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Opera in tre Atti | I movimenti di Spezia-Empoli

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Lento

Stavolta la dea bendata premia gli azzurri, facendo planare sul braccio di Aurelio un’innocua e inoffensiva sponda di testa di Guarino in area spezzina. Al Picco si sta già recitando il “de profundis” nei confronti di un Empoli artefice dell’ennesima prova scialba e incolore che potrebbe avere ripercussioni fatali in classifica, quando dal nulla si materializza l’episodio che sorride agli ospiti e affossa lo Spezia. Non ci sono calcoli, moduli tattici, giocate individuali o scelte tecniche. Solo un’enorme dose di buona sorte. Quella componente imperscrutabile che non di rado decide le gare e che, nel corso di un torneo estremamente tribolato, ha spesso voltato le spalle agli azzurri. A La Spezia, l’imprevedibile prende forma nel rigore in pieno recupero affidato al destro di Edoardo Saporiti. Presto per dire se si tratta di un segnale benevolo per gli uomini di Fabio Caserta. L’unica certezza è che, ancora una volta, gli azzurri hanno mostrato una preoccupante fragilità mentale, continuando a scivolare sempre più giù. Lungo una china pericolosissima che equivale a dodici gare senza successi.

Adagio

A sette giornate dal termine non c’è più tempo per andare alla ricerca della propria identità. Non ci sono margini per intraprendere un percorso di crescita o esperimentare nuove soluzioni tattiche. Adesso, per ciò che resta del campionato, si tratta di provare a mettere dentro il campo quegli aspetti rimasti invisibili per tutta la stagione: determinazione, carattere, personalità. Contro il Mantova, dopo un approccio completamente sbagliato, l’Empoli ha avuto una reazione veemente finalizzata a evitare una sconfitta pesantissima. Contro lo Spezia, ci si attendeva che gli uomini di Caserta fossero in grado di ripartire dal secondo tempo visto contro Mancuso e compagni. Mera illusione. Capitan Lovato e soci si sono smaterializzati all’interno di una partita di enorme tensione e modestissima cifra tecnica. Fino a capitolare di fronte al gol di Artistico, in grado di illudere uno Spezia altrettanto fragile e confusionario. A un passo dall’abisso, il destino ha deciso di offrire un appiglio a cui aggrapparsi. Sta agli azzurri avere la forza di afferrarlo.

Andante

Tutto male tranne il risultato? Probabilmente sì. Allo stato attuale, il cambio di guida tecnica non sembra aver generato quello scossone emotivo che era lecito auspicare. Il nuovo modulo tattico imperniato sulla difesa a quattro non pare garantire una maggiore impermeabilità difensiva, né assicurare una migliore copertura degli spazi. La manovra non sembra più fluida e organizzata rispetto alla sfortunata gestione dell’ex tecnico Dionisi. Ci si continua ad affidare all’inventiva e all’ispirazione di un singolo come Elia, sperando che non cessi l’efficacia realizzativa sotto porta di Stiven Shpendi. Le soluzioni offensive continuano a latitare. Ecco perché diventa fondamentale trovare nuove risorse che rispondono ai nomi di Edoardo Saporiti e Bogdan Popov. L’ex Lucchese sembra scendere in campo con maggiore disinvoltura e leggerezza mentale rispetto a molti suoi compagni, condizionati dalle scorie mentali di un torneo perennemente in salita. Il giovane centravanti ucraino può offrire quelle doti di freschezza e spensieratezza rimaste ai margini per troppi mesi. Domenica pomeriggio al Castellani arriva il Pescara, squadra che nelle ultime settimane ha ritrovato vittorie, fiducia ed entusiasmo. Se, dando fondo alle proprie risorse, gli azzurri hanno un’anima, è il momento di dimostrarlo. 

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