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Dzeko, il nemico che non ti aspetti: rilanciato dall'Italia, può affossarla

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Ci risiamo, di nuovo Edin Dzeko . Dopo anni ad aver fatto le fortune di Roma ed Inter , domani potrebbe decretare il fallimento del calcio italiano. Con quello sguardo astuto e il faccino pulito è ancora lì a 40 anni con la fascia di capitano della Bosnia a indottrinare i suoi compagni su come fare male all' Italia e agguantare il suo secondo Mondiale . Un'Italia che gli ha regalato la sua seconda vita calcistica nell'ormai lontano 2015 quando, scartato dal Manchester City e dalla Premier League , è stato accolto alla Roma come un eroe in un agosto rovente, migliaia di romanisti sono andati a dargli il benvenuto all'aeroporto di Fiumicino intasando lo scalo. Lui non si aspettava un amore così grande a prima vista ed è subito diventato pazzo della gente e di quella città che con il tempo ha imparato ad apprezzare. Si è commosso all'addio di Totti e ha partecipato a quella storica semifinale contro il Liverpool arrivata dopo una clamorosa rimonta contro il Barcellona di Iniesta , Messi e Suarez . Alla Roma è rimasto sei stagioni, durante le quali è stato chiamato dal Chelsea per ritornare in quella Premier che se ne era liberata troppo in fretta. Lui ha rifiutato per continuare la sua avventura in Italia, è andato all'Inter dove ha disputato una finale di Champions e poi il flop alla Fiorentina di sei mesi. Domani tanti suoi amici, diventeranno nemici per una notte. Quel filo conduttore con il calcio italiano sembrava essersi spezzato a gennaio scorso con il suo trasferimento in Germania ed invece destino ha voluto che si riannodasse. Forse per un ultima volta, quella in cui il passato torna a bussare senza chiedere permesso. Domani, nel gelo di Zenica, Edin avrà lo sguardo di chi sa già dove colpire. E potrebbe chiudere il cerchio nel modo più crudele provando a far male chi lo ha più amato.

(Il Messaggero)

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