giudicata per quel che è in realtà e trattata come merita. Tempo, liberami dalla vista di facce alla Gravina e alla Furlanette, per favore. Ti prego! Vedi di non metterci troppo, però. Quando veniva distribuito il dono della pazienza, io ho marcato visita. Dopo aver spezzato le reni all’Irlanda del Nord ci ripeteremo con la temibile Bosnia?

Probabile. La cosa, comunque, non mi interessa. La Fifa, inflessibile come la Figc, quando vuole, ha ridotto la capienza del già piccolo stadio di Zenica. Provvedimento disciplinare preso per punire l’irrequieto pubblico, responsabile di aver creato disordini, di aver lanciato fumogeni e quant’altro nella partita casalinga con la Romania. Il catino di Zenica sarà un po’ meno bollente. Bollenti, invece, sono gli animi dei calciatori bosniaci. Si sono arrabbiati, vedendo alcuni giocatori italiani esultare per dover incontrare loro e non il Galles. Occhio, che queste cose portano male. Mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco, diceva il saggio Trap. Io mi sbaglierò, ma non ritengo i Gallesi più forti di Dzeko e compagni. Si tratta, comunque, in entrambi i casi di ostacoli ampiamente superabili. Presto sapremo. Il tempo scorre veloce. Anche se non allo stesso modo per tutti, come scoprì Einstein. Lo spazio – tempo viene curvato dalle masse. Mi balza all’improvviso in mente una cosa a cui non avevo mai fatto caso. Il tempo si misura sfruttando lo spazio, cioè l’avanzamento delle lancette sul quadrante dell’orologio. E pure il calcio è una questione di spazio – tempo. Si tratta di spazi da attaccare o chiudere con i tempi giusti, se si vuole essere efficaci. Bando alle divagazioni oniriche, nella quali in genere si indulge, quando la realtà che ci circonda non ci fornisce motivi di interesse. Io ce l’ho a morte con la Società, ma amo la squadra. Già, amo. E’ una parola molto pericolosa per gli uomini e i pesci.

Furlanette, hai finito di passare veline ai tuoi amichetti, per attaccare furiosamente Leao? Rafa è in Portogallo per curarsi. A Napoli non ci sarà. Per la gioia di molti. Non la mia. Anzi, anch’io, che lo amo, sono contenta che non ci sia. Così evita di giocare in condizioni precarie, magari fuori ruolo, e di prendersi un sacco di insulti. Spero possa scendere in campo un Gimenez che stia finalmente bene. Non ho mai impietosamente bocciato Santi. Spero sia giunto per lui il tempo di dimostrare che non è quella pippa che tanti credono. Botta al ginocchio per Rabiot in Nazionale. E ti pareva… Sono preoccupata. Ma Napoli è ancora lontana. Io, comunque, posso attingere al mio personale distributore di emozioni: Jannik Sinner. Bellissima la sfida con un grande Zverev. Ho fatto le ore piccole. Ne è valsa la pena. Bella la vittoria di Bolelli e Vavassori nel doppio. Tra poco scendono in campo la Paolini e la Errani. Speriamo bene. Ma la mia partecipazione emotiva più grande è per Jannik. Tra l’altro lui è un cuore rossonero. Non poteva essere altrimenti. C’è pure il rischio che la finale non si disputi a causa della pioggia. Incredibile che a Miami non sia previsto un modo per coprire il campo centrale. Ridicolo che si rimanga in balia degli agenti atmosferici. Noi, invece, siamo in balia di speculatori imbecilli. Altro che tempo delle mele. Qui si vive il tempo delle pere. Un Gerry, lui sì mi piace, dice che la ruota gira. Fallo anche per noi, ruota mia. Ehi, tempo della gioia, guarda che ci siamo anche noi. Spicciati! Nel frattempo spero di evitare una macedonia amara a Napoli. Ma quel che davvero spero…. lo sapete tutti. C’è, però, differenza tra un sogno e un’utopia. Vedere Furlanette saldamente in sella, scoprire che sono tornati di moda i soliti, deprecabili metodi, dopo il fremito di un palpitino per Maignan, mi fa male. Molto male, perché…. Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.

Chiara

Comments

Комментарии для сайта Cackle
Загрузка...

More news:

Read on Sportsweek.org:

Altri sport

Sponsored